jueves, 17 de junio de 2010

PERÚ: Articulo editorial de la Voz de Huamanga en homenaje al profesor Máximo Cárdenas.


NUEVA CRÓNICA Y BUEN GOBIERNO


Pdta. Antonio Sulca Effio (‘‘ASE’’)

PROF. MÁXIMO CÁRDENAS SULCA, FUNDADOR DEL FREDEPA Y GESTOR DE DE LA ENSEÑANZA PÚBLICA GRATUITA: ¡PRESENTE! A 9 AÑOS DE SU DECESO


Discúlpame Máximo, el trato familiar que hoy uso porque sé que a ti no te agradaban ni la solemnidad, ni las reverencias.
Como tú lo hubieras deseado, estas no deben ser horas de lanzar vivas y loas a tu nombre, aprovechando hoy martes 15 el 9no. aniversario de tu deceso, por haber fundado el glorioso ‘‘Frente de Defensa del Pueblo de Ayacucho’’ (FREDEPA) un 13 de abril de 1966. No hubieses permitido que lansen esas loas quienes te acompañaron lealmente en toda cuanta acción emprendiste en favor del pueblo como aquellas desarrolladas el 21 y 22 de junio de 1969 en Huamanga y Huanta, respectivamente, en las que movimientos juveniles de masas pedían al gobierno militar y de facto de Juan Velasco Alvarado la derogatoria del nefasto Decreto Supremo 006 por atentar contra la gratuidad de la enseñanza cuyo accionar fue apoyado por la entonces Radio ‘‘Huamanga’’ (hoy Radio ‘‘La Voz de Huamanga’’), conforme siempre lo reconociste.

Como querías tú, éstas deben ser horas de reflexión y de compromiso para continuar tu enseñanza:

- Dirigir con disciplina a las masas predicando con el ejemplo

- Decidir con sabia rectitud.

- Practicar objetiva y comprobada honestidad.

- Tener la convicción de una total carencia de ambiciones económicas, sociales, políticas.

- Mantener constantemente el cariño al estudio, la investigación y lectura de los clásicos en filosofía, arte y literatura como únicos medios para servir de todo corazón al pueblo.

Aun ahora hasta quienes prepararon tu camino para el enlutado final que se inició el 15 de junio del 2001, un día como hoy, con tu partida al más allá, ocultando sus garras están a tu lado, quienes contigo compartieron el sabor amargo de la persecución, la tortura, la prisión, el destierro, no lloramos durante tus exequias; levantamos mas bien la voz y los puños, en señal de que el pueblo avanza.

El lema: "Servir al pueblo de todo corazón" que inspiraste sigue flameando sus banderas; el FREDEPA, se vino fortaleciendo con los consecuentes y diligentes luchadores sociales Rigoberto García Ortega, Hugo Huamaní Vivanco, Darío Ventura Pariona, Iber Maraví Olarte y otra vez Darío y, en el corazón de los niños, los jóvenes y adultos, como en el de los años 69 siguen atentos sus latidos por la vigencia de la educación gratuita y dispuestos a hacer derogar como al 006 de la Junta Militar de Gobierno de Velasco Alvarado pagándose como precio valiosas vidas de niños, jóvenes y padres de familia, muchos de ellos campesinos; y también con la tuya; porque nadie olvida que tu calvario empieza con ese triunfo popular del 21 y 22 de junio y no se acabó con tu partida sin retorno pues, ya está comprobado que los derechos no se mendigan sino que se conquistan.

Alguna vez cuando la razón gobierne y la justicia no se mezquine, una plaza, una avenida, un colegio, perennizará tu nombre en nuestra ciudad como ya se hizo en pueblos pequeños pero gratos y, como ahora ya está perenne en la mente y el corazón de quienes te conocieron, admiraron y respetaron, incluido algunos de los que se ensañaron contigo pero que finalmente se rindieron ante la modestia y sencillez del gran dirigente que en vida fuiste.

Tus amigos de "La Voz" de Huamanga, a nivel de Diario y Radio, sobre todo ésta que apoyó tus luchas cuando en esos memorables días de 1969 contaba con apenas 2 años y 7 meses de fundada, te dicen:

¡Gracias "Gran Luchador Social" por fundar el FREDEPA que sirvió de modelo y guía para la conformación de otros frentes en los demás departamentos del país. Gracias también por conseguir que la educación pùblica sea gratuita para nuestros niños y jóvenes!.

Paqarinkama, hasta mañana miércoles

miércoles, 16 de junio de 2010

Declaracion del Partido Comunista maoísta de Italia


CRISI - contro le false soluzioni del riformismo la "soluzione" è la rivoluzione



La crisi mostra la sua profondità. La crisi devastante che attraversa il

sistema imperialista mondiale mostra giorno dopo giorno la sua profondità.

Essa da crisi finanziaria si è trasformata in recessione mondiale. Come la

crisi sia nata nell'ambito finanziario per effetto della bolla speculativa è

stato ampiamente analizzato e descritto. Quello che occorre mettere in luce

è che essa è strettamente connessa alla natura stessa del sistema

imperialista. La finanziarizzazione dell'economia è stata lo sviluppo

inevitabile del capitale e data da lungo tempo.

Dietro la finanziarizzazione c'è la ricerca del massimo profitto e l'uso di

tutti gli strumenti finanziari e di tutte le strutture costruite

dall'imperialismo a questo scopo. I grandi finanzieri che hanno tirato la

corda di quella che impropriamente viene chiamata "speculazione", sono stati

messi sotto accusa, ma in realtà sono stati fedeli esecutori e interpreti

dell'esigenza del grande capitale, industriale, terziario o pubblico che

sia. I grandi capitalisti e i loro governi cercano ora di singolarizzare le

colpe, trovare dei capri espiatori per salvare innanzitutto l'immagine e poi

il funzionamento del sistema stesso.



Lo squilibrio di fondo è originato dallo sviluppo produttivo finalizzato al

profitto basato sullo sfruttamento della forza-lavoro e i profitti possibili

attraverso gli investimenti finanziari. Questo squilibrio non dipende dalla

volontà dei singoli ma dalla legge stessa che guida la ricerca del massimo

profitto da parte del capitale.

La presunta immoralità della speculazione finanziaria, l'assenza di regole

in essa di cui si parla, sono la norma in ogni tassello del sistema

capitalista e del movimento reale del capitale su scala mondiale.

La crisi ha avuto il merito di mettere a nudo tutto questo, di rendere

evidente questo funzionamento mandando in frantumi, di conseguenza,

l'immagine che il capitale e il suo sistema dà di sé. Come nell'attività

produttiva il capitale cerca costantemente di affinare macchine e metodi per

trarre il massimo dallo sfruttamento operaio e dall'utilizzo intensivo dei

mezzi di produzione e materie prime, lo stesso avviene nel campo

dell'attività finanziaria. Anche qui si sono inventati via via sistemi

sempre più sofisticati ed efficaci di una macchina produttrice di denaro e

riproduttrice di profitto.

La crisi ha messo in particolare luce il rapporto tra questo gigantesco

sistema e una serie di fattori molto legati al coinvolgimento dei proletari

e delle masse popolari negli ingranaggi del sistema stesso. In particolare i

meccanismi legati ai mutui, al credito drogato al consumo, ai fondi

pensioni, ecc., hanno dato la possibilità al capitale finanziario di

succhiare dieci volte lo stesso sangue all'operaio, reso oltre che operaio

industriale anche consumatore, acquirente di case, sottoscrittore di Fondi

pensioni, ecc.

Questo scarica in forme non solo indirette ma anche dirette e moltiplicate

la crisi finanziaria sui proletari e le masse.



L' accentuata globalizzazione si è trasformata da arena dell'esercizio

allargato della finanziarizzazione dell'economia in generatore e

generalizzatore globale della crisi stessa, una volta scoppiata nel suo

centro finanziario mondiale.

In questo senso si può dire che si tratta di una crisi senza precedenti, di

ampiezza mondiale senza precedenti, e quindi anche superiore a quella del

'29 su scala mondiale.

Abbiamo già detto che la crisi sottintende il funzionamento reale del

sistema capitalista e la legge che lo determina. Ma tutto questo in questa

crisi si cerca di nascondere. Perchè vi è tutto l'interesse ad uscire dalla

crisi salvando il sistema capitalista.

Ma ci sono aspetti della crisi reale che hanno un ruolo fondamentale.

La crisi di sovrapproduzione dovuta al fatto che il sistema mondiale produce

merci, sebbene insufficienti a soddisfare i bisogni mondiali della

popolazione due terzi della quale vive al di sotto del minimo necessario,

eccessive per l'interesse del capitale dato che esso produce fino a che può

ricavare profitto. E quindi ci si trova costantemente e fisiologicamente e

patologicamente ciclicamente ad una insufficiente produzione rispetto ai

bisogni e ad un eccesso di produzione rispetto alle capacità di acquisto.

A fronte di questo stato delle cose si mettono in moto due processi,

anch'essi apparentemente contraddittori, uno, si produce sempre di più a

minor profitto, si ricercano profitti in campi e settori dove possono

moltiplicarsi più facilmente, cercando così di sganciarsi dalla caduta

tendenziale del profitto stesso

Il sistema imperialista produce quindi oltre che sovrapproduzione di merci,

una eccedenza di capitali che attraverso la finanziarizzazione e la

globalizzazione dell'economia si moltiplicano, diventando il centro del

sistema economico mondiale e mina vangante dello stesso.



In questo senso la crisi attuale, come tutte le crisi cicliche del

capitalismo, non ha che due vie d'uscita: una, realizzare quella distruzione

di capitali e di merci atta a riattivare la produzione e il profitto, e

affrontare un altro ciclo di quello che possiamo chiamare 'circuito

virtuoso' del capitale che ne permette la sopravvivenza e sviluppo; l'altra

mettere fine alla crisi stessa rimuovendone le cause di fondo che l'hanno

provocata.



Partire da un punto di vista di classe. Nell'affrontare la questione occorre

necessariamente partire da un punto di vista di classe, cioè che cosa è

nell'interesse del proletariato e delle masse popolari.

Primo. Non abbiamo interesse che la crisi si "risolva" dal punto di vista

del capitale; quindi dobbiamo smascherare le interpretazioni e le soluzioni

della crisi che vanno nell'interesse del capitale e che si traducono nello

scaricamento di essa sulle spalle dei proletari e delle masse popolari.

Il capitalismo mobilita i suoi governi e i suoi Stati per fronteggiare

l'emergenza principalmente finanziaria, e rilanciare la produzione creando

nuove occasioni di profitto, riducendo i costi, in primis il costo del

lavoro. Se la soluzione del capitale va avanti la crisi si risolve; certo

creando le condizioni epocali per una crisi ciclica ancora più dura in

futuro, ma intanto si "risolve". Il capitale è oggi più forte che nel '29

per risolvere la sua crisi. Le sue strutture concentrate e cooperanti sono

molto esercitate, lubrificate e la costruzione dell'unità di intenti tra di

loro più facile che nel passato.

Contrastare le soluzioni del capitale è un aspetto decisivo per

l'approfondimento della crisi stessa. La discarica di essa sui proletari ne

provoca le reazioni, alimenta la lotta di classe, e ci sono le condizioni

più favorevoli per contrastare le soluzioni capitaliste della crisi.

Ma il contrasto verso i piani del capitale deve essere reale e deve

distinguersi da essi nettamente nell'analisi e nella terapia. Far passare e

alimentare l'idea nel proletariato che la crisi sia fondamentalmente

originata dalla speculazione finanziaria, lungi dall'essere una "lotta

contro la crisi", è una compagna di strada del capitale.

Non distinguersi nell'analisi della crisi, provoca un'alleanza

capitale-lavoro per uscire da essa, alleanza che serve solo gli interessi

del capitale.

Il capitale attualmente ha bisogno assoluto del ruolo dello Stato, dopo la

sbornia neoliberista, delle risorse di esso per ridurre i danni della

devastazione finanziaria, socializzare le perdite e riattivare i meccanismi

del profitto. Perorare, quindi, un nuovo intervento dello Stato

nell'economia, fino a nazionalizzare banche o industrie in crisi coincide

con l'interesse oggettivo del capitale di uscire dalla crisi e contribuisce

alla realizzazione di quell'interesse generale del capitale che ha bisogno

in fase di crisi di imporsi, anche con l'aiuto della lotta operaia,

all'interesse privato dei singoli capitalisti o a quello di frazioni di esso

che sono l'incrocio dei profittatori falliti della pre crisi e dei pesi

ingombranti della sua ripresa.

In questo senso, è proprio l'alleanza tra interessi del capitale e

"salvatori" dalla crisi il nemico principale che i proletari devono

combattere.



Due varianti di questa situazione sono: i sostenitori che l'uscita dalla

crisi debba avvenire con la ripresa dei consumi, secondo la teoria che il

capitale nella sua sete di profitto abbia ridotto i salari in modo tale che

non possono acquistare i prodotti, per cui rilanciando i salari si rilancia

il consumo e quindi la produzione, si emancipa il capitale industriale dalla

sua finanziarizzazione, e... il capitale prospera nuovamente. A parte che si

tratta di una sorta di "favola consolatoria",viene trascurato il carattere

della produzione capitalista come produzione di merci e dello stesso

lavoratore come merce, che fa sì che non il consumo ma la produzione sia la

fonte del profitto e che non l'assorbimento del consumo sia il fine del

salario, ma quello della riproduzione della forza-lavoro. Di conseguenza non

ci può essere produzione là dove non c'è profitto e né espansione del

salario tale da assorbire la produzione.

Il risultato effettivo di questa impostazione è di propugnare al massimo una

lotta sindacale estrema, motore dello sviluppo del capitale, esattamente

l'opposto dell'interesse del proletariato come classe del superamento del

capitale.

La seconda posizione è una forma di neo Keynesianismo estremo, la quale

sostiene che vi deve essere intervento dello Stato, ma questo intervento

deve servire a indirizzare e anche a cambiare il capitale; e quindi l'aiuto

al capitale non è per far riprendere il capitale così com'è ma per

indirizzarlo verso produzioni ad alta occupazione, verso la bonifica

ambientale, verso una statalizzazione più strutturata.

A parte la facile considerazione che si tratta di un già visto, i cui esiti

furono nazismo e II guerra mondiale, entrando nel merito.

'Alta occupazione'? Lo sviluppo dell'automazione e informatizzazione della

produzione hanno reso i settori legati ad essa gli unici a più alto profitto

e con minore caduta del saggio di profitto. Ciò rende impossibile che, salvo

autodistruzione e ritorno all' 'età della pietra', i settori ad alta

occupazione possano diventare i settori di ripresa del capitale.

'Bonifica ambientale'? Anche qui la funzione dell'intervento dello Stato

sarebbe quella di creare nuove fonti di profitto che diventino appetibili

per il capitale, a fronte della saturazione di alcune delle fonti

attualmente in uso. Questo non è altro che un processo di travaso degli

attuali mezzi di produzione, compresa la forza-lavoro, non un fattore di sua

espansione e sviluppo; e, fermo restando la questione profitto come ragione

della produzione, questo accentuerebbe ancora di più il divario, pur

esistente e concausa della crisi, tra produzione e consumo (vedi questione

auto ecologica e piano Obama).

'Statalizzazione più strutturata'? Essa è possibile in campi della

produzione in cui la concentrazione del rapporto Stato/industria è

organica - vedi l'industria bellica e la militarizzazione dell'economia o la

neo nuclearizzazione.

Quindi, chi perora queste "soluzioni" come uscita dalla crisi, non solo è

sostenitore che il capitale riprenda, ma nel contesto attuale propugna

soluzioni peggiori del male.



Per queste ragioni obiettive il contrasto nella crisi, dal punto di vista

del proletariato come classe sociale deve organizzarsi e agire non solo

contro il capitale e i suoi governi, ma fuori dall'intero arco delle attuali

opposizioni, in tutti i paesi imperialisti, e sul piano internazionale, nel

quadro della contraddizione imperialismo/popoli oppressi, fuori da buona

parte dell'opposizione che si definisce antimperialista, movimento

antiglobalizzazione, fondamentalismo islamico, movimenti di liberazione

nazionalistici, ecc.



Questa crisi ha un solo merito reale l'affermazione dell'analisi marxista

del capitale e delle sue crisi, che montagne di sacerdoti, filosofi,

scienziati e politici del capitale avevano voluto cancellare, sia nella

trionfante affermazione del neoliberismo, sia con il riformismo

socialdemocratico e revisionista. La "vecchia talpa" ha scavato nelle

fondamenta delle teorie degli apologeti di questo sistema.

Tutto questo viene alla luce e le armi feconde della critica marxista è a

fondamento della "critica delle armi", cioè della rivoluzione necessaria,

come uscita non del capitale dalla crisi, ma dell'umanità dalla crisi del

capitale.



La crisi sembra voler dare nuovo spazio ai riformisti. I riformisti anche

estremi avevano sostenuto finora che il capitalismo sempre era riformabile e

che l'idea di una sua crisi irreversibile facesse parte ormai di teorie

obsolete, fenomeno ormai morto e sepolto. Ora, a fronte della crisi,

cambiano ruolo e riciclano la "riformabilità del capitalismo della pre

crisi" con la sua "salvabilità, ora post crisi".

Si tratta di un cambiamento di posizione, per mantenere lo stesso ruolo.



L'effettiva realtà di questa crisi devastante, che permette la ripresa del

marxismo e delle sue categorie di analisi, costituisce indubbiamente una

novità positiva nel movimento operaio e nel movimento comunista.

Ma comporta anche l'insidia di un utilizzo del marxismo non corretto dentro

la lotta proletaria nella crisi e soprattutto dentro la prospettiva del

grande salto per il nuovo inizio che il movimento comunista può fare nelle

condizioni create dalla crisi stessa. Il complesso delle argomentazioni di

questa posizione parte dall'assunto della descrizione della crisi come

categoria generale e permanente del capitalismo di cui questa crisi non

sarebbe che l'ultima e più generale rappresentazione e che obiettivamente fa

corrispondere a questa descrizione una visione di essa come catastrofica e

insuperabile. L'anti riformismo contenuto in questa posizione e la nuova

fiducia che ispira verso le possibilità della rivoluzione, sono fatti

indubbiamente salutari e positivi. Ma portano con sé un insidia, anch'essa

non nuova nel movimento comunista, che è quella di non analizzare i

caratteri specifici della crisi e della sua influenza specifica nella

politica e nell'azione della borghesia. Rimandare solo al suo carattere

generale significa sostenere che il capitalismo è in crisi da sempre, negare

che nel capitalismo le crisi sono cicliche e non permanenti, fino alla

visione conclusiva del suo carattere catastrofico e insuperabile.

Questo complesso di ragionamenti ha l'effetto principale di dare per morto

ciò che ancora vivo e vegeto.

Questi ragionamenti trasformano l'affermazione di potenza del comunismo che

obiettivamente emerge dalla crisi, in impotenza dei comunisti nell'agire

nella crisi come fattore di contrasto e approfondimento.



Il capitalismo ha messo in azione un ventaglio di soluzioni buone per tutti

i gusti e capaci di mobilitare a suo sostegno tutte le forze. Per i

comunisti è decisivo stare dentro il contrasto con ognuna di esse e con

tutte insieme, per approfondire il contrasto capitale/lavoro, Stato/masse,

riformismo/masse, per trasformare le potenzialità della crisi in possibilità

di rivoluzione.



La crisi ha avuto il suo centro negli Stati Uniti e ha reso evidente come

l'imperialismo USA, sia pur egemone, è un imperialismo in crisi. Questo

manda in frantumi l'idea che il futuro sia caratterizzato da un ordine

mondiale unipolare a dominio USA. La fase dell'era Bush e del post '89 è una

parentesi della storia non la fine della storia. L'assetto del mondo già

prima del '89 sul piano economico e geostrategico era multipolare, il

bipolarismo era dominante solo sul piano militare, questione certo

abbastanza determinante ma non decisiva. Le contraddizioni interimperialiste

Usa, paesi europei, Giappone, Russia, le nuove potenze emergenti Cina,

India, nella crisi dell'imperialismo USA, sono destinate ad accentuarsi,

anche se siamo ben lungi da una loro precipitazione in una nuova guerra. Per

questa mancano ancora diversi fattori, primo tra tutti il ridefinirsi delle

alleanze sul piano dell'unione tra economico e militare, vero cemento di

ogni alleanza imperialista.

Non corrisponde neanche a realtà che la crisi dia vita ad una nuova guerra

fredda, cioè alla ripresa di una contesa Usa/Russia o che sia all'orizzonte

un nuovo bipolarismo in cui questa volta i contendenti sarebbero Usa e Cina.

La crisi chiama l'imperialismo USA ad uno sforzo particolare, la presidenza

Obama è sul piano politico un tentativo in questa direzione. La crisi è

globale ma non colpisce in egual misura tutti i paesi. Quello che è certo è

che essa incoraggia nel mare aperto da essa creata, tutti i contendenti

imperialisti a cercare nell'uscita dalla crisi, l'opportunità per

ricollocarsi con più forza nella contesa mondiale.

Ma ricollocarsi non è così facile, gli effetti perversi della

finanziarizzazione hanno creato forme di cointeressi che stridono con la

sfera di influenza di ciascuno dei contendenti. Questo rende molto

intrecciata la situazione ed è la definizione leninista dell'imperialismo

che ci aiuta a decifrarla.

Guardando ad una fotografia della situazione attuale l'accordo Usa/India e

l'intervento americano in Iraq, Afghanistan e il dominio attuale del Medio

Oriente spinge verso un'alleanza Russia/Cina. Il Giappone è conteso tra

un'alleanza strategica con gli Stati Uniti e l'esigenza di mantenere e

sviluppare un suo ruolo di potenza asiatica divenuta ora sempre più

difficile con l'ascesa del gigante cinese. La Russia permane nella sua

contesa con gli Stati Uniti e ha ridato alla dittatura borghese di Putin

tutta la necessità di riscoprire e rivalutare in termini nazional

imperialisti sia l'antica eredità zarista come la più recente da Stalin a

Brezniev.



La crisi pone grandi problemi ai paesi imperialisti europei che, da un lato,

sono legati al ruolo che gli Usa svolgono nella finanza mondiale, dall'altro

hanno l'esigenza a diversi livelli e secondo diversi ambiti di approfittare

delle difficoltà dell'imperialismo Usa in tutto lo scacchiere mondiale.



Alcuni paesi imperialisti europei, tra cui l'Italia, hanno interesse ad

aumentare i loro legami con la Russia, così come altri a stabilire un

rapporto di complementarietà con la Cina e la sfera asiatica, di mantenere

la loro presenza imperiale in alcuni gangli vitali noti e meno noti dei

paesi del Terzo Mondo e delle loro immense ricchezze giacenti. In Medio

Oriente, in Africa gli imperialisti europei non sembrano però in grado di

mantenere le posizioni a fronte del dominio americano e della crescente

presenza cinese.



Comunque grande è il disordine sotto il cielo che la crisi ha portato alla

luce. La materia incandescente delle contraddizioni interimperialiste cova

inesorabilmente i germi di un nuovo conflitto mondiale. I tempi di esso

appaiono ancora lunghi ma non vuol dire che non agiscano fin da ora.



E' erronea la posizione che guarda agli Usa come dominatori del mondo, unica

superpotenza e che per questo perorano un fronte unito mondiale contro

l'imperialismo USA. Questa posizione lega obiettivamente le lotte proletarie

e dei popoli agli imperialismi concorrenti e trasforma le lotte proletarie e

i movimenti di liberazione in succubi e compartecipi della contesa

interimperialista. Perfino nei luoghi in cui l'imperialismo Usa interviene

direttamente - Iraq, Afghanistan, Medio Oriente con il gendarme israeliano,

America Latina - la lotta contro l'imperialismo Usa non deve lasciare alcun

spazio alla subordinazione agli altri imperialismi.



I processi che innesca la crisi sono sostanzialmente uguali in tutto il

mondo: contenere i danni dei crack bancari, intervenire a sostegno delle

industrie in crisi, favorire una ristrutturazione di collocazione di esse

sul mercato mondiale. Questo esige l'abbassamento del costo del lavoro,

l'ulteriore taglio delle spese sociali, mantenere bassi i prezzi

dell'energia e delle materie prime, in una gara in cui chi riesce prima

guadagna terreno sugli altri.

Questo domanda uno Stato ancora più schiacciato sugli interessi immediati

del grande capitale, uno Stato forte e militarizzato per imporre a tutti

queste soluzioni e contenere l'inevitabile protesta sociale, ribellione dei

proletari e dei popoli in cui la crisi è scaricata. Le soluzioni sono

identiche indipendentemente dalla forma dei governi e la reazionarizzazione

generale è l'unica tendenza che si afferma.

In ciascun paese essa assume i colori legata alla storia di questo paese e

alle sua trasformazioni, ma è importante vederne i tratti comuni e

considerare che da un lato si accentua la lotta di classe e dall'altro si

attenua la dialettica governo/opposizione nelle sfere istituzionali,

parlamentari di ogni paese .



Dal punto di vista del proletariato e dei popoli avanza la necessità di

contrastare la discarica della crisi sulla propria pelle e di dover fare

questa lotta con mezzi rivoluzionari e con fini rivoluzionari.

Quindi ci sono condizioni favorevoli non solo allo sviluppo della lotta di

classe ma al formarsi della coscienza rivoluzionaria e comunista.

Ma serve l'analisi concreta della situazione concreta, dato che esiste uno

sviluppo disuguale che comporta uno sviluppo disuguale della lotta di classe

e dei processi rivoluzionari. Lo sviluppo disuguale influenza la strategia e

inquadra la tattica.

Lo sviluppo disuguale è fondamentale anche nella definizione programmatica

della lotta per il socialismo. Essa deve tener conto della condizione

concreta di ciascun paese nella catena imperialista e delle sue differenze.

Una visione schematico-dottrinaria del socialismo contiene in sé elementi

ora di immediatismo ora di attesismo, ora estremisti, ora opportunisti, che

non consentono ai comunisti di cogliere l'effettiva opportunità della

situazione mondiale e dei riflessi in ogni paese e di porsi alla testa di

una lotta rivoluzionaria del proletariato quanto mai matura e sempre più

obbligata.



La lotta rivoluzionaria non è la soluzione della crisi dell'imperialismo,

serve ad acuire la crisi e sviluppare le condizioni migliori per il

superamento del capitalismo che la genera.



PCm -italy

martes, 15 de junio de 2010

Los agricultores, Mao, y el descontento en China: Desde el Gran Salto Adelante hasta la actualidad.

Los agricultores, Mao, y el descontento en China: Desde el Gran Salto Adelante hasta la actualidad.


Han Dongping*
Monthly Review / Traducido para el CEPRID (www.nodo50.org/ceprid) por María Valdés

Hay ideas erróneas generalizadas sobre numerosos aspectos de la revolución china. Estos incluyen una lectura errónea del Gran Salto Adelante, la Revolución Cultural, las "reformas" de la era post-Mao y la reacción de la abrumadora mayoría de los campesinos a estos movimientos. Aunque los movimientos de la Revolución dieron lugar a dificultades importantes - en la población rural (el Gran Salto Adelante, 1958-61) o en los intelectuales (la Revolución Cultural, 1966-76) - los logros concretos producidos en el campo dieron lugar a impresionantes aumentos de la producción agrícola y mejora en la vida de las personas. Por el contrario, las “reformas” de la era post-Mao han dado lugar hasta ahora a un enorme crecimiento de la desigualdad en China, con la población rural sufriendo enormemente por el desmantelamiento de las ayudas públicas para la salud y la educación. Además, las autoridades locales y regionales han vendido las tierras agrícolas para fines de desarrollo, por lo general de sus propios bolsillos, con una compensación inadecuada para los agricultores. Esto ha dado lugar a disturbios masivos en las zonas rurales, involucrando literalmente a cientos de miles de agricultores.1
El Gran Salto Adelante

El Gran Salto Adelante fue un intento de desarrollar rápidamente la industria y la agricultura. Este fue el período durante el cual las comunas se fueron formando y unas 600.000 fueron construidas para satisfacer las necesidades locales de todo el país. Esta fue también la época de los proyectos de irrigación masiva – con ámbito de aplicación local, regional y nacional - que se iban a dar lugar a mejoras considerables en el rendimiento de las cosechas en los años posteriores. Sin embargo, la carga de trabajo adicional que requería un mayor consumo de alimentos por la población rural no fue acompañada por una mayor ingesta de calorías suficientes.
Hay una corriente generalizada, en el ámbito urbano y en el rural, de descontento en agudo contraste con la relativa ausencia de disturbios durante el Gran Salto Adelante, cuando la escasez de grano ocasionó hambre severo en algunas partes de la China rural como consecuencia de las duras condiciones climáticas y la mala gestión de los distintos niveles gubernamentales. Hay un desacuerdo considerable en cuanto a cuántas personas afectó esta inanición y cuántas murieron. Sin embargo, es evidente que hubo dificultades significativas por la escasez de grano inducidas, al menos parcialmente, por las políticas del Gran Salto Adelante. Durante mi investigación en la China rural en los últimos veinticinco años - incluyendo entrevistas con los agricultores de Jimo, en la provincia de Shandong – no he encontrado un solo agricultor que creyese que Mao hubiese perdido popularidad por el Gran Salto Adelante. Tampoco he encontrado ningún agricultor que contemplase un levantamiento contra el gobierno durante el Gran Salto Adelante, o cualquier otra forma de protesta, aunque es corriente ver escrito que hubo protestas campesinas graves durante este período. (Sin embargo, un número significativo de agricultores, especialmente los más jóvenes, expresan su voluntad de unirse a una rebelión ahora contra el gobierno.) Y, por difícil que las condiciones puedan haber sido durante el Gran Salto Adelante, los agricultores no fueron, aparentemente, demasiado débiles para construir un gran número de proyectos a nivel nacional provincial, regional y local.

El Partido Comunista y el pueblo

El partido en su relación con el pueblo chino es como la de los peces y el agua. Los comunistas argumentaron que el agua (el Partido) puede vivir sin peces (miembros del Partido Comunista). Pero el pez no puede vivir sin agua, lo que recalca la importancia del apoyo popular para el éxito de la revolución. Esta relación especial entre los comunistas de China y el pueblo chino fue construida a través de un largo proceso, no siempre sin errores. Y había muchos fallos durante el Gran Salto Adelante, lo que llevó a los intentos de rectificación a través de la Campaña de Educación Socialista en 1964 y la Revolución Cultural en 1966. El argumento de que la gente no podía tener otro recurso, excepto participar en distintos tipos en el contexto social del Gran Salto Adelante, parece convincente. Los agricultores chinos, como todas las otras personas, no tenían un compromiso serio en tratar de derrocar al gobierno. Sin embargo, entre la elección de morir de hambre y la rebelión, la elección no debería ser difícil de hacer. Si el número de millones de muertes que argumentan los críticos de la Gran Salto Adelante fuera cierto, entonces ¿por qué los agricultores chinos se sometieron a la muerte por inanición en lugar de levantarse y darse a sí mismos una esperanza de supervivencia?
Mientras la sociedad civil fue desarmada durante la mayor parte de la historia de China no ocurrió lo mismo con los agricultores, que se levantaron una y otra vez con lo que tenían en sus manos. El término chino erqi jiegan (levantamiento con palos de bambú) se ha creado para describir la rebelión campesina durante la dinastía Qin, en particular, y otras rebeliones campesinas, en general, cuando los agricultores chinos, bajo la presión de la injusticia social, se levantaron con todo lo que podían como armas. Sin embargo, durante el Gran Salto Adelante, la población china estaba más armada que nunca. Ese fue el momento en que Mao llamó a la organización a gran escala de las divisiones de la milicia (Daban minbingshi). Aldeanos jóvenes de los equipos de producción se organizaron en secciones de la milicia. En cada brigada de producción había una milicia. A nivel de la comuna, hubo batallones de milicias. El departamento de asuntos militares en el gobierno de cada zona fue el encargado de armar y entrenar a las milicias. Los agricultores chinos trabajaban en los campos con sus fusiles durante el Gran Salto Adelante.2 ¿Qué tan difícil hubiera sido para un granjero tomar su fusil, disparar su líder y empezar una rebelión si así lo deseaba?

Logros pasados y futuros objetivos

Hay una serie de factores que se analizan a continuación que condujeron a la aceptación y amplia la participación, activa, de los agricultores en los proyectos del Gran Salto Adelante. Uno de los principales fue que los campesinos sabían que los proyectos les iban a beneficiar a ellos y a sus pueblos en el futuro. Además, muchos agricultores recibieron tierras y otros bienes durante la reforma agraria y sintieron una responsabilidad para con el gobierno. La mayoría de los agricultores chinos se beneficiaron de la reforma agraria de la revolución. Por ejemplo, en Jimo los terratenientes y campesinos ricos, que representaban el 4 por ciento de la población, perdieron más de 11.000 hectáreas (165.732 mu) de tierra, 33.524 casas, 2.441 caballos y otros animales de cría, 4.377 piezas de aperos de labranza, y 6.891.715 kilos de grano a causa de la reforma agraria. Pero, al mismo tiempo, las familias campesinas pobres, que representan el 60 por ciento de la población total, tuvo tierra, animales y casas como resultado de la reforma agraria.

La escasez de alimentos

El Gran Salto Adelante tomó su nombre en parte debido a la magnitud sin precedentes de sus proyectos de riego. Estos proyectos, que fueron diseñados para aumentar el rendimiento de grano, contribuyeron, paradójicamente, a la escasez a corto plazo de grano. La mayoría de las sociedades agrarias trabajan estrechamente con el ciclo de las estaciones. En el norte de China, el ciclo estacional implica lo siguiente: ocupación a mediados de temporada de siembra de primavera, seguido por una primavera tardía y una menos intensa temporada de verano, seguido de la cosecha a finales del otoño y, finalmente, por un invierno de inactividad y de nuevo la estación de la primavera. En esta región, menos de tres meses se consideran temporada alta y el resto del año es considerado una temporada "lenta" o "inactiva".
Hasta hace poco, los hogares rurales en China establecían su presupuesto de suministros de grano según el ciclo de su labor en los campos. Comen más y mejores alimentos cuando trabajan con denuedo en los campos y menos y de menor calidad durante las estaciones “lenta” e “inactiva”. La mayoría de los agricultores en el norte de China se levantaban muy tarde en invierno y primavera y se iban a la cama muy temprano en la noche para ahorrar energía. Sólo hacían dos comidas al día, y los alimentos que comieron fueron en su mayoría gachas o patatas dulces durante las temporadas de inactividad. Como resultado, el consumo de alimentos se mantuvo a un mínimo durante el invierno y el comienzo de la primavera. Durante la temporada alta, cuando los agricultores han tenido que trabajar de forma intensiva, comían como mucho trigo o pan de maíz puesto que se lo podían permitir. Como resultado, el consumo de alimentos durante estas temporadas altas podría ser de tres a cuatro veces superior a las temporadas de inactividad y lentas.

El Gran Salto Adelante volvió las temporadas de inactividad y lentas de la China rural en temporada alta. Durante el invierno y la primavera de 1958, 1959 y 1960, la población rural trabajaba en la construcción de embalses, pozos, dragado del fondo del río, y la construcción de canales de riego. Había proyectos nacionales, proyectos provinciales, los proyectos regionales, y los proyectos locales que se estaban construyendo al mismo tiempo. Algunos de los ejemplos más conocidos de estos proyectos son: el embalse de Shisanling (Tumbas Ming), en Beijing, el proyecto del río Hai, que conectó cinco grandes ríos en el norte de China, el Proyecto del Río Amarillo Sanmenxia en Henan y Shanxi. El mundialmente famoso Canal de Irrigación de Bandera Roja en el Condado de Lin, Henan, se inició durante el Gran Salto Adelante y no se terminó hasta diez años después.3
En Jimo, provincia de Shandong, los agricultores pusieron varios millones de días de trabajo para construir cuatro embalses de tamaño mediano y otros proyectos de riego: Shipeng en la parte sur de Jimo; Wangquan en la parte central; Songhuaquan en el medio oeste; Yecheng en el oeste, y el Proyecto de Riego Chahe en el norte. Aparte de estos proyectos había otros de menor importancia en numerosas comunas y aldeas en la zona de Jimo. Entre éstos se encontraban el embalse de Xiazhang en la comuna de Wangcun, el embalse de Fangjia en la comuna de Woli, y el embalse de Yushitou en la comuna de Duncun. En 1959, toda la zona de Jimo tenía treinta y tres grandes y profundos pozos de riego eléctrico alimentado. Hubo, sin duda, problemas de gestión muy graves durante el Gran Salto Adelante. La gente pedía participar en los proyectos más exigentes físicamente, pero no fueron siempre provistos de suficientes raciones de comida extra. Sin estos gigantescos proyectos de riego el hambre y la escasez de cereales en Jimo no hubiesen ocasionado graves consecuencias. Era, por lo menos, demasiado entusiasta participar en una inversión tan gigantesca de mano de obra en tan poco tiempo y sin las raciones de alimentos suficientes. Claramente, los líderes del gobierno de Jimo fueron culpables de un error de cálculo y mala gestión de los recursos humanos y financieros durante el Gran Salto Adelante. Mirando hacia atrás, los líderes podrían haber culpado al ferviente entorno social creado por el gobierno central, o a la presión que recibió para obtener resultados más y más rápido, del hecho. El lema de la época era: "kuai dúo Hao Sheng de Jianshe shehuizhuyi"(Construir el socialismo de una manera mejor, más rápida y económica). Pero, a nivel de base, los dirigentes tenían que conocer las condiciones locales mejor que el gobierno de nivel superior y eran, en última instancia, responsables de la vida de la población local.
Si bien se puede criticar la gestión de los líderes de Jimo, no se puede dudar de sus intenciones. Hubo un consenso general entre los líderes del gobierno local, de la comunidad local y agricultores sobre que se necesitaba una mayor irrigación a fin de mejorar los rendimientos de los cultivos. Por lo tanto, la mayoría de los agricultores vieron las conexiones entre estos proyectos de riego y una vida mejor para sí mismos en un futuro cercano. A pesar de que pasaron por una gran cantidad de dificultades en la construcción de estos proyectos al mismo tiempo, los agricultores asumieron que no podían negar el hecho de que el propósito era mejorar sus vidas en el futuro. Esto contrasta notablemente con la actitud de los agricultores de épocas anteriores, cuando se arrepintieron de haber participado en la construcción de palacios para las élites.

Medios utilizados por los agricultores

Sabemos que muchos agricultores participaron en los actos durante el Gran Salto Adelante como el "moyanggong" (tomar un descanso) y chiqing (alimentos aún no maduros). Ambos eran una parte necesaria de la vida en ese tiempo en lugar de buscar formas de resistencia contra las políticas del gobierno o de los funcionarios. ¿Qué otra cosa podían hacer, agotados por el duro trabajo? No era correcto dejar de trabajar por completo mientras otros no lo hacían. Por lo tanto, era conveniente el moyanggong como una forma de tomar un descanso y los otros agricultores lo entendían.
Chiqing era otra práctica aceptada y extendida durante el Gran Salto Adelante, necesaria por las largas horas de trabajo y la escasez de alimentos. Los agricultores se comieron todo lo que pudieron encontrar para satisfacer su hambre, no para demostrar su ira o como forma de resistencia a las políticas del gobierno y los funcionarios. Cuando estaba trabajando en una granja colectiva después del Gran Salto Adelante, era una práctica aceptable comer una cantidad limitada de trigo verde, elote tierno, patatas, dulces y cacahuetes, nabos y coles. A veces maíz verde cocido y soja,. Los agricultores de Shandong, llamó a esto Shao pohuo un pequeño fuego en el campo). Después, comenzó un juego de Chi Yao mohui (tratar de oscurecer la cara del otro con las manos ennegrecidas). Todo el mundo se dedicaba a él, jefes de equipo de producción y aldeanos. Sin entender el contexto social de estas prácticas, es fácil verlo. Como han hecho algunos, como una forma de resistencia cotidiana.

El apoyo social a los agricultores

El clima social de la época también ayudó a los agricultores hacer la conexión entre estos proyectos de riego y un futuro mejor. El Gobierno dio gran atención a las zonas rurales durante el Gran Salto Adelante –a toda la nación y a los miembros del partido se les dijo que deberían ayudar a la agricultura, las zonas rurales y los agricultores-. Era una práctica común para los gobiernos locales, oficinistas y trabajadores de fábricas, unidades del ejército y la escuela secundaria y estudiantes universitarios ir a ayudar a los agricultores durante la temporada alta. Un viejo granjero que entrevisté en Henan, me dijo con gran cariño lo emocionado que él y sus compañeros agricultores estaban al ver a artistas de fama nacional que llegaron para actuar ante ellos durante el Gran Salto Adelante. Dijo que sus horas de trabajo eran largas, y los alimentos que consumían, no fue especialmente buenos. Pero los agricultores persistían, ya que el presidente Mao y el gobierno se preocupaba por ellos. "Estos artistas",dijo, "nos fueron enviados por el Presidente Mao". Oír estas palabras también en boca de los artistas de la época. Cuarenta años más tarde, seguía manteniendo lo mismo. Sólo en la China de Mao, se pudo ver a los artistas de fama nacional actuando para los agricultores en un sitio de riego.
Las publicaciones post-Mao indican que estas iniciativas del gobierno de enviar a artistas e intelectuales a trabajar con los agricultores y los trabajadores era parte de la persecución de los intelectuales. Sin embargo, estas iniciativas del gobierno sirvieron para reforzar la solidaridad nacional y el espíritu. Los agricultores que estaban en la parte inferior de la sociedad china y adquirieron un sentido de importancia y autonomía cuando los funcionarios públicos, profesores y estudiantes universitarios, trabajaban codo con codo con ellos. Mao y otros líderes nacionales trabajaron en el embalse de Shisanling el 25 de mayo de 1958, dando lugar a olas de funcionarios gubernamentales que participan en este tipo de actividad.4 El 11 de octubre de 1959, 12.000 estudiantes universitarios y de secundaria y profesores de la ciudad de Qingdao llegaron a Jimo para ayudar con la cosecha de otoño y la siembra. En septiembre de 1960, 28.000 estudiantes y profesores de la ciudad de Qingdao llegaron a Jimo para ayudar con la recolección y siembra.
Otro factor que ayuda a explicar el comportamiento de los campesinos chinos y su actitud durante el Gran Salto Adelante fue el comportamiento personal de los líderes. De sus memorias recientemente publicadas, se sabe que, una vez que el presidente Mao se dio cuenta de la difícil situación de las zonas rurales de China durante el Gran Salto Adelante, ordenó dar carne. Mao también se negó a aceptar las sugerencias de las personas a su alrededor respecto a que debería permitir a sus hijas conseguir un poco más de alimento. Algunos podrían argumentar que no era un gran sacrificio el hecho de que Mao renunciarse a la carne de cerdo cuando cientos de miles de agricultores estaban sufriendo a causa de sus políticas cuestionables y mala administración. Pero la mayoría de los agricultores en ese momento no podrían saber lo que Mao hizo o no hizo. Lo que los agricultores sabían era el comportamiento de la zona, el municipio, y los líderes del pueblo.

El liderazgo de los funcionarios locales

Los agricultores de Jimo cree que la calidad de los dirigentes nacionales se define por la calidad de los funcionarios de base (guojia lingdai s de pingde Guanyuan Difang cong de pingde Zhong chulai biaoxian). Durante el Gran Salto Adelante, líderes como el Secretario del Partido Hua Xu, el Jefe de Gobierno del Condado, Li Anshi, y otros líderes estaban muy ocupados viajando y trabajando con el pueblo en las obras de riego. Más importante aún, se comieron la misma comida que los aldeanos en sus casas, y siempre pagaron el costo estándar para las comidas, que a menudo era más alto que el valor real de los alimentos. Song Wenying, que recibió a los dirigentes comunales un par de veces, dijo que Shuchun Wang, quien era el jefe de la comuna de Chengguan, llegó a su pueblo con frecuencia. A la hora del almuerzo, se comía en las casas de los aldeanos al azar. En ese momento, los agricultores comían papas dulces en su mayoría,y Shuchun Wang comió la misma comida con ellos, pagando y dejando tres cupones de comida. De hecho, los líderes de la mayoría de las aldeas durante el Gran Salto Adelante estuvieron activamente presentes en la vida cotidiana de la gente. Trabajaron en las obras de construcción con los pobladores la mayoría del tiempo, y comían lo mismo que los aldeanos. Wu Changxing, secretario del pueblo de Maquiao, trabajó con los agricultores tanto como el que más y murió de agotamiento y malnutrición, siendo el único que murió en la obra. Wu Changxing sentía que, como líder, tenía que ser un modelo para los demás. Dejó dos hijos y los aldeanos de Maqiao cuidaron muy bien de ellos por respeto a su líder, honesto y trabajador.
En septiembre de 1960 estudiantes, profesores y otros 2.100 funcionarios provinciales y municipales también fueron a trabajar con los agricultores de Jimo. La mayoría de los agricultores que entrevisté en Jimo se complacieron al ver que los funcionarios gubernamentales trabajaban codo con codo con ellos.
Durante este período, la mayoría de la gente estaba delgada y los dirigentes de la comuna tanto como todos los demás. Esto era un contraste muy fuerte respecto a la imagen tradicional de los funcionarios chinos. Los campesinos dijeron que era muy difícil considerar a estos funcionarios comunistas como opresores y gente mala. Esto no quiere decir que no hubiese muchos funcionarios locales malos y corruptos. Pero a los ojos de muchos campesinos de hoy, los funcionarios de Mao eran radicalmente distintos de la cosecha de " jóvenes y educados" funcionarios del gobierno chino reformista posterior, que llegaban en coche a la aldea y se daban lujosos banquetes. Un factor importante en la prevención de la rebelión campesina durante un período de graves dificultades era el estilo de liderazgo y la integridad personal de los funcionarios comunistas. Había muy pocas diferencias entre los líderes locales y la gente. Los líderes de las aldeas de la década de 1950 comprendieron a los aldeanos pobres mucho mejor que sus homólogos anteriores y posteriores en la historia china. Este entendimiento proporcionó una gran fortaleza al Partido Comunista y desempeñó un papel importante en la prevención de un desgaste del gobierno durante las secuelas del Gran Salto Adelante. Los agricultores vieron que sus líderes provenían del mismo estrato socio-económico que ellos y que demostraban preocupación por sus necesidades. Mao se convirtió en el gran líder del pueblo chino precisamente porque era capaz de ver el potencial revolucionario de los dirigentes campesinos. Fueron estos campesinos y dirigentes campesinos quienes lograron los objetivos fundamentales de la revolución china y rejuvenecieron la sociedad china.
Durante la Campaña de Educación Socialista de 1964, tras el Gran Salto Adelante, muchos líderes de las aldeas locales fueron acusados de actos de corrupción y delitos menores, tales como comer más de su cuota los alimentos, el robo de pequeñas cantidades de dinero de la caja colectiva y quedarse con pequeñas cantidades de grano durante el Gran Salto Adelante. A los ojos del Partido Comunista, que exige que sus miembros sufran dificultades primero y disfrutar de los beneficios después (chi ku zai Qian, xiangshou zai hou), este tipo de conducta desviada no se puede permitir. Pero a juzgar por los estándares actuales, o las normas de la China tradicional, la corrupción los líderes del pueblo fue menor que en cualquier otra época. Es natural que en medio de una escasez de cereales, las personas que estaban más cerca de la comida comiesen un poco más para poder sobrevivir.
De la Revolución Cultural a la “reforma” rural
A la luz de la pequeña corrupción generalizada entre los líderes de aldea durante el Gran Salto Adelante, uno de los objetivos importantes de la Revolución Cultural fue facultar a los aldeanos la participación en la política del pueblo.5 La autoridad de los líderes de la aldea se redujo mucho como resultado de la potenciación de los aldeanos comunes durante este período, y el gobierno local se hizo más legítimo a los ojos de las personas durante el Gran Salto Adelante. Los gobiernos central, provincial, regional, nacional y comunal dieron una gran atención a la agricultura, las zonas rurales y los agricultores. Muchos agricultores fueron seleccionados para participar en todos los niveles de gobierno. Se instó a los funcionarios a trabajar con los agricultores y a la población urbana a prestar apoyo a la población rural. Diecisiete millones de residentes urbanos, jóvenes educados fueron enviados a vivir y trabajar en las zonas rurales durante los años de Revolución Cultural. En consecuencia, a los ojos de los agricultores, el gobierno se preocupaba por ellos.6
Medios de comunicación chinos estaban lleno de historias de éxito sobre la reforma rural, especialmente desde que el gobierno de Deng Xiaoping inició las "reformas" en la década de 1980. Eruditos chinos y occidentales, básicamente, se hicieron eco de los anuncios del gobierno chino sobre los éxitos de las reformas rurales. Según la historia oficial, los rendimientos de los cultivos aumentaron de manera espectacular, y los ingresos de los agricultores aumentaron significativamente. Los rendimientos de los cultivos aumentaron, en gran parte por los proyectos de riego, mejoramiento de cultivos, fertilizantes y fábricas construidas durante el Gran Salto Adelante y la Revolución Cultural, aunque ello no se dijo así. Quienes han estudiado la China rural dicen que el aumento de los rendimientos de las cosechas se debe al cambio de la agricultura colectiva a la privada. También es cierto que China no ha tenido graves desastres naturales en los últimos veinticinco años y que ello ha tenido amplias repercusiones en la producción agrícola y los agricultores tienen en su poder más grano que nunca. En las aldeas que visité en provincias de Henan y Shandong, la mayoría de las familias rurales tienen alrededor de 1 a 1,5 toneladas métricas (dos o tres mil jin) de grano almacenado en sus casas, que suele ser suficiente para el consumo de dos años.
De acuerdo con todo esto, las revueltas rurales que se producen en China hoy en día son difíciles de explicar. En 2001, Yu Jianrong publicó La política en la aldea Yue documentando las protestas contemporáneas rurales en la provincia de Hunan. En 2004, Chen Guili y Chun Tao informaron de la ira de los campesinos chinos contra las políticas del gobierno y la conducta oficial del PCCh en la China rural. Estos escritos causaron un gran revuelo en China. En el otoño de 2004, dos grandes protestas en la provincia de Sichuan conmocionaron al mundo porque participaron cientos de miles de campesinos. En un incidente, más de cien mil agricultores rodearon los edificios del gobierno local durante tres días, más de una docena de vehículos de la policía fueron incendiados y el gobierno envió más de cien mil policías armados para pacificar a la multitud. En otro incidente, una furiosa multitud retuvo al Gobernador Provincial por unos días. Desde entonces, nadie duda de que el gobierno chino se enfrenta a una grave crisis en las zonas rurales.
Se ha producido un importante cambio en las percepciones de los agricultores respecto al PCCh desde la época del Gran Salto Adelante y la Revolución Cultural. Como se mencionó anteriormente, los agricultores consideraban que el PCCh local, regional y los funcionarios nacionales trabajaban por intereses. Sin embargo, cuando entrevisté por primera vez los agricultores en Jimo en cuanto a su reacción a la reorganización de las zonas rurales en 1982, la respuesta más común fue gongchandang mujeres bu la pava (el Partido Comunista no se preocupa mucho por nosotros). "Mujeres jiuyao cheng haozila moniangde"(vamos a quedar huérfanos), me dijo un productor. Esto significa que algunos agricultores consideran la política de agricultura colectiva del gobierno como un indicador de que el Partido Comunista se preocupaba por sus medios de subsistencia. Pero como resultado de las “reformas” en las zonas rurales el gobierno ya no es visto así. Como mucho, puede ser considerado como neutro. Este cambio en la percepción de los agricultores de las políticas del PCCh y las acciones, junto con un cambio en los estilos de liderazgo de los funcionarios comunistas en los distintos niveles de gobierno, ha tenido un enorme impacto en la percepción de los agricultores y en las interacciones con el Estado.
La privatización, la corrupción, la desigualdad y el delito
En el proceso de reorganización de las zonas rurales, algunos medios de producción de propiedad colectiva terminaron en manos de los líderes de la aldea. En Jimo, las empresas industriales de propiedad colectiva fueron a manos de los directivos y luego las vendieron. La fábrica de la aldea fue vendido a su gerente, Liu Dunxiao. En menos de veinte años, Liu y su familia adquirieron los activos de más de 200 millones de yuanes (30 millones de dólares). El hermano menor de Liu, con su ayuda, controla el sistema de transporte público y cuenta con activos de cientos de millones de yuanes. El mismo proceso se ha producido en muchos estados y empresas de propiedad colectiva por un sistema basado en el amiguismo. El pueblo chino se refiere ahora a este proceso como el pecado original de la clase capitalista de China que surgió a mediados de la década de 1980. La adquisición de la propiedad colectiva o bienes de propiedad estatal era inconstitucional e ilegal. También se violó el sentido de la justicia social ampliamente sostenida por los agricultores chinos. Un capitalista me dijo en una entrevista que la mayoría de la clase capitalista de China tuvo un comienzo penal, que es como una espada que pende sobre sus cabezas. Muchos aldeanos ponen ahora en tela de juicio la legitimidad política del gobierno que ha fomentado la adquisición penal de la propiedad de colectiva y estatal de los medios de producción. Desde las reformas rurales, los diferentes niveles de gobierno ya no organizan proyectos de irrigación a gran escala en China y la presencia del gobierno en la vida de los agricultores se ha reducido al mínimo. Los gobiernos del municipio de ahora hacen sólo dos cosas: cobrar el impuesto de grano y hacer cumplir las políticas de planificación familiar. Los agricultores creen que el gobierno municipal sólo quiere dinero (impuestos) y la vida (planificación familiar) de ellos (yao Qian que Yao Ming). Ellos no creen que el gobierno municipal hace algo positivo para ellos.
La retirada del gobierno nacional de las zonas rurales se considera progresista por la mentalidad liberal de libre mercado. Parece que el estado está dando a la sociedad en general, y la población rural en particular, el poder de tomar el control de su propio sustento. Los agricultores deberían acoger con beneplácito la reorganización de las zonas rurales. Pero la realidad es más complicada.
Durante la etapa colectiva los dirigentes de la comunidad vivían en las zonas rurales donde trabajaban. Llegaban a la aldea en bicicleta. Hoy en día, los líderes municipales del gobierno son más educados y no quieren vivir en zonas rurales. Han construido lujosas casas de estilo occidental. El gobierno municipal tiene para comprar un coche para cada uno de los cuatro funcionarios del gobierno: secretario del Partido en el municipio, el secretario del partido, la cabeza del gobierno municipal, y el Director Adjunto de gobierno del municipio. Ellos también necesitan los conductores. Debido a que no tienen mucho que ver, están a menudo aburridos. Por lo tanto, visitan los restaurantes y lugares de ocio. "los restaurantes rurales", me dijo un granjero dijo, "han comenzado a ofrecer Xiaojie (prostitutas) para los líderes de gobierno municipal".
Como aumentan los gastos de gobierno del municipio la manera de sacar dinero de los agricultores se multiplica, ahora que el impuesto agrícola ha sido eliminado. Muchos gobiernos municipales hacen uso de la planificación familiar como una manera de obtener dinero de los agricultores. Con el fin de obtener un permiso para tener un hijo, los agricultores tienen que sobornar a la aldea y a los funcionarios de gobierno del municipio. En algunos lugares, los funcionarios locales alientan a los agricultores ricos a tener más hijos para que puedan obtener "multas" de ellos. En tal contexto social, los agricultores cuestionan la legitimidad política del gobierno central, así como de la zona y de los funcionarios de la aldea. Otra forma de hacer dinero es la confiscación de tierras por las autoridades locales y regionales, venden los terrenos para el "desarrollo" en su beneficio -sin compensar adecuadamente a los agricultores - lo que aumenta en gran medida la agitación rural.
El cambio en la percepción de los agricultores sobre la legitimidad del gobierno y la conducta oficial ha transformado la interacción de los agricultores con el Estado. Los entrevistados en el sur de la aldea Río, cerca de Jimo, me dijeron que los agricultores protegían los graneros del Gobierno junto a su pueblo durante la escasez de grano en el Gran Salto Adelante. Pero ahora han comenzado a participar en todo tipo de actividades ilegales e ilícitas. Algunos aldeanos han estado en prisión por robar en los mercados y a otros aldeanos. Luchan con los recaudadores de impuestos. En un incidente, dos hermanos golpearon a un recaudador de impuestos y terminaron en la cárcel durante dos años.
Algunos individuos audaces han organizado bandas para el robo a gran escala y han construido una red de colaboradores en las grandes ciudades. Llegan a la gran ciudad, cometen sus crímenes con precisión y luego regresan a su aldea para dividir el botín con sus colaboradores urbanos. De esta manera son capaces de vivir una "buena vida" y reducen el riesgo de ser capturados. La mayoría de la gente, incluso la policía local, sabe cómo estas personas se ganan la vida. Otro grupo de pobladores se han organizado un sociedades secretas dedicándose al contrabando y proporcionando asesinos de alquiler. Algunos de estos agricultores, que eran tímidos y obedientes durante el Gran Salto Adelante, y trabajaron duro durante la Revolución Cultural, se han convertido en bandidos, ladrones y delincuentes durante este período de reformas.
La sociedad china durante el Gran Salto Adelante y la Revolución Cultural fue relativamente pobre. La gente apenas tenía lo suficiente para comer y vestir. Pero muchos agricultores recuerdan ese momento con cariño. Había una igualdad generalizada entre los dirigentes y los demás, apenas existía corrupción y prácticamente nada de delitos, drogas o prostitución.
Hoy en día, la mayoría de la gente en zonas rurales de China se ha vuelto más rica. En Jimo, el área principal de mi investigación, algunas personas tienen mucho dinero. Pero, al mismo tiempo, la vida de las personas se llena con delincuencia, corrupción, prostitución y abuso de drogas mientras crece la ya enorme brecha entre ricos y pobres. Respuesta del Gobierno a las condiciones rurales y los disturbios El gobierno chino ha comenzado a admitir, por primera vez desde la reforma rural de la década de 1980, que se enfrenta a una crisis grave en materia de agricultura, las zonas rurales y los agricultores (San wenti Nong). Académicos y funcionarios del gobierno han comenzado a discutir de forma abierta sobre la crisis. Yu Jianrong en su Política Yucun (Yuecun Zhengzhi) describe un incidente en Hunan en el que más de diez mil campesinos irrumpieron en el edificio del gobierno municipal. Un granjero de 72 años destrozó rompió seis carteles del gobierno, citando las palabras de Mao Zedong: "la rebelión se justifica". Cheng Guili y Chun Tao, en su Zhongguo Nongmin Diaocha (La investigación de los campesinos chinos), registran numerosos casos de represión oficial contra los agricultores.
La directiva número 1 del Gobierno Central en 2004 fue destinada a aumentar los ingresos de la población rural. Con este fin, el gobierno chino, en el verano de 2006, eliminó por completo los impuestos agrícolas para la población rural.
Sin embargo, la crisis que enfrenta el gobierno chino en la China rural no es simplemente una cuestión de aumento de ingresos de los agricultores. Es un tema muy complejo, que implica la legitimidad del gobierno, la conducta oficial y muchos otros temas. Mientras que muchas personas aplauden la eliminación por el gobierno chino de los impuestos agrícolas, esta acción es más sensacionalista que efectiva e, incluso, puede ser peligrosa. La eliminación de los impuestos a la agricultura debilita aún más la presencia del gobierno en las zonas rurales. Sin embargo, la China rural de hoy necesita una más fuerte, no más débil, presencia del gobierno. Las zonas rurales tienen necesidad de que el gobierno proporcione educación gratuita y atención médica. Los agricultores necesitan el gobierno para que les proteja de los codiciosos “defensores del desarrollo”, respaldados por las autoridades locales, que se apropian de sus tierras. La China rural necesita una imposición progresiva: gravar a los ricos para proteger a los débiles y los pobres. La eliminación de todos los impuestos conduce a una mayor corrupción, puesto que los funcionarios locales buscan otras formas de obtener ingresos.
El gobierno central chino ha culpado a los funcionarios locales de los problemas en la China rural. Del mismo modo, los medios de comunicación de China han convertido a los funcionarios municipales en los chivos expiatorios de los problemas crecientes en la China rural. Lo mismo sucede con los académicos, también en Occidente, qe acusan a estos funcionarios locales del aumento de la tensión entre el gobierno y los agricultores en China. Uno de los funcionarios municipales del gobierno que entrevisté me dijo que esto era lo fácil, pero también lo peligroso porque ellos no eran más que el síntoma, no la causa del problema puesto que éste es sistémico y más profundo de lo que el gobierno admite, puesto que puede dar lugar a alteraciones sociales. Y una vez que la población rural se levanta, no piensa cuidadosamente contra quién se levantan. Esa es la naturaleza de los disturbios populares.
Volviendo a Mao
Después que la tercera sesión plenaria del XI Comité Central del PCCh (diciembre de 1978) aprobó la resolución criticando los errores de Mao durante el Gran Salto Adelante y la Revolución Cultural, los medios chinos, controlados por las élites contrarias a Mao, no han dudado en publicar libros y artículos denunciando el Gran Salto Adelante y la Revolución Cultural. Durante los últimos treinta años, los anti-Mao han luchado contra Gran Salto Adelante, y la Revolución Cultural generando sentimientos que han llegado a dominar el discurso de los intelectuales chinos. Sin embargo, muchas personas han escrito sus propias memorias, bajo los auspicios del Comité de Consultas Políticas de China, en un esfuerzo para reunir las memorias históricas y culturales del Gran Salto Adelante. En esencia, estos autores - cuyos ensayos se oponen directamente a las denuncias oficiales - han protestado por la "reescritura de la historia" que hacen los oponentes a Mao. En diciembre de 2006, Deng Pufang dijo a un periodista de Reuters que la Revolución Cultural llevó el desastre no sólo para el y su familia, sino también a la nación china. Sin embargo, esta caracterización casi de rutina de la época provocó una avalancha de comentarios de la gente provocando, en poco más de un mes, más de 35.000 objeciones a ese comentario en Internet. La inmensa mayoría de estos comentarios elogiaron la contribución de Mao al pueblo chino y criticaron las graves consecuencias causadas por las medidas reformistas introducidas por Deng Xiaoping. Algunas personas comentaron que la nueva elite debía "dejar de mentir sobre el Presidente Mao. La gente está despertando y ya no es posible engañarla gente con mentiras sobre el presidente Mao ". Muchos dijeron que" la historia está escrita por el pueblo, no por las élites” y que "el Presidente Mao trabajó para los chinos todos su vida, y él sigue viviendo en el corazón del pueblo”. Parece que los esfuerzos del gobierno y la élite para desacreditar a los legados de Mao han sido contraproducentes, con importantes consecuencias para la política china en el futuro.
¿Cómo es posible explicar la alta estima en que Mao - mucho después de su muerte - se mantiene entre muchos chinos, a pesar de los ataques oficiales y semi-oficiales sobre su legado e imagen?7 Las élites chinas y los enemigos de Mao han producido numerosas publicaciones para desacreditarle. Pero si los sufrimientos y atrocidades supuestamente impuestas a los agricultores chinos por el gobierno de Mao fueran ciertas los agricultores lo habrían dicho ellos, de primera mano. La pregunta es ¿Por qué tantos agricultores todavía cuelgan la foto de Mao en sus casas, mantienen sus recuerdo y, en algunos lugares, han construido templos en su honor? Estos agricultores me recuerdan a mis colegas de EE.UU. que vinieron a China para cursos de mi universidad. Las largas colas fuera de Mausoleo de Mao en la plaza de Tiananmen siempre les sorprendió. Los trabajadores y campesinos que perdieron los beneficios recibidos durante la política socialista de Mao llegaban a mostrar respeto a su líder, a menudo con lágrimas en los ojos. Este es otro indicador de la persistente popularidad de Mao entre la clase trabajadora china.
Conclusión
¿Cómo se explica el cambio desde el Gran Salto Adelante y la Revolución Cultural a la era de la reforma? Mencio dijo una vez: Yi dao shi shi min, sui ku er yuan bu, yi sheng dao sha ren, sui si er yuan bu (el pueblo no se quejará si el gobernante emplea a la gente con buena intención, y el pueblo no se quejará si el gobernante hace que la gente a morir con la intención de asegurar su supervivencia). Eso significa que cuando un gobierno se considera legítimo, y la conducta oficial es transparente, la gente seguirá las políticas del gobierno y soportará las dificultades. Así, el gobierno sobrevive a grandes retos y dificultades. Sin embargo, cuando la legitimidad del gobierno está en cuestión, o la conducta oficial es repugnante, la gente será menos propensa a seguir las políticas del gobierno y, cuando surgen las crisis, será más probable que se rebele. La gran cantidad de descontento de los campesinos en la China de hoy es el resultado de una pérdida de legitimidad del gobierno. Para invertir esta tendencia, el gobierno necesita hacer más que aumentar los ingresos de los agricultores.
El Gobierno de China puede frenar la corrupción oficial en las zonas rurales de dos maneras. Puede resucitar dentro del Partido Comunista la crítica y la disciplina de los viejos tiempos, esos en que los líderes del partido y los militantes celebraban reuniones periódicas para examinar su propia conducta, de acuerdo con las políticas del Partido y los reglamentos. Al mismo tiempo, el gobierno puede empoderar a los agricultores comunes animándoles a criticar a los funcionarios del gobierno y las políticas con diferentes medios, incluidos los carteles de grandes caracteres que fueron ampliamente utilizados durante el Gran Salto Adelante y la Revolución Cultural y demostraron su eficacia para frenar la corrupción oficial . Más importante aún, el gobierno necesita seleccionar más agricultores en puestos de gobierno y alentar a los funcionarios locales a vivir y trabajar con los agricultores siempre que sea posible.
La brecha entre ricos y pobres se ha convertido en un gran problema en China, especialmente en las zonas rurales, y ha causado muchos problemas sociales graves, como el aumento de la delincuencia. Una diferencia demasiado grande entre ricos y pobres rompe la sociedad y amenaza la estabilidad de China. Prácticas más igualitarias mejorarán la coherencia interna de China y que el país pueda responder mejor a sus desafíos.

Notas
1. El alcance de las protestas rurales en China rara vez se denuncia de manera coherente en los medios de comunicación occidentales. Pero, de acuerdo a la historia que publicó la agencia de noticias china Xinhua en Diario del Pueblo ( "China se enfrenta con la espinosa cuestión de los derechos de la tierra rural"), hubo 87.000 protestas, disturbios y otros "incidentes de masas" relacionados con la pérdida de tierra en 2005, un 6 por ciento de incremento respecto a 2004 y un 50 por ciento más que en 2003. Así, en estos tres años, hubo más de 100.000 acciones de ese tipo. El artículo señalaba: "Una vez la columna vertebral del Partido Comunista de China, que obtuvo un amplio apoyo en el campo, hace seis décadas, protegió los derechos de los agricultores que se unieron a su lucha para derrocar a la clase terrateniente; ahora muchos campesinos chinos se sienten expropiados de su propia tierra. En enero de 2006, unos 6,7 millones de hectáreas de tierras de cultivo (5 por ciento de todas las tierras de cultivo de China) se había perdido por su destino a otros usos como carreteras, fábricas, etc . La gente también protesta por la contaminación industrial del aire, el agua y el suelo. En 2007 el gobierno chino dio a conocer datos sobre "incidentes de masas", protestas en que participaron más de un centenar de personas, y dijo que hubo 80.000 incidentes de este tipo.
2. New China News Agency: "La Conferencia de la Milicia Nacional de Trabajo se celebró en Beijing el 8 de febrero para discutir y estudiar la experiencia y los logros a gran escala de la Organización de divisiones de la milicia desde 1958." Zhonghua Renmin Gongheguo dashiji, La cronología de los People’s Republic of China, (Pekín: Xinhua Press, 1982), 282.
3. La cronología de la República Popular China, 209, vol. uno (Pekín: Xinhua Press, 1982), 210-14.
4. La cronología de la República Popular China, 209, vol. uno, 208. 5. Para una discusión detallada de los cambios y el progreso en las zonas rurales durante la Revolución Cultural, véase Dongping Han, La desconocida Revolución Cultural: La vida y el cambio en un pueblo chino (Nueva York: Monthly Review Press, 2008).
6. Ver Dongping Han, "Sistema de Hukou y Desarrollo rural de China", Áreas de Desarrollo Oficial, Primavera de 1999, y el "Impacto de la Revolución Cultural en la Educación Rural y Desarrollo Económico," China moderna 27, no. 1, enero de 2001.
7. Jacob Heibrunn ", Mao, más que nunca", Nueva República, 21 de abril de 1997, 20, y Orville Schell, "Una vez más Larga vida al Presidente Mao", Atlántico, Diciembre de 1992, 32.

*Han Dongping es profesor de historia y ciencias políticas de Warren Wilson College en Carolina del Norte. Sus publicaciones incluyen varios artículos de revistas y de La Revolución Cultural Desconocida (Garland Publishing, reeditado por Monthly Review, 2008). Él viene de un ambiente rural en China. La mayor parte de la investigación para este artículo fue llevada a cabo por medio de entrevistas en las zonas rurales.

lunes, 14 de junio de 2010

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Dazibao Rojo

domingo, 6 de junio de 2010

Reformemos nuestro estudio. Mao Tse-tung.



REFORMEMOS NUESTRO ESTUDIO [*]

Mao Tse-tung

Considero que es preciso reformar el método y el sistema de estudio en todo nuestro Partido, y lo es por las razones siguientes:
I
Los veinte años de existencia del Partido Comunista de China han sido veinte años en que la verdad universal del marxismo-leninismo ha venido integrándose cada vez más con la práctica concreta de la revolución china. Si recordamos cuán superficial y pobre era nuestro conocimiento del marxismo-leninismo y de la revolución china durante la infancia de nuestro Partido, veremos que actualmente este conocimiento es mucho más profundo y rico. Durante los últimos cien años, los mejores hijos de la atormentada nación china han luchado y entregado sus vidas, ocupando el lugar de los que caían, en busca de la verdad que salvara a nuestro país y a nuestro pueblo. Esto es algo que conmueve hasta el canto y las lágrimas. Sin embargo, fue sólo después de la Primera Guerra Mundial y de la Revolución de Octubre en Rusia cuando encontramos el marxismo-leninismo, la gran verdad, la mejor arma para liberar a nuestra nación, y ha sido el Partido Comunista de China el iniciador, propagandista y organizador del empleo de esta arma. Una vez integrada la verdad universal del marxismo-leninismo con la práctica concreta de la revolución china, cambió totalmente la fisonomía de nuestra revolución. Desde el estallido de la Guerra de Resistencia contra el Japón, nuestro Partido, basándose en la verdad universal del marxismo-leninismo, ha progresado en el estudio de la práctica concreta de esta Guerra, de la China y el mundo contemporáneos, y en cierta medida ha comenzado el estudio de la historia de China. Todos éstos son fenómenos muy positivos.

II

No obstante, todavía tenernos defectos, algunos de los cuales son muy graves. A mi modo de ver, si no los corregimos, no podremos impulsar nuestro trabajo, ni seguir avanzando en la gran empresa de integrar la verdad universal del marxismo-leninismo con la práctica concreta de la revolución china.

Comencemos por hablar del estudio de la situación actual. Hemos logrado algunos éxitos en el estudio de la actual situación nacional e internacional, pero, para un partido político tan grande como el nuestro, el material que hemos reunido, relacionado con los aspectos político, militar, económico y cultural de la vida nacional e internacional, todavía es fragmentario y nuestra labor de investigación aún no es sistemática. Hablando en general, en los últimos veinte años no hemos realizado un trabajo sistemático y minucioso para reunir y estudiar los materiales relacionados con todos los aspectos enumerados, ni hemos creado un ambiente de entusiasmo por la investigación y el estudio de la realidad objetiva. Proceder como "un hombre que caza gorriones con los ojos cerrados" o como "un ciego que pretende coger peces a tientas", tratar las cosas superficialmente sin penetrar en sus detalles, entregarse a una verborrea jactanciosa y contentarse con conocimientos pobres y mal asimilados: tal es el estilo de trabajo, extremadamente malo, que aún se observa entre muchos camaradas de nuestro Partido, un estilo totalmente opuesto al espíritu fundamental del marxismo-leninismo. Marx, Engels, Lenin y Stalin nos enseñan que es necesario estudiar a conciencia la situación, partiendo de la realidad objetiva y no de los deseos subjetivos. Pero muchos de nuestros camaradas actúan en forma diametralmente contraria a esta verdad.

Pasemos al problema del estudio de la historia. Un número reducido de miembros y simpatizantes del Partido se han ocupado de este trabajo, pero no lo han hecho en forma organizada. La historia de China en los últimos cien años, así corno su historia antigua, es algo que sigue en las tinieblas para gran número de militantes del Partido. Muchos eruditos en marxismo-leninismo, siempre que hablan, lo hacen sobre la Grecia antigua; pero en cuanto a sus propios antepasados, desgraciadamente, ya los han olvidado. No hay un ambiente de estudio serio ni del presente ni del pasado.

Finalmente, nos referiremos al estudio de las experiencias revolucionarias internacionales, al estudio de la verdad universal del marxismo-leninismo. Al parecer, muchos camaradas estudian la teoría marxista-leninista no para satisfacer las necesidades de la práctica revolucionaria, sino simplemente por estudiar. Por lo tanto, no pueden digerir lo que han leído. Sólo saben citar frases aisladas de Marx, Engels, Lenin y Stalin, pero son incapaces de adoptar su posición, puntos de vista y métodos para estudiar en forma concreta la situación actual y la historia de China, analizar concretamente y resolver los problemas de la revolución china. Tal actitud hacia el marxismo-leninismo es muy perniciosa y ocasiona un perjuicio particularmente grande a los cuadros de niveles medio y superior.

Los tres puntos que acabo de mencionar -- negligencia en el estudio de la situación actual, en el estudio de la historia y en la aplicación del marxismo-leninismo -- constituyen un pésimo estilo de trabajo, que, al extenderse, ha perjudicado a gran número de camaradas. En efecto, actualmente hay en nuestras filas muchos camaradas a los que tal estilo ha desviado del camino justo. Son reacios a realizar una investigación y un estudio sistemáticos y minuciosos de la situación concreta dentro y fuera del país, la provincia, el distrito y el territorio, y dan órdenes basándose exclusivamente en conocimientos pobres y mal asimilados y en aquello de "supongo que es así". ¿No existe aún entre muchos de nuestros camaradas este estilo subjetivista de trabajo?

Hay quienes no conocen en absoluto o conocen muy poco la historia de su país, pero no consideran esto una vergüenza, sino por el contrario, un orgullo. Y lo más grave es que muy pocos camaradas conocen realmente la historia de nuestro Partido y la historia de China en los últimos cien años desde la Guerra del Opio. Prácticamente nadie ha estudiado con seriedad la historia económica, política, militar y cultural de China en los últimos cien años. Algunos no tienen la menor idea de lo propio, y sólo saben historias de la Grecia antigua y de otros países, e incluso éstos son conocimientos muy pobres, recogidos al azar de la morralla de viejas obras extranjeras.

Durante los últimos decenios, muchos de los que han estudiado en el extranjero sufren de esta enfermedad. Al regresar de Europa, América o el Japón, sólo saben repetir lo que allí se han tragado entero. Actuando como gramófonos, han olvidado su deber de conocer y crear lo nuevo. Esta enfermedad ha contaminado también al Partido Comunista.
Estudiamos el marxismo, pero el método de estudio empleado por muchos de nosotros va directamente contra el marxismo. En otros términos, esas gentes violan un principio fundamental encarecido por Marx, Engels, Lenin y Stalin: la unidad de la teoría y la práctica. Al infringir este principio, han inventado uno opuesto: la separación de la teoría y la práctica. Tanto en las escuelas como en los cursos para cuadros en funciones, los profesores de filosofía no orientan a sus alumnos hacia el estudio de la lógica de la revolución china; los profesores de economía no los encaminan hacia el estudio de las particularidades de la economía de China; los profesores de ciencias políticas no los guían hacia el estudio de la táctica de la revolución china; los profesores de ciencias militares no los conducen hacia el estudio de la estrategia y la táctica adecuadas a las características de China, y así por el estilo. Como resultado de todo esto, los errores se propagan y causan no poco daño. Hay quienes no saben aplicar en Fusien [[1]] lo aprendido en Yenán. Cuando un profesor de economía es incapaz de explicar la relación entre el piempi y el fapi [2] , es natural que sus alumnos tampoco puedan hacerlo. Esto ha engendrado en muchos estudiantes una mentalidad anormal: en lugar de interesarse por los problemas de China y conceder la debida importancia a las instrucciones del Partido, vuelcan su entusiasmo hacia los dogmas pretendidamente eternos e invariables, aprendidos de sus profesores.
Por supuesto, me he referido a los ejemplos más negativos que existen en nuestro Partido, sin que haya querido decir que ésta sea la situación general. Pero tales ejemplos existen realmente; además, son bastante numerosos y acarrean gran perjuicio. No debemos permanecer indiferentes ante ellos.

III

Para explicar aún más lo antes expuesto, quiero comparar dos actitudes opuestas.

La primera es la actitud subjetivista.
Los que tienen esta actitud no realizan un estudio sistemático y minucioso de las circunstancias que les rodean, trabajan movidos solamente por el entusiasmo subjetivo y no tienen más que una idea confusa de la actual fisonomía de China. Ellos rompen el hilo de la historia, sólo conocen la Grecia antigua e ignoran a su propio país, permaneciendo en la oscuridad más completa respecto a la China de ayer y de anteayer. Estudian la teoría marxista-leninista de manera abstracta, sin un objetivo determinado; no la estudian con el propósito de hallar en Marx, Engels, Lenin y Stalin la posición, puntos de vista y métodos para resolver los problemas teóricos y tácticos de la revolución china, sino con el único afán de estudiar la teoría en sí. En lugar de disparar la flecha teniendo un blanco, la disparan sin tenerlo. Marx, Engels, Lenin y Stalin nos enseñan que es necesario partir de la realidad objetiva y deducir de ella las leyes que han de guiar nuestras acciones. Para esto es preciso, como dice Marx, captar con todo detalle el material y someterlo a un análisis y una síntesis científicos [3] . Muchos de los nuestros actúan exactamente al revés. Unos se dedican a la labor de investigación, pero no manifiestan el menor interés por estudiar la China actual, ni la de ayer; todo su interés está concentrado en el estudio de "teorías" vacías, divorciadas de la realidad. Otros se entregan al trabajo práctico, pero tampoco prestan atención al estudio de la situación objetiva, con frecuencia actúan llevados solamente por el entusiasmo y substituyen la política del Partido por su propio parecer. Ambos tipos de personas parten de lo subjetivo y pasan por alto la realidad objetiva. Siempre que pronuncian un discurso, salen con una larga sarta de encabezamientos en el orden A, B, C, D, 1, 2, 3, 4, y cuando escriben un artículo, terminan produciendo un mamotreto lleno de cháchara jactanciosa. No les interesa buscar la verdad en los hechos, y lo único que desean es impresionar a la gente con su verborrea presuntuosa para ganársela. Son brillantes pero sin sustancia, frágiles e inconsistentes. Se consideran infalibles, creen ser la primera autoridad bajo el cielo y se pavonean por todas partes como si fueran "enviados imperiales". Tal es el estilo de trabajo de algunos camaradas en nuestras filas. Adoptar este estilo como norma de conducta es hacerse daño a sí mismo, adoptarlo para educar a los demás es causarles daño y adoptarlo para dirigir la revolución es perjudicarla. En resumen, este método subjetivista, anticientífico y contrario al marxismo-leninismo, es un peligroso enemigo del Partido Comunista, de la clase obrera, del pueblo y de la nación; es manifestación de un espíritu de partido impuro. Tenemos ante nosotros un enemigo peligroso, que debemos aplastar. Sólo cuando el subjetivismo sea aniquilado, prevalecerá la verdad del marxismo-leninismo, se fortalecerá el espíritu de partido y triunfará la revolución. Debemos indicar que la falta de una actitud científica, es decir, la falta de la actitud marxista-leninista que une la teoría con la práctica, significa que no existe espíritu de partido o que éste es incompleto.

Hay dos versos que retratan al tipo de personas que he mencionado. Dicen así:

Juncos en la pared: copa abundante,tallo débil, raíz superficial;

Retoños de bambú entre las rocas : lengua afilada, corteza gruesa, panza vacía.

Díganme si esto no les recuerda a esa gente que carece de una actitud científica, que sólo sabe aprenderse de memoria citas sueltas de las obras de Marx, Engels, Lenin y Stalin y que se hace pasar por sabia, pero en realidad no sabe nada. A quien de veras quiera curarse de tal enfermedad, yo le aconsejaría copiar estos versos y, si posee un poco más de valor, fijarlos en una de las paredes de su habitación. El marxismo-leninismo es una ciencia, y la ciencia es conocimiento que se adquiere sólo por medios honestos; aquí no valen astucias. ¡Seamos, pues, honestos!

La segunda actitud es la marxista-leninista.

Quien tiene esta actitud aplica la teoría y el método marxista-leninistas a la investigación y estudio sistemáticos y minuciosos de las circunstancias que le rodean. En vez de trabajar solamente movido por el entusiasmo, combina, como dice Stalin, el ímpetu revolucionario con el sentido práctico [4] . Quien tiene tal actitud no rompe el hilo de la historia; no se conforma con el conocimiento de la Grecia antigua, sino que aspira a conocer a China; desea saber no sólo la historia del movimiento revolucionario de los países extranjeros, sino también la historia de la revolución china; conocer no sólo la China de hoy, sino también la de ayer y la de anteayer. Quien tiene una actitud así estudia la teoría marxista-leninista persiguiendo un fin determinado: integrarla con el movimiento real de la revolución china y encontrar en el marxismo-leninismo la posición, puntos de vista y métodos para resolver los problemas teóricos y tácticos de la revolución china. Esta es la actitud de disparar la flecha teniendo un blanco. El "blanco" es la revolución china, y la "flecha", el marxismo-leninismo. Nosotros, los comunistas chinos, buscábamos esta "flecha" porque queríamos dar en el "blanco": la revolución de China y la revolución de Oriente. Tomar esta actitud significa buscar la verdad en los hechos. Por "hechos" entendemos todas las cosas que existen objetivamente; por "verdad", la ligazón interna de las cosas objetivas, es decir, las leyes que las rigen, y por "buscar", estudiar. Debemos partir de las condiciones reales de dentro y fuera del país, la provincia, el distrito o el territorio, y deducir de ellas, como guía para nuestra acción, las leyes inherentes a esas condiciones y no leyes imaginarias, es decir, encontrar la ligazón interna de los acontecimientos que suceden a nuestro alrededor. Y para esto debemos basarnos en los hechos, que existen objetivamente, y no en nuestras ideas subjetivas, ni en un entusiasmo momentáneo, ni en la letra muerta de los libros; debemos captar con todo detalle el material y, a la luz de los principios generales del marxismo-leninismo, extraer de él conclusiones correctas. Estas conclusiones ya no serán una enumeración de fenómenos según el orden A, B, C, D, ni artículos llenos de la misma cháchara jactanciosa, sino conclusiones científicas. Tal actitud significa tener el deseo de buscar la verdad en los hechos, y no tratar de impresionar a la gente con una verborrea presuntuosa para ganársela. Tal actitud es una manifestación del espíritu de partido, es el estilo de trabajo marxista-leninista que une la teoría con la práctica. Tener esta actitud es lo mínimo que se exige al comunista. Quienes poseen una actitud como ésta ya no serán de "copa abundante, tallo débil, raíz superficial", ni de "lengua afilada, corteza gruesa, panza vacía".

IV
De acuerdo con lo antes expuesto, propongo lo siguiente:

1. Plantear a todo el Partido la tarea de estudiar de modo sistemático y minucioso las circunstancias que nos rodean. Ateniéndonos a la teoría y el método marxista-leninistas, investigar y estudiar detalladamente las actividades de nuestros enemigos, de los amigos y de nosotros mismos en los terrenos económico, financiero, político, militar, cultural y en la esfera de los asuntos de partido, y sobre esta base, sacar las debidas y necesarias conclusiones. Con este fin, es preciso dirigir la atención de nuestros camaradas a la investigación y el estudio de estos asuntos prácticos. Hacerles comprender que la tarea fundamental de los organismos dirigentes del Partido Comunista consiste en dos cosas importantes: conocer la situación y saber aplicar las orientaciones políticas. Lo primero significa conocer el mundo, y lo segundo, transformarlo. Es menester que los camaradas comprendan que quien no ha investigado no tiene derecho a opinar, y que la cháchara jactanciosa, los disparates y la enumeración de fenómenos en el orden 1, 2, 3, 4 no sirven para nada. Tomemos, por ejemplo, el trabajo de propaganda. Si no sabemos cómo hacen la propaganda nuestros enemigos y nuestros amigos, ni cómo la hacemos nosotros, no podremos determinar de manera acertada nuestra política en este terreno. En el trabajo de cualquier sector es preciso, ante todo, conocer la situación, y sólo entonces puede encontrarse una solución justa. La aplicación de planes de investigación y estudio en todo el Partido es el eslabón fundamental para transformar su estilo de trabajo.

2. Reunir personas competentes para que estudien en equipo y con una adecuada división del trabajo la historia de China en los últimos cien años, y de esta manera, superar la falta de organización en este terreno. Comenzar por el estudio analítico de la historia económica, política, militar y cultural de China. Sólo después de esto, será posible pasar al estudio de síntesis.

3. Establecer, para la educación de los cuadros en funciones y para las escuelas de cuadros, la orientación de tomar como centro el estudio de los problemas prácticos de la revolución china y corno guía los principios fundamentales del marxismo-leninismo, y descartar el método de estudiar el marxismo-leninismo en forma estática y sin conexión con la vida. Adoptar el Compendio de Historia del PartidoComunista (bolchevique) de la URSS como material principal para el estudio del marxismo-leninismo. Esta obra es la más alta síntesis y balance del movimiento comunista mundial de los últimos cien años, es un modelo de integración de la teoría con la práctica, hasta hoy el único acabado en todo el mundo. Viendo cómo Lenin y Stalin combinaron la verdad universal del marxismo con la práctica concreta de la revolución en la Unión Soviética y cómo sobre esta base desarrollaron el marxismo, sabremos cómo debemos trabajar en China.

Muchas veces nos hemos desviado del camino justo. Pero, los errores son con frecuencia precursores de lo correcto. Estoy seguro de que en las actuales circunstancias de la revolución china y de la revolución mundial, tan vivas y ricas, esta reforma de nuestro estudio dará sin duda buenos resultados.

Mayo de 1941


NOTAS
[*] Informe presentado por el camarada Mao Tse-tung en una reunión de cuadros celebrada en Yenán. Este informe y los trabajos "Rectifiquemos el estilo de trabajo en el Partido" y "Contra el estilo de cliché del Partido", son las obras fundamentales del camarada Mao Tse-tung sobre la campaña de rectificación. En ellas, el camarada Mao Tse-tung resumió desde el punto de vista ideológico las divergencias habidas hasta entonces sobre la línea del Partido e hizo un análisis de la ideología y el estilo de trabajo pequeñoburgueses que, bajo la máscara de marxismo-leninismo; se habían difundido ampliamente en el Partido y que se manifestaban principalmente en [ cont. en pág. 14. -- DJR ] las tendencias subjetivista y sectaria y en su forma de expresión, el estilo de cliché del Partido. El camarada Mao Tse-tung llamó a desplegar en todo el Partido un movimiento de educación marxista-leninista, en otras palabras, una campaña por la rectificación del estilo de trabajo sobre la base de los principios ideológicos del marxismo-leninismo. Este llamamiento del camarada Mao Tse-tung suscitó rápidamente, dentro y fuera de la organización, una gran polémica entre la ideología proletaria y la pequeñoburguesa, lo que consolidó las posiciones de la primera en el Partido y fuera de él, elevó considerablemente cl nivel ideológico de la gran masa de cuadros y permitió al Partido alcanzar una cohesión sin precedentes.


[1] Distrito situado a unos setenta kilómetros al Sur de Yenán.


[2] Piempi, billetes emitidos por el Banco del Gobierno de la Región Fronteriza de Shensí-Kansú-Ningsia. Fapi, papel moneda puesto en circulación a partir de 1935 por los cuatro principales bancos del capital burocrático del Kuomintang, con el apoyo de los imperialistas anglo-norteamericanos. El camarada Mao Tse-tung se refiere aquí al problema surgido en ese entonces sobre la fluctuación del cambio entre el piempi y el fapi.


[3] Véase C. Marx, "Palabras finales a la segunda edición alemana del primer tomo de El Capital ". Allí Marx escribe: "La investigación debe captar con todo detalle el material, analizar sus diversas formas de desarrollo y descubrir la ligazón interna de éstas. Sólo una vez cumplida esta tarea, se puede exponer adecuadamente el movimiento real."


[4] Véase J. V. Stalin, "Los fundamentos del leninismo", IX: El estilo en el trabajo".