jueves, 10 de abril de 2014

ITALIA: Un articulo de la nueva serie del periodico del PCm-Italia Proletari Comunisti




Il nuovo governo del giovane Renzi nasce nel solco di Berlusconi, Monti,
Letta, al servizio dei padroni, della grande finanza, nell'Europa del
capitale, per proseguire e intensificare nella crisi - e con la
collaborazione di tutti i partiti parlamentari, con diversi ruoli, e dei
sindacati confederali, anch'essi con diversi ruoli - l'attacco ai diritti,
alle condizioni di lavoro e di vita dei proletari e delle masse popolari, e
per realizzare, attraverso progressivi "colpi di mano", un'ulteriore riforma
reazionaria dello Stato, del Parlamento, fuori dall'attuale Costituzione,
nel percorso di un regime moderno fascista; anche questo con la
collaborazione di tutti i partiti parlamentari e la spinta

dei poteri forti nazionali e internazionali del capitale.

Come è nato questo governo. Coniugando diversi aspetti: un colpo di Palazzo
nel PD, partito con le primarie e concluso con una manovra di stampo
democristiano; un'ancora di salvataggio offerta a Berlusconi per ridare al
suo governo una base parlamentare da "larghe intese" e che Berlusconi ha
prontamente raccolto come opportunità per ritornare a galla e riaffermarsi;
un passaggio dettato dalla borghesia imperialista italiana o almeno dalla
sua frazione industriale per rendere l'azione del governo più corrispondente
alle sue esigenze.

Da questo nasce il successo dell'operazione "matteorenzi", molto più che
dall'operazione immagine che pure ha contato, conta e conterà.

Nel giudicare i governi, infatti, bisogna guardare tutti gli aspetti, gli
interessi che stanno dietro, le forme che assumono e, infine, cosa non
secondaria, come vengono fatti passare per ottenere il consenso delle masse.

Non è che Letta non stesse facendo bene il suo lavoro, sostenuto
dall'establishment del PD, bene accetto all'Europa e agli Usa, voluto
fortemente da Napolitano dopo l'impasse post elettorale, capace di ottenere
la maggioranza parlamentare nella difficile congiuntura della decadenza di
Berlusconi; operoso, preparato e attivo nelle diverse materie di cui si è
occupato. Ma ciononostante non adatto a svolgere il ruolo, essendo troppo
legato all'entourage dei Palazzi, con un'immagine grigia, questa sì
puramente democristiana, troppo attento agli equilibri parlamentari e con
ministri via via screditati o autoscreditati.

Serviva quindi un cambio di cavallo e un cambio di passo che fronteggiasse i
lati deboli del governo Letta, che rispondesse meglio ai padroni e che
avesse un'immagine da spendere nel marketing del "consenso popolare",
rispetto al crack berlusconiano e a l'exploit di Beppe Grillo.

Non c'era molta alternativa al giovane avventuriero, partorito dall'odierna
cloaca del PD, Matteo Renzi.

Ma Renzi non avrebbe vinto la sua partita senza il socio occulto, poi
divenuto non tanto occulto, Berlusconi, che aveva bisogno di un punto di
appoggio, intanto per uscire dal buco nero in cui era caduto, per poi
pensare ad una sorta di oscena resurrezione. Berlusconi ha trovato più in
Renzi che in Alfano il suo "delfino", una specie di scimmietta delle sue
performance, e ne ha sostenuto l'ascesa sui mass media e perfino nelle
primarie - è spudoratamente vero che in diverse città gente di centro destra
ha votato in esse per gonfiare il risultato peraltro scontato che ha portato
al successo di Renzi. Ma il sostegno di Berlusconi non è soltanto un'ancora
di salvataggio e una manovra politica, è l'ennesima dimostrazione della
convergenza di valori e scopi che unisce i partiti parlamentari e i suoi
uomini, quello che noi chiamiamo moderno fascismo in formazione; non tanto e
non solo come fenomeno politico ma come fenomeno globale a 360°, che tanti
osservatori intelligenti - certo più intelligenti di tanti che nel campo
della sinistra, anche di orientamento comunista, esistono - hanno
vivisezionato per comporre il mosaico o meglio il puzzle con cui il moderno
fascismo si impone e purtroppo continuerà ad imporsi.

Certo Renzi "berlusconi giovane" è un po' esagerato. Berlusconi è un
protagonista effettivo, una frazione impersonata del capitale, non nata
direttamente dal mondo industriale, di ideologia ben definita. Renzi non può
essere questo ma semplicemente una figura animata dello stesso processo.

Ma Renzi non ci sarebbe stato se i padroni, quelli veri, non l'avessero
preteso. Il 'padrone dei padroni', il portavoce Squinzi, a un certo punto si
è messo a urlarlo quasi; tutto ciò che gli andava benino il giorno prima con
Letta all'improvviso non gli stava più bene e Letta è sembrato
improvvisamente figlio di nessuno, nessuno più lo difendeva, ad eccezione
quasi solo degli alfaniani. I padroni volevano uno giovane e veloce, uno che
sembrasse intelligente ma fosse esclusivamente e innanzitutto un loro
"puledro da corsa coi paraocchi".

Questo ultimo aspetto è il più importante nella fase della nascita del
governo Renzi. E deve interessare e preoccupare la classe operaia, i
proletari e le masse popolari.

I padroni si sono preoccupati della continuità del discredito del potere
politico che li rappresenta e della necessità di "fare cassa" e di avere un
servizio efficiente per mantenere i profitti, che per buona parte di loro
sono continuati nella crisi; si sono preoccupati di stare in Europa e non
solo sotto processo, ma ancor più di stare nel mondo dove la contesa è forte
e, nonostante tutto, una certa ripresa c'è. E, quindi, avere un fronte
interno efficiente e "veloce" è importante.

Sono gli industriali i veri azionisti di maggioranza del nuovo governo,
quelli della grande industria ma anche della media e piccola industria,
dell'industria privata come dell'industria "pubblica", dell'industria
operante sul mercato mondiale ma anche piccola industria "schiacciata, come
dicono loro, da tasse e sindacati". Un governo chiamato quindi a fare fatti
concreti, immediati, liberato in una certa misura da mediazioni
parlamentari - ma questo non è così facile attualmente - e da mediazioni
sindacali - e questo invece sembra un'autostrada, vista la tragicommedia che
arriva a Camusso-Landini.

Non si possono capire i provvedimenti e l'azione del governo se non si
coglie qual'è l'azionista di maggioranza effettivo di questo governo, fuori
dai Palazzi della politica e in una certa misura fuori dall'entourage
tecnocratico che imbriglia e che ormai ha già rotto i c...

Chiariti gli interessi di fondo, occorre però dire che Renzi ci ha messo del
suo, la scena aveva bisogno di un simile attore, c'era da riprendere il
controllo del mass media dopo l'esaurimento della sbornia berlusconiana,
c'era da contendere, col sorriso ma a muso d'uro, l'antipolitica dilagante
impersonata nel teatro della politica dal Grillo parlante.

Renzi ha messo in campo subito un gruppo di ministri e in particolare di
ministre, che sembrano dei replicanti delle operazioni "Forza Italia" di
Berlusconi e nello stesso tempo una variante più studiosa e costruita da
"laboratori" più solidi dei grillini della rete.

E questo è farina del suo sacco, è polizza di assicurazione di una certa
durata e di una certa tenuta.

Gli interessi forti degli industriali e la compagine renziana non sono
quindi da sottovalutare e domandano ai proletari e alle masse popolari, alle
loro organizzazioni politiche e sociali che ne esprimono interessi e
capacità di lotta, un adeguamento di analisi e linea di condotta per
fronteggiare questo nuovo governo.

Partiamo però da alcuni punti fermi. Il tentativo di Renzi non ha futuro.
Non basta né può bastare al capitale un "renziveloce" per dare una svolta
nell'economia e nello Stato che permetta ai padroni italiani di conquistare
nuove posizioni nella contesa mondiale. Così come la compagine renziana è
sempre dentro una gabbia politica di rinnovamento della casta in seno alla
casta e di ministri copia o fotocopia non certo in grado di sostituire gli
originali, Berlusconi-Grillo, che affondano le loro radici nella ben più
torbida società e situazione nazionale e internazionale.

Ma quello che avviene nell'altra "collina" è solo parte del problema, il
problema che abbiamo noi proletari comunisti è nella nostra "collina".

Il movimento sindacale, a guida maggioritaria confederale, continua il suo
processo di liquefazione nella difesa degli interessi dei lavoratori e delle
masse popolari; l'inamovibile casta sindacale cambia governi come cambia
d'abito e nella Cgil si celebra la parodia della lotta di linea, dalle finte
espulsione alle reali convergenze Camusso-Landini, alle cose un po' più
serie come la cacciata di Cremaschi e le uova al congresso di Bergamo. Nella
Cgil si passa dalla propria delegittimazione per le scelte
politico-sindacali di collusione, convergenza, collaborazione con padroni,
governi, Stato, all'autodelegittimazione. Questo lascia comunque un vuoto di
rappresentanza e di capacità di lotta generale che non è riempito, e in una
certa misura non può essere riempito, dai sindacati di base.

La crisi, le convulsioni della borghesia e dei suoi governi non possono
essere adeguatamente sfruttate dai proletari per difendersi realmente nella
crisi, per costruire la propria capacità di attacco, per cambiare i rapporti
di forza.

La politica borghese si riempie di personaggi vuoti che trasformano i
problemi reali del paese in slogan, nomi, spot, ma essa fronteggia un vuoto
del movimento reale della classe operaia e delle masse popolari. Le lotte
degli operai e dei lavoratori sono piccole e inadeguate; le lotte dei
movimenti sono più significative ma anch'esse sulle spalle fragili degli
attuali leader di essi.

Nei prossimi mesi a questo si aggiunge il fumo delle elezioni europee, che
segnano un ulteriore degrado della politica anche perchè parte di chi lotta
o vuole fare le lotte viene attratto dalla battaglia elettorale, perfino in
elezioni che non contano nulla. Le elezioni europee sono poco più che un
sondaggio politico, ma l'attrazione che esercitano verso le avanguardie e
settori del movimento di opposizione politico e sociale influisce
negativamente nello sviluppo di lotte effettive politiche e sociali.

Al fumo delle elezioni e delle promesse di Renzi corrisponde l'arrosto di
provvedimenti effettivamente pesanti, come il Jobs act con la
precarizzazione selvaggia e a vita, con la porta chiusa a milioni di precari
e disoccupati, mentre si cerca di comprare ad 80 euro al mese l'alleanza
neocorporativa degli operai e dei lavoratori stabili; l'arrosto della
ulteriore trasformazione del parlamento in una serra di nominati, delle
elezioni stesse in plebisciti con premi di maggioranza che cancellino ogni
simulacro di democrazia e di opposizione e trasformino sempre più la
Costituzione antifascista, nata dalla Resistenza, in una cornice di un
quadro moderno fascista.

Le stesse elezioni europee, al fumo dell'Europa da cambiare fanno emergere
l'arrosto del vero cambiamento in atto, quello dell'ascesa della nuova
destra fascista e nazista che attraverso le elezioni e con la complicità di
Stato, padroni, governi, trova una legittimità e una credibilità politica
che si sposa non solo con gli effetti della crisi nei paesi europei ma anche
con la contesa interimperialista foriera di guerra che colpisce oggi
l'Ucraina ma è pronta a contagiare tutto l'Est Europa.

Il governo Renzi anche su questo si presenta come un governo spugna che
assorbe il vento di estrema destra e i venti di guerra per legittimarsi come
governo adeguato.

Un governo, quindi, moderno fascista, della precarizzazione e della
disoccupazione, e necessariamente della repressione, perchè per quanto
debole sia ancora il movimento proletario e di massa, esso comunque lotta e
combatte e focolai di ribellione, di rivolta esistono e sono ancor più
necessari e inevitabili.

Analizzare il nemico anche nei suoi aspetti più truci e consistenti non
serve per farne un'apologia della sua forza né per far diventare il nano
Renzi un gigante, ma per capire esattamente su cosa e come lottare.

Se è giusto analizzare gli elementi forti del governo Renzi per combatterli,
occorre innanzitutto dire che è una forma di combattimento quella di
demitizzarlo, di dire che Renzi è effettivamente un buffone, un buffone "di
corte", cioè della corte dei padroni, che i suoi ministri e in particolare
le sue ministre sono delle "mezze calzette", facenti parte di quella cerchia
di persone che non ha mai lavorato, figlie di "gente bene" che trovano nella
politica il "bel mestiere" e che sono espressione non certo di giovinezza ma
di corruzione ideologica banale; ministri e ministre che nel loro apparire
come zelanti esecutori fanno sicuramente più danno dei precedenti ministri e
ministre; una compagine non qualificata né legittimata a stare lì, un'oscena
ingiustizia verso tanti giovani, ragazzi, ragazze costretti invece a
consumare la loro vita in call center lager o ad elemosinare in tutti i modi
lavori precari e dequalificati.

Questo governo dimostra come la borghesia è sempre più incapace in realtà di
dare una faccia rispettabile al suo potere e che proprio facendo ministri e
ministre certe persone dimostra tutto il suo profondo disprezzo verso le
masse. Un governo di una classe dominante che butta nel cesso la democrazia
anche quella parlamentare, le elezioni come fatto democratico, della cui
santificazione si era beata la borghesia per nascondere sotto il manto del
sistema parlamentare la dittatura di classe.

Un governo quindi illegittimo che non ha ragione di essere rispettato e
riconosciuto, i cui provvedimenti dal fiscal drag, al jobs act, ecc. o le
sue soluzioni per la scuola, la casa, la burocrazia, non solo sono dannosi
alle masse ma sono aria fritta. Un governo che non si occupa delle domande
espresse dalle lotte sociali perchè verso di esse ha una sola risposta la
repressione, usando il monopolio della forza di polizia, apparati militari,
dediti all'arbitrio garantito dall'impunità . Un governo che all'insegna
della 'velocità' dà segnali pericolosi, perchè lascia mano libera agli
apparati di Stato dell'ordine pubblico e si occupa poco e male di problemi
internazionali perchè per essi delega gli imperialismi più forti,
principalmente USA, al cui carro opera con soldati per far la guerra o per
cosiddette "missioni di pace" o anti pirateria, riducendoli perfino a
mercenari di cause perse e luridi assassini, come i marò.

A questo governo, ai suoi provvedimenti, alle sue dannose e false ricette
dobbiamo opporre da subito - senza farsi prendere, come purtroppo avviene
anche tra le masse, dallo sguardo e dall'attesa ebete - l'opposizione rigida
al Jobs act, la denuncia della falsa restituzione delle 80 euro, data se
maiin cambio della rapina che continua in materia di tasse, tariffe e
balzelli vari; dobbiamo dare nuovo fuoco alle lotte in corso, da Termini
Imerese all'Ilva, all'Electrolux, dal Gruppo Fiat - con Marchionne grande
sponsor di Renzi che se ne va lasciando sul terreno fabbriche e operai -
alla nuova rivolta necessaria dei disoccupati, dei precari che ha già i suoi
focolai accesi, a Taranto, a Palermo, a Napoli, ecc., dalla lotta contro il
nuovo schiavismo nella logistica, al movimento No Tav, No Muos contro le
devastazioni ambientali e territoriali che diventano sempre più stragi in
intere zone nel nostro paese...

Affermare con forza che la lotta e non il voto ci serve per combattere
l'Europa della Troika, i suoi governi e i fascisti e neonazisti che
quest'Europa cova e alimenta. Dobbiamo dare continuità e contribuire a unire
il movimento di lotta contro la repressione, rispondere colpo su colpo,
elevando strumenti e forme di combattimento per fermare la violenza
poliziesca, i processi persecutori, il carcere che questo Stato, qualunque
sia il suo governo, riserva a chi si ribella e oppone. Dire un chiaro NO e
lottare contro ogni partecipazione italiana ai focolai di guerra
imperialista, agli F35 come agli Eurofigter, al Muos e ai nuovi armamenti.

PCm - Italia

marzo 2014

DECLARACIÓN DEL COMITÉ CENTRAL DEL PARTIDO COMUNISTA DE LA INDIA (MAOÍSTA)


24 DE MARZO 2014
¡BOICOTEAR LAS FRAUDULENTAS ELECCIONES AL PARLAMENTO Y LAS ASAMBLEAS!
¡LLEVAR A CABO CON ÉXITO LA REVOLUCIÓN DE NUEVA DEMOCRACIA!
¡LA CONSTRUCCIÓN DE UNA REPÚBLICA FEDERAL DEMOCRÁTICA POPULAR BASADA EN LA AUTÉNTICA DEMOCRACIA Y APOYÁNDOSE EN LAS PROPIAS FUERZAS ES LA ÚNICA ALTERNATIVA!

Nota – Reproducimos a continuación la declaración del Comité Central del Partido Comunista de la India (Maoísta) “¡Boicotear las fraudulentas elecciones al parlamento y a las asambleas! ¡Llevar a cabo con éxito la Revolución de Nueva Democracia! ¡La construcción de una república federal democrática popular basada en la auténtica democracia y apoyándose en las propias fuerzas es la única alternativa!” de 24 de Marzo 2014, extraída del blog del Comité Internacional de Apoyo a la Guerra Popular en la India http://icspwindia.wordpress.com/ y que Gran Marcha Hacia el Comunismo ha traducido al español:

 COMITÉ CENTRAL DEL PARTIDO COMUNISTA DE LA INDIA (MAOÍSTA)
DECLARACIÓN DE 24 DE MARZO 2014
¡BOICOTEAR LAS FRAUDULENTAS ELECCIONES AL PARLAMENTO Y LAS ASAMBLEAS!
¡LLEVAR A CABO CON ÉXITO LA REVOLUCIÓN DE NUEVA DEMOCRACIA!
¡LA CONSTRUCCIÓN DE UNA REPÚBLICA FEDERAL DEMOCRÁTICA POPULAR BASADA EN LA AUTÉNTICA DEMOCRACIA Y APOYÁNDOSE EN LAS PROPIAS FUERZAS ES LA ÚNICA ALTERNATIVA!
Las elecciones para la constitución de  la XVI Cámara Baja del parlamento de la India y para las asambleas de Telengana, Seemandhra, Odisha, Sikkim y Arunachal Pradesh se celebrarán del 7 de abril al 12 de mayo de 2014. Las explotadoras clases dominantes de nuestro país se preparan para imponer otro enorme peso financiero sobre el pueblo gastando miles de millones de rupias en ello. En esta ocasión los principales partidos parlamentarios, el Partido del Congreso y BJP (Partido Popular Indio) están rivalizando de forma extrema entre sí por el poder y están tratando de engañar al pueblo una vez más afirmando que lo que únicamente quieren es desarrollar nuestro país. Las defecciones de arriba abajo en las alianzas oportunistas de la UPA (Alianza Progreso Unido) dirigida por el Partido del Congreso y la NDA (Alianza Democrática Nacional) dirigida por el BJP hacia otros partidos y viceversa, comenzaron  hace tiempo y se están acelerando mientras se aproximan las elecciones.
Recientemente, el Tercer Frente con once partidos salió a la palestra con gran fanfarria. Tal y como todos esperaban, se encuentra aún inmerso en peleas relativas a la distribución de escaños. El acuerdo entre el Frente de Izquierda y la AIADMK en el Tercer Frente se invalidó incluso antes que la tinta se secara debido a las divergencias en cuanto a compartir los escaños. Los partidos de izquierda incluido el PCI (Marxista) no se habían recuperado aún de la insultante derrota que sufrieron en las  elecciones de Bengala Occidental. Partidos como SP, BSP, DMK, AIADMK, Biju Janata Dal, Janata Dal (U), Trinamool, AGP, TDP, TRS, YSRCP, etc., temen ser derrotados uniéndose bien a la UPA o a la NDA y por tanto han decidido unirse o bien al Frente Unido o ir en solitario con autodenominados eslóganes de justicia social, emancipación de los dalits y bahujans y desarrollo regional, etc.
Tanto los partidos del Tercer Frente como aquellos que se presentan en solitario están siguiendo una política de “esperar y ver qué pasa” para unirse a cualquiera de las alianzas que llegue al poder tras los resultados electorales. Mientras que el Lok Jansakti Dal se unió  a la NDA dado que percibía que la derrota era clara si permanecía en la UPA, el RJD continúa en la UPA para mantener encendida su llama en cierto grado. Los políticos pertenecientes a los distintos partidos que salieron a la palestra de la noche a la mañana con nuevas banderas y nuevos programas tras abandonar sus partidos temiendo la derrota debido a la furia popular o porque no consiguieron un escaño de sus partidos, se están echando el máximo de porquería unos a otros en esta lucha por escaños.  Como tenían que alcanzar el poder dejando de lado cualquier moral o reglas, con el único objetivo del poder a través del dinero – el dinero a través del poder y nuevamente el poder a través del dinero y habían explotado, oprimido y torturado al pueblo sin tregua y perdido la confianza del pueblo, están recurriendo a métodos oportunistas tan flagrantes al haber perdido toda esperanza en ganar estas elecciones.
El Partido Aam Aadmi (AAP) entró a la arena electoral con el objetivo de beneficiarse por medio de sumergir una vez más al pueblo en ilusiones. Trata de captar la atención del pueblo con una retórica revolucionaria envuelta en un eclecticismo ideológico consistente en el “ahimsa” y “swaraj” gandhianos y las políticas “socialistas” de Javaprakash Narain y las posiciones de su ONG de “democracia participativa directa”. Aunque las elecciones han tenido lugar en diversas ocasiones y varios gobiernos se han ido sucediendo en los pasados 65 años de dominio “independiente”, es un hecho que, incluso a fecha de hoy, las necesidades básicas del pueblo como alimentos, ropa, alojamiento, educación y cuidado sanitario han permanecido fuera de su alcance.
Las masas oprimidas que constituyen el 95% de la población están haciendo frente día tras día a la pobreza, al analfabetismo, el desempleo, el aumento de los precios, las enfermedades, las muertes a causa del hambre, la corrupción, etc. El 77% de la población vive con no menos de 20 rupias al día. Por otro lado la gran burguesía y los grandes terratenientes gozan de gran cantidad de riquezas. Centenares de empresas pertenecientes a buitres como Ambani, Tata, Birla, Mittal, Jindal, etc., suman el 25% del PIB de nuestro país. La brecha entre  ricos y pobres aumentó por encima de lo imaginable. La corrupción y las estafas aumentaron a pasos agigantados. Las leyes formuladas para impedir estas diferencias sociales e impedirlas nunca han sido empleadas por las clases adineradas. Como resultado de ello, el descontento social ha aumentado.
La opresión religiosa chovinista por parte de los Hindutva Sangh Parivar sobre las minorías religiosas y la opresión de la casta superior Hindutva Brahamánica sobre los dalits en nuestro país ha aumentado. La represión de las luchas de liberación nacional como en Cachemira, Asom y Manipur aumenta día tras día. Como resultado de las largas luchas durante décadas del pueblo de Telangana, el parlamento tuvo que dar su aprobación inevitable a la formación del estado separado de Telangana. Sin embargo, están aún reprimiendo cruelmente las aspiraciones para Estados separados en Bodoland, Gorkhaland, etc.
A los adivasis  se les niega continuamente sus derechos sobre la tierra, el agua  y los bosques. Las mujeres están siendo aplastadas  bajo la vil cultura feudal e imperialista. Mientras el gobierno de la UPA dirigido por el Partido del Congreso implementa rápidamente la segunda fase de las reformas económicas en su quinto año de dominio como continuación de las políticas de Liberalización, Privatización y Globalización debido a la presión de los imperialistas y grandes capitalistas de nuestro país que están empantanados en la crisis económica internacional, las condiciones han empeorado en todos los sectores de nuestro país. Ha firmado cientos de contratos de colaboración con empresas multinacionales y grandes corporaciones de nuestro país y abierto las puertas ampliamente a la explotación indiscriminada entregándoles las riquezas naturales de nuestro país.
Violando flagrantemente el 5º Programa, PESA, etc., de la constitución de las zonas adivasis, está llevando a cabo asambleas de aldeanos a punta de fusil en varias zonas del país con campesinos y adivasis, arrancándoles a la fuerza su consentimiento para adquirir sus tierras y está implementando políticas que les desplazará a gran escala. Debido a las políticas en bancarrota de este Gobierno, la producción industrial en nuestro país ha sufrido y cientos de miles de trabajadores han sido arrojados a las carreteras.
Sobre los trabajadores ha aumentado la carga de trabajo. Sus salarios reales se han hundido. Ha aumentado el número de trabajadores desorganizados al margen de las leyes laborales. Ha asumido políticas que entrega el comercio minorista a las compañías imperialistas. Ha entregado gradualmente el sector agrícola  a las corporaciones y empujado la agricultura a una crisis severa. El aumento en los costes de producción, falta de apoyo gubernamental en forma de créditos, etc., y la falta de precios de apoyo mínimo han conducido a suicidios a gran escala de campesinos. Las vidas del pueblo se han hecho intolerables con el aumento disparatado de los bienes de consumo diarios, el aumento de tiempo en tiempo de los precios de la gasolina y el diésel. La privatización de los sectores de educación y salud les han convertido en una rareza para la gente común.
La corrupción ha alcanzado las cimas más altas y con grandes estafas como el espectro 2G, los Juegos de la Commonwealth, el de la minería, etc., los diversos políticos y camarillas de las clases dominantes y cargos del Gobierno y del Ejército se han embolsado miles de millones de rupias del erario público. Estos bandidos y traidores descarados escondieron billones de dólares en los bancos suizos. Los programas adoptados por el Gobierno de la UPA y publicitados a bombo y platillo como el sueño del “Garibi Hatao” de Indira Ghandi llevado a cabo por Sonia Gandhi, se han transformado en ridículos con la corrupción que apesta. De hecho, la consigna de antaño de reformas de la tierra ha desaparecido completamente. Debido a sus políticas que causan daño a la ecología, se están produciendo desastres naturales como lo ciclones y recientes lluvias en Uttarakhand y el pueblo está sufriendo grandes pérdidas. Sus nuevos actos legislativos relativos a “adquisición de tierras”, “seguridad alimenticia” y “Nirbhaya” tienen como objetivo o bien servir a los intereses de los imperialistas y las clases dominantes explotadoras o como un engaño.
El Gobierno de la UPA  dependió de las fuerzas militares, paramilitares, policía especial y comandos y en las agencias de inteligencia como IB, NIA y SIB para reprimir a las masas que se están rebelando contra sus políticas antipopulares y para consolidar su dominio y realizando ofensivas a través de métodos fascistas. Está restringiendo los derechos civiles e incluso el derecho a vivir. Las fuerzas enemigas están llevando a cabo masacres de centenares de adivasis, dalits, otros activistas revolucionarios de las masas oprimidas y en las zonas del movimiento revolucionario dirigido por nuestro Partido. Como parte de la alfombra de seguridad, todas las zonas del movimiento en los diversos Estados han sido transformados en campamentos militares de las fuerzas enemigas.
Cientos de personas inocentes, activistas revolucionarios y dirigentes han sido encarcelados. Por un lado gritan que “la guerrilla maoísta que ha recurrido a la violencia en los bosques no tiene ideología” y, por otro, tratan de controlar a los intelectuales afirmando que “los ideólogos maoístas en las ciudades, que están continuamente atizando la ideología maoísta, son más peligrosos que la guerrilla”. Están tratando de aislar a los intelectuales progresistas, escritores, jóvenes y estudiantes del movimiento revolucionario y colocarles en oposición a él. El BJP, el frente de izquierda y otros gobiernos estatales están también colaborando con el Gobierno de la UPA en esto. El BJP ha apoyado al Gobierno de la UPA en los pasados diez años en todas las políticas importantes. La única diferencia está en donde se encuentren –ya sea gobernando o en la oposición.
Todas sus acusaciones y contracusaciones se hicieron con la intención de engañar al pueblo. Tampoco existe mucha diferencia entre los gobiernos central y de los Estados en este asunto sea cual sea el partido en el poder. De forma similar, la represión no queda confinada sólo a las zonas del movimiento maoísta. Las luchas contra POSCO, contra la central nuclear de Kudamkulam, son claros ejemplos de esto. La hegemonía de los imperialistas estadounidenses en las esferas económica, política, militar y cultural y la intervención de su agencia de inteligencia, el FBI, han aumentado durante el gobierno de la UPA. Las revelaciones de Wikileaks dejaron claro que cerca de cien mil soldados y oficiales estadounidenses se encuentran clandestinamente en nuestro país y están proporcionando toda clase de apoyo y ayuda directa e indirectamente para imponer el fascismo sobre el pueblo.
El Partido del Congreso que estuvo  de forma continuada en el poder durante diez años siguió las políticas proimperialistas, proburguesía burocrática compradora y prograndes terratenientes y fue responsable de las agonizantes condiciones de vida del pueblo y la desastrosa economía de nuestro país y de las masacres de miles de personas y activistas de diversos movimientos democráticos y revolucionarios, la persecución de las minorías religiosas en nombre de combatir al “terrorismo”. Se ganó la dudosa distinción de ser el originador de las más grandes y más numerosas estafas y corrupción en la historia parlamentaria de nuestro país.  Como resultado se ganó el intenso odio del pueblo.
Para escapar a esto y engañar al pueblo, el Partido del Congreso está presentando su principal eslogan de “Bharat Nirman” apuntando hacia el “desarrollo” que logró en sus diez años de gobierno y sobre las leyes anticorrupción, de adquisición de tierras, seguridad alimenticia y Birbhaya y programas de bienestar que formuló. El Partido del Congreso ha estado en el poder a nivel central y en la mayor parte de los Estados la mayoría del tiempo desde 1947. Fue responsable principal de estar en el poder un periodo tan largo de tiempo por las políticas antipopulares que fueron formuladas e implementadas. Las masacres de minorías religiosas, particularmente la masacre de sikhs en 1984, se produjeron bajo su gobierno. Aunque Sangh Parivar fue directamente responsable de la destrucción de Babri Masjid, fue el Partido del Congreso desde el centro el que estuvo tras este gran hecho dramático.
Fue el principal responsable de reprimir las justas luchas de liberación nacional de Cachermira y más recientemente del Noreste masacrando a decenas de miles de jóvenes a través de su fuerza bruta. Implementó todas estas políticas antipopulares apoyándose en la ayuda de otros partidos parlamentarios cuando estaba en el poder así como colaborando con las alianzas gobernantes cuando no estaba en el poder. ¿Quién otro sino el Partido del Congreso ha sido el principal responsable por las insufribles condiciones de los obreros, campesinos, sectores de la pequeña burguesía, nacionalidades oprimidas, dalits, adivasis, minorías religiosas, mujeres, pequeños y medianos capitalistas de nuestro país? El pueblo no es tan crédulo para tragarse que su “Bharat Nirman”, los autodenominados programas de bienestar, la falsa pose anticorrupción y el principal ataque del BJP es contra el gobierno corrupto del Partido del Congreso. Está claro que no tiene básicamente ninguna política distinta que la del Partido del Congreso en ninguno de los principales asuntos a los que se enfrenta el pueblo y el país y cuenta con las mismas políticas corruptas, traicioneras y dictatoriales en cualquier campo.
Con la directiva de la RSS, el BJP anunció al fanático hindú y asesino de masas Narendra Modi como su candidato a primer ministro. Está ocultando su programa chovinista hindú tras el modelo de “Gujarat Vikas” y está concentrando toda su maquinaria en torno a Modi para conquistar el poder a nivel central una vez más. El modelo “Gujarat Vikas” significa aterrorizar a las minorías musulmana y cristiana, adueñarse de sus propiedades, expulsarles de sus hogares o hacerles más serviles a través de las masacres de las minorías religiosas musulmanas y someterles a innumerables atrocidades junto con las atrocidades a las minorías religiosas cristianas; convirtiendo al Estado entero en el centro de las inversiones de las empresas multinacionales y la gran burguesía y abriendo las puertas a su inacabable explotación y opresión.  El Sangh Parivar y el BJP buscan establecer su modelo hitleriano bajo el disfraz de “Vikas” en todo el país llegando al poder en estas elecciones. El Partido del Congreso llegó al poder en las dos legislaciones anteriores y se ganó la intensa furia del pueblo.
Así, las clases dominantes y los imperialistas norteamericanos están apoyando abiertamente la candidatura de Modi para el puesto de Primer Ministro dado que pondría en práctica su despiadado programa. En este sentido,  los medios de comunicación están haciendo propaganda de Modi a gran escala. Su intento por ganar las elecciones de Delhi a través de introducir la división religiosa por medio de disturbios religiosos en Muzaffarnagar, indica su auténtico rostro fascista. La declaración de Rajnath Singh de hace unos días antes que se anunciaran las fechas de las elecciones, pidiendo perdón a los musulmanes “por si en algún lugar se hace algo malo contra ellos”, no es más que una estratagema para ocultar la masacre de musulmanes llevada a cabo por Modi en Gujarat y obtener sus votos.
¿Pero cómo pueden las minorías religiosas musulmana y cristiana olvidar las masacres, la discriminación, la represión y el chovinismo que sufrieron a manos del Sangh Parivar ya desde 1947 hasta los recientes asesinatos en Muzaffarnagar? El progromo y persecución de las minorías religiosas en Gujarat bajo Modi se encontraron con una oposición sin precedentes y las protestas no sólo en Gujarat sino por todo el país. Incluso si llegan al poder, los fascistas hindúes tendrán que enfrentarse a la resistencia activa a nivel estatal de las minorías musulmana y cristiana y de las fuerzas revolucionarias y democráticas. Esta sería entonces  la tarea más importante de estas fuerzas. La AAP que nació y creció con un trasfondo de ONG y fondos y apoyo de los imperialistas y el NRI, no va a las raíces de este sistema y a los problemas básicos del pueblo y está recurriendo a los hitos gandhianos para resolver los problemas del pueblo.
No disponen de solución alguna a los problemas básicos de las clases, pueblo y sectores oprimidos que están siendo reprimidos bajo la opresión y explotación. Está sirviendo de válvula de seguridad para alejar la emergente furia popular hacia soluciones pacíficas y parlamentarias. Los auténticos asuntos del pueblo  nunca salen a debate en el parlamento y las asambleas que se encuentran bajo el control de los imperialistas, la burguesía burocrática compradora y los grandes terratenientes. ¿Dónde está el lugar para la democracia en este sistema donde los votos se pueden comprar con dinero, licor, y sentimientos religiosos y de casta? Es ridículo llamarle a esto una democracia cuando los criminales, los bandidos y los políticos corruptos notorios ganan las elecciones. De hecho, cuando miramos la historia encontramos que los problemas siempre se han resuelto a través de las luchas populares, las luchas de clases y la guerra popular prolongada y no por medio de foros parlamentarios.
Siendo las elecciones llevadas a cabo cada vez como una farsa, la Comisión Electoral de la India prometió fortalecer la democracia durante estas elecciones y está tratando de introducir varias reformas al tiempo que incluir unas orientaciones conforme a un decreto del Tribunal Supremo. Como parte de fortalecer la democracia, el Tribunal Supremo emitió una serie de decretos para dotar a los votantes del derecho a “rechazar”. Como resultado, el botón “NOTA” fue introducido en las máquinas de votación por vez primera durante las elecciones a la asamblea en cinco Estados en 2013. Ahora, durante las actuales elecciones a la Cámara Baja, esto se ha introducido por todo el país. De hecho, esto derecho NOTA suprime el “derecho a destituir” a los representantes elegidos al que el pueblo debería tener derecho. Si realmente quieren dar el “derecho a rechazar”, ¿por qué entonces, en nombre de llevar a cabo unas elecciones “libres y justas”, están desplazando a cientos de miles de miembros de las fuerzas armadas gubernamentales a las zonas donde nuestro Partido ha llamado al boicot de las elecciones y están llevando a cabo ataques, operaciones de búsqueda, detenciones, asesinatos y masacres?
El gran maestro marxista Lenin señaló en su obra “El Estado y la Revolución”: “Las elecciones se celebran para decidir qué miembro de la clase dominante va a reprimir y aplastar al pueblo a través del parlamento –tal es la auténtica esencia del parlamentarismo burgués, no sólo en las monarquías parlamentarias constitucionales, sino también en las repúblicas más democráticas”. Esto es más aplicable aún a nuestro país semicolonial y semifeudal que se presenta como “la mayor democracia del mundo”. Esa es la razón por la cual ninguna de las masas oprimidas piensa que sus vidas cambiarían o que habrá un cambio fundamental en este sistema a través de estas elecciones. En todas las elecciones celebradas en nuestro país hasta ahora, un considerable número de votantes se están distanciando de votar. Los partidos más fuertes ocupan los colegios electorales y llevan a cabo la manipulación de los votos. Incluso aquellos que votan no lo hacen pensando que estas elecciones les beneficiarán. Votan sólo por necesidades locales u otras presiones o señuelos tales como casta, religión, regionalismo, dinero, licor, bandidismo, etc. No existe alternativa para el pueblo en este falso sistema parlamentario. Todos los principales partidos que se presentan a las elecciones están subordinados a los imperialistas y representan a las clases explotadoras dominantes indias.
Todos estos partidos son antipopulares, traicioneros, corruptos, opresores, reaccionarios y fascistas en su naturaleza. Sirviendo a los intereses del imperialismo, la burguesía burocrática compradora y la clase de los grandes terratenientes, manteniendo intacto el sistema semicolonial y semifeudal y aplastar todos los movimientos democráticos y revolucionarios es el objetivo de estos partidos. Se unen para reprimir a nuestro Partido, el Partido Comunista de la India (Maoísta), que está saliendo a la palestra como una alternativa a todo eso, a la Revolución de Nueva Democracia dirigida por él y a sus embrionarios nuevos órganos de poder político que representan la república federal democrática popular india basada en la auténtica democracia y en el principio de apoyarse en las propias fuerzas.
Aunque estos partidos compradores se revuelcan en la pocilga parlamentaria por el poder y se embarcan en peleas de perros entre sí por su porción del saqueo, cuando se trata de aplastar al movimiento revolucionario etiquetándole de “la más grave amenaza a la seguridad interna” de nuestro país, son todos unánimes. Están recurriendo a una dura ofensiva multiprolongada conforme a la estrategia y táctica de Conflicto de Baja Intensidad dictado por EE.UU. Sus engañosas propuestas para Conversaciones de Paz y programas de reformas tienen por objetivo desviar al pueblo y a los demócratas y llevar a cabo una mayor ofensiva contra el movimiento revolucionario. La ofensiva multiprolongada a nivel nacional emprendida en nombre de la Guerra Contra el Pueblo – Operación Cacería Verde desde mediados del 2009 por el Gobierno central en conjunción con el BJP y junto con los distintos gobiernos estatales, es parte de todo esto.
Están tratando sin éxito por medio de la represión de preservar este podrido sistema explotador. Pero en un contexto donde las condiciones revolucionarias están madurando día tras día, están condenados a ser barridos por el pueblo. El actual sistema de explotación no puede ser transformado por medio de elecciones. Los problemas básicos del pueblo no se resolverían. Incluso sus necesidades básicas no se pueden satisfacer. Todos los partidos electoreros están muertos frente a una democracia auténtica, la independencia y soberanía de nuestro país.
Ninguno de ellos está moralmente cualificado para pedirle al pueblo que les vote. Esa es la razón por la cual nuestro Partido está haciendo un llamamiento a todo el pueblo de la India a boicotear estas fraudulentas elecciones al parlamento y las asambleas y a avanzar en el camino de la Guerra Popular Prolongada para la victoria de la Revolución de Nueva Democracia que se desarrolla con la revolución agraria como el eje sobre la base de “la tierra para el que la trabaja”, para construir una república federal democrática popular india. Este nuevo Estado democrático será la dictadura democrático popular ejercida por el frente unido conformado por el proletariado, el campesinado, la pequeña burguesía y la clase de la burguesía nacional bajo la dirección del proletariado, basada en la alianza obrero-campesina y que libere a nuestro país de las garras de los imperialistas, la burguesía burocrática compradora y los grandes terratenientes.
(Abhay) Portavoz
Comité Central, Partido Comunista de la India (Maoísta)

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lunes, 7 de abril de 2014

INDIA – NOTICIAS DE LA GUERRA POPULAR


Nota –Las siguientes noticias han sido extraídas del blog del Comité Internacional de Apoyo a la Guerra Popular en la India http://icspwindia.wordpress.com/  y de la web Signalfire http://www.signalfire.org/ las cuales Gran Marcha Hacia el Comunismo han traducido al español:
LOS MAOÌSTAS EN ODISHA LLAMAN A LA HUELGA EL 10 DE ABRIL CONTRA LAS ELECCIONES
Bhubaneswar – 1 Abril 2014 – La agencia IANS informa que el PC de la India (Maoìsta) ha llamado al pueblo al boicot de las elecciones y convocado una huelga en Odisha el 10 de abril. Según un comunicado en audio de Umakant, que se identificó como dirigente de la división Bansadhara-Ghumusar-Nagabali del PCI (Maoísta), y dirigido a los medios de comunicación, se califica como antipopulares a los partidos políticos BJD, Partido del Congreso y BJP, y se llama a los habitantes de los 4 distritos del sur - Koraput, Rayagada, Kalahandi y Kandhamal- a secundar la huelga el 10 de abril en que están previstas se celebren las elecciones. En el comunicado se acusa también al Gobierno del BJD de explotar a los pobres, a los habitantes de las tribus oprimidos e inocentes y de haber entregado sus tierras, bosques, agua y minerales a las empresas. “El pueblo debe echar a este partido del poder”, declaró Umakant. Por otra parte, la semana pasada la policía se incautó de varios carteles colocados por los maoístas en el distrito Rayagada. Según la agencia IANS, los maoístas están activos en más de la mitad del Estado y la zona donde han convocado la huelga está considerada como su bastión.
MASIVO ENVÍO DE MENSAJES SMS DE LOS MAOÍSTAS  AL PUEBLO DE BIHAR Y JHARKHAND LLAMANDO AL BOICOT A LAS ELECCIONES A LA CAMARA BAJA DEL PARLAMENTO
1 Abril 2014 – Por vez primera, según la policía india, los maoístas están utilizando el servicio de mensajes SMS para llamar al pueblo a boicotear las elecciones a la Cámara Baja del Parlamento en Bihar y la vecina  Jharkhand, informa la agencia IANS. Un oficial de policía declaró: “Los maoístas están enviando masivamente mensajes SMS a los usuarios de teléfonos móviles llamándoles al boicot a las elecciones”. Los mensajes van firmados por Avinash, portavoz del Comité de la zona fronteriza del Partido Comunista de la India (Maoísta). Y el oficial de policía añadió: “En los SMS los maoístas exhortan a los obreros, campesinos, jóvenes, intelectuales progresistas, ancianos y personas nacionalistas y revolucionarias a boicotear las elecciones”. El PCI (Maoìsta) llama también a sus cuadros del Partido y sus distintas unidades, incluido el Ejército Guerrillero de Liberación Popular, por medio de los SMS, a colocar como objetivo y atacar a las fuerzas de seguridad durante las elecciones. Los maoístas han llamado también al boicot en los distritos de Jamui, Lakhisarai, Banka, Gaya y Aurangabad por medio de carteles. En la convocatoria al boicot de las elecciones, los carteles exigían la retirada de las fuerzas involucradas en las operaciones de contrainsurgencia. La policía ha intervenido y retirado estos carteles en varios lugares.
PARALIZADO EL TRAFICO Y LA ACTIVIDAD EN LOS MERCADOS DE BASTAR POR EL BANDH (HUELGA GENERAL) CONVOCADO POR LOS MAOÍSTAS
Raipur – 29 Marzo 2014 – Según la agencia TNN, el bandh (huelga general) convocado por los maoístas en Bastar (Chhattisgarh) tuvo su expresión en los boquetes excavados en las carreteras y árboles atravesados en medio de ellas para interrumpir el tráfico, al tiempo que fue difundida propaganda. Durante la llamada “bandhi saptah”, o semana por los presos, los maoístas y sus simpatizantes ejercieron una amplia actividad en muchas de las zonas de los 7 distritos de la región de Bastar. Los mercados semanales estuvieron cerrados en Durgkondal en el distrito de Kanker y no hubo tampoco actividad en los mercados de Narayananpur y Bijapur
TRAFICO FERROVIARIO INTERRUMPIDO Y 3 VAGONES DE TREN  Y LOCOMOTORA QUEMADOS EN UN ATAQUE DE LA GUERRILLA MAOISTA EN DANTEWADA
Raipur - 29 Marzo 2014- La web del periódico Daily Bashkar comunica que tres vagones de un tren de mercancías y su locomotora resultaron descarrilados por el ataque de la guerrilla maoísta en el distrito de Dantewada de Chhattisgarh. El superintendente de policía de Dantewada declaró: “Los maoístas dañaron la vía férrea del trayecto Kirandul-Visakhapatnam que recae bajo la jurisdicción de la comisaría de policía de Bhansi, debido a que 3 vagones de un tren de mercancías y su locomotora fueron descarrilados”. Según la policía el hecho ocurrió el último día del bandh (huelga general) convocado por los maoístas en Dandakaranya.
200 GUERRILLEROS MAOÍSTAS ATACAN LAS INSTALACIONES DE LA EMPRESA ESSAR STEEL EN CHHATTISGARH
Raipur - 29 Marzo 2014 – El corresponsal del periódico Business Standard informa que, horas antes de la llegada del candidato del partido BJP a la región de Bastar en Chhattisgarh, un grupo compuesto por 200 guerrilleros maoístas atacó las instalaciones de la empresa de acero Essar Steel en Kirandul, distrito de Dantewada. En el transcurso del ataque, los guerrilleros quemaron 17 camiones aparcados en la nave de carga de la empresa y luego se retiraron a los bosques próximos al lugar.
DOS POLICÍAS HERIDOS AL EXPLOTAR UNA MINA TERRESTRE EN ODISHA
28 Marzo 2014 – Según la agencia PTI, dos policías de la Fuerza de Seguridad Fronteriza (FSF) resultaron heridos cuando guerrilleros maoístas hicieron explotar una mina terrestre en el distrito Malkangiri de Odisha. El incidente ocurrió a las 9.30 horas de la mañana cuando los policías realizaban una operación contra los insurgentes maoístas en las junglas del distrito
PARALIZADA LA ACTIVIDAD COMERCIAL Y EL TRAFICO EN BIHAR-JHARKHAND EN RESPUESTA AL BANDH (HUELGA GENERAL) CONVOCADO POR EL PCI (MAOISTA)
Ranchi – 28 Marzo 2014 – El corresponsal del periódico “Hindustan Times” informa que el bandh (huelga general) de 24 horas convocado por el PC de la India (Maoísta) paralizó la vida normal en las zonas del interior de Bihar-Jharkhand. La convocaoria del bandh era en protesta por el asesinato de 15 comandantes guerrilleros maoístas, incluido Lalesh Yadav, portavoz del Comité de la Zona Especial de Bihar-Jharkhand Chhattisgarh Norte. No se han producido incidentes. Los maoístas habían colocado carteles en diversos lugares del Estado en los días pasados, llamando además al pueblo a boicotear las elecciones. La actividad comercial en los mercados de la zona dominada por los maoístas permaneció paralizada y no hubo presencia de autobuses ni vehículos pesados en las carreteras. La actividad en el cinturón minero de Bermo quedó también paralizada. En la zona hubo una extensa vigilancia policial.
CARTELES MAOÌSTAS EN KERALA LLAMAN AL BOICOT ELECTORAL
Nilambur - 27 Marzo 2014 – Carteles maoístas firmados por Janakeeya Janadipathya Sangham llamando al boicot a las elecciones y a unirse a la revolución y por una India libre de explotación han aparecido en las zonas de Vazhikkadayu y Edakkara en Kerala, informa la agencia de noticias Express News Services. Con anterioridad, en las zonas tribales de Nilambur, ya había aparecido propaganda maoísta llamando al boicot a las elecciones.
LA GUERRILLA MAOÍSTA VUELA DOS TORRES DE COMUNICACIÓN DE TELEFONÍA MÓVIL EN BIHAR
Patna – 27 Marzo 2014 – La web informativa Zee News informa que un grupo de un centenar aproximado de guerrilleros maoístas colocaron por la noche sendos artefactos explosivos en dos torres de comunicación de  telefonía móvil, destruyéndolas, en las aldeas de Manjhauli y Dumaria Bazar en el distrito de Gaya en Bihar. Además la policía encontró un artefacto explosivo en la estación de ferrocarril ubicada entre Gaya y Mughal Sarai. Según la policía el artefacto pretendía desbaratar la actividad electoral en la zona del candidato del BJP.
EXTENSA CAMPAÑA DE PROPAGANDA MAOÍSTA CONTRA LAS ELECCIONES EN  JHARKHAND Y BENGALA OCCIDENTAL
Dhanbad – 26 Marxo 2014 – Diversos medios infomativos de la India dan cuenta que los maoístas han pegado carteles y repartido octavillas llamando a los aldeanos de más de una docena de pueblos de  Jharkhand y Bengala Occidental a no votar en las elecciones del próximo 24 de abril, además de exigir la libertad de los dirigentes y trabajadores detenidos, así como a que se ponga fin a la Operación Cacería Verde y contra la corrupción y las atrocidades cometidas por la policía contra aldeanos inocentes. En la propaganda, firmada por la Comisión Militar Regional de Jharkhand de la organización maoísta, se llamaba también a expulsar a los fascistas de los partidos PCM, Partido del Congreso y BJP. Los maoístas han visitado y colocado carteles en las aldeas de Tilaiya, Gurga, Birajpur Chawk, Escuela Superior de Birajpur, Sadhobad, Barbadih, Kharni Vidyalaya, Aasbani, Yadavpu y Kharni More. Según un testigo presencial, un grupo compuesto por unas 25-30 personas penetró por la noche en su aldea pegando carteles contra las elecciones en las paredes de las casas, centros escolares y lugares públicos y repartiendo hojas en cada una de las casas.
LA EXPLOSIÓN DE UNA MINA AL PASO DE UN VEHICULO POLICIAL HIERE A 4 POLICIAS EN JHARKHAND
Ranchi/Bokaro – 26 Marzo 2014 – Un oficial de la policía y 3 jawans resultaron heridos al explotar una mina activada por guerrilleros maoístas en el distrito de Khunti, a 40 km de la ciudad de Ranchi, informa la agencia de noticias TNN. La explosión fue tan fuerte que lanzó contra el aire el vehículo en el que viajaban 15 policías y abrió un cráter en la carretera. Según la policía los maoístas colocaron el artefacto, compuesto por unos 10 kg de explosivos, en medio de la carretera y lo conectaron con un cable activándolo desde el bosque próximo. Se produjo entonces un enfrentamiento armado entre los policías y los guerrilleros maoístas que duró más de una hora. La policía detuvo posteriormente a tres personas como sospechosos de haber participado en la acción guerrillera.
LA POLICÍA DE ODISHA RETIRA CARTELES DE LOS MAOÍSTAS LLAMANDO AL BOICOT DE LAS ELECCIONES
Narayanpatna (Koraput) – 26 Marzo 2014 – La web del periódico Odisha Sun Times informa que la policía se ha incautado de varios carteles maoístas en la zona de Narayanpatna, distrito de Koraput, en Odisha. Los carteles firmados por el Comité Divisional de Srikalulam-Koraput llamaban al pueblo a boicotear las elecciones y rechazar a los dirigentes locales de los que dicen no hacen nada por el bienestar del pueblo y los oprimidos de las tribus. Los carteles llamaban también al pueblo a reafirmar sus derechos desarrollando la guerra popular en cada aldea.
NUEVO PORTAVOZ DEL PC DE LA INDIA (MAOÍSTA) EN DANDAKARANYA
25 Marzo 2014 – El periodista Sujovit Bagchi escribe en la web del periódico  The Hindu que el Partido Comunista de la India (Maoìsta) ha designado un nuevo portavoz en su fortaleza de Dandakaranya, en la India central. El nuevo portavoz ha recibido el nombre de Gudsa Usendi, quien fuera el primer mártir tribal de Dandakaranya en los años 80. Según el periódico, el PCI (Maoísta) ha reorganizado el Comité Regional Norte (CRN) denominándolo ahora Comando Unificado Regional Norte –combinando todas las unidades del Partido, además del frente de masas, las milicias y el ejército bajo su mando. En el primer comunicado de prensa firmado por Gudsa Usendi y que ha recibido The Hindu, el nuevo portavoz del PCI (Maoísta) hace referencia a la convocatoria de un bandh (huelga general) en Dandakaranya el 29 de marzo. “El bandh es para exigir los derechos de los presos políticos en diversas cárceles del país. La camarada del Partido Nirmalakka se encuentra en la cárcel de Jagdalpur desde hace 7 años. En estos años, ha sido procesada en 145 casos. Sin embargo fue declarada inocente en más de 100 lo que ilustra cómo el pueblo en Chhattisgarh es encausado en casos falsos.” El comunicado añade que: “Además, miles de jóvenes de las tribus son detenidos sólo por encontrarse en las zonas de conflicto. En la mayoría de los casos centenares de muchachos son encarcelados y se les mantiene sin  juicio durante años por crímenes de los que ni siquiera tienen noción”. Además en el comunicado se señala que las condiciones de vida de los presos en Chhattisgarh y las zonas limítrofes “va de mal en peor” y que el Partido ha convocado una semana de resistencia del 23 al 29 de marzo.
5 POLICÍAS HERIDOS EN DOS ATAQUES DE LOS GUERRILLEROS MAOÍSTAS EN JHARKHAND
Ranchi – 25 Marzo 2014 – Según informa la web de la agencia de noticias Zee News  la guerrilla maoísta llevó a cabo dos ataques en Jharkhand. En uno de ellos 4 miembros de las fuerzas de seguridad del régimen reaccionario indio resultaron heridos cuando los guerrilleros detonaron una mina terrestre al paso de un vehículo policial en la jungla Potana en el distrito Khunti, a unos 70 km de Ranchi. En el otro ataque, un policía resultó herido en un enfrentamiento armado que duró más de 3 horas con los guerrilleros maoístas en el distrito Garwah, próximo a la frontera con Chhattisgarh.
LA POLICÍA LOCALIZA UN CAMPAMENTO  DE LA GUERRILLA MAOÍSTA EN LA FRONTERA DE ODISHA-JARKHAND
Bisra/Rourkela – 25 Marzo 2014 – Un campamento de la guerrilla maoísta ubicado en las zonas de Nuagaon y Rehladu, junto a la frontera entre Odisha y Jarkhand fue descubierto por la policía de Jarkhand y personal de la Fuerza Policial de la Reserva Central (FPRC), informa la web del periódico  Odisha Sun Times. El descubrimiento tuvo lugar tras una operación policial contra la insurgencia maoísta después de conocerse que el dirigente maoísta Anmol Hembram dirigía un campamento guerrillero dentro de un bosque en el distrito de Deogarh. Cuando la policía llegó al lugar los guerrilleros ya habían desmantelado el campamento llevándose sus armas.
PANCARTAS Y CARTELES  FIRMADOS POR LOSMAOÍSTAS  LLAMAN AL BOICOT DE LAS ELECCIONES EN RAYAGADA (ODISHA)
Rayagada - 23 Abril 2014 – La agencia de noticias Express News Service comunica que carteles y pancartas firmadas por los maoístas han aparecido en Rayagada (Odisha) en los que se llamaba a los lugareños a boicotear las elecciones. Hace unos días carteles similares fueron pegados en las áreas de Mahiguda y Dasmantpur de Koraput donde se acusaba a todos los partidos políticos de estar en contra del pueblo y llamando a los lugareños a no votar el 10 de abril y a no dejar que los políticos de dichos partidos entren en las aldeas a hacer campaña.
GUERRILLEROS MAOÍSTAS INTERRUMPEN CON DISPAROS  UN ACTO Y QUEMAN UN JEEP EN LA ALDEA KHUNTI EN JARKHAND
Khunti (Jharkhand) – 22 Marzo 2014 – Las agencias de noticias informan que, según la policía, un grupo compuesto por unos 20 guerrilleros maoístas se presentó en la aldea Khunti, a 30 km de Ranchi, en Jarkhand   mientras se celebraba un acto social por la noche al que asistían 400 personas  y comenzó a disparar sus armas al aire, interrumpiéndolo y quemando un jeep. Dos personas resultaron heridas en el transcurso del pánico que se produjo entre los asistentes al acto al tratar de huir. Algunos de los lugareños informaron que el ataque estaba dirigido contra la familia y amigos de Raila Dhingra Munda por su trabajo como oficial especial de la policía que viene recabando información para la policía del distrito. En el año 2010 un hermano de Munda fue aniquilado por guerrilleros maoístas por ser también oficial especial de la policía.
DOS ATAQUES DE GUERRILLEROS MAOÍSTAS EN JHARKHAND FINALIZAN CON DOS HERIDOS, UN EDIFICIO VOLADO Y UN VEHÍCULO INCENDIADO
Ranchi – 22 Marzo 2014 – La web informativa india IANS da cuenta de que guerrilleros maoístas efectuaron dos ataques en Jharkhand. En uno de los ataques los guerrilleros hirieron a dos personas en la aldea Marangdih y prendieron fuego a un vehículo. En el otro ataque los guerrilleros volaron un edificio en la aldea Khukra del distrito de Giridih, a 160 km de Ranchi, y, según decían panfletos arrojados por los guerrilleros durante la acción, había sido utilizado por la policía como lugar de albergue durante las elecciones a la Cámara Baja
MUERE UN GUERRILLERO MAOÍSTA EN UN ENFRENTAMIENTO ARMADO CON LA POLICÍA EN CHHATTISGARH
Raipur – 22 Marzo 2014 – Un guerrillero maoísta resultó muerto en un enfrentamiento armado con la policía en la zona boscosa de la aldea Gundipur, en el distrito Bijapur de Chhattisgarh, informa la agencia de noticias PTI. El suceso ocurrió cuando un grupo de policías patrullaba la zona y fueron atacados con armas de fuego por guerrilleros maoístas, dejando un guerrillero muerto y el resto consiguió huir.
LA POLICIA DESTRUYE UN CAMPAMENTO MAOÍSTA EN ODISHA
Gajapati – 21 Marzo 2014 – La agencia de noticias ANI informa que la policía del distrito Gajapati de Odisha destruyó un campamento utilizado por los maoístas en los bosques Salimagochla y Terubadi del distrito. En el lugar la policía se apoderó de 3 rifles, un artefacto explosivo, 160 ristras de cartuchos y dos revistas maoístas.
COMBATE ENTRE GUERRILLEROS MAOÍSTAS Y FUERZAS DE LA POLICÍA ACABA CON EL DESMANTELAMIENTO DE UN CAMPAMENTO GUERRILLERO EN CHHATTISGARH
Nabarangpur – 19 Marzo 2014 – Distintas agencias de noticias de la India informan que un campamento guerrillero maoísta en la zona de Haldi Ghat que bordea Raighar y Amlipada, en Chhattisgarh, fue desmantelado por fuerzas de la policía tras una operación de dos días contra los insurgentes maoístas de las divisiones Meinpur y Nuapada del PC de la India (Maoísta), muy activas en Odisha y Chhattisgarh. En la operación antimaoísta participaron unidades de la Fuerza Voluntaria del Distrito, Grupo de Operaciones Especiales, Policía de la Reserva Armada y jawans de la Fuerza de Sguridad de Nabarangpur y Frontera que asaltaron el bosque donde tenían conocimiento de la existencia de un campamento guerrillero maoísta. Al ser descubiertos, los guerrilleros maoístas que se encontraban en el campamento abrieron fuego y tras un encarnizado combate escaparon del lugar.  La policía encontró seis tiendas de campaña temporales que podrían albergar a unos 50 guerrilleros, que  escaparon en su totalidad. Según la policía, el campamento habría sido establecido recientemente por la guerrilla maoísta para actuar con contra de las próximas elecciones. En el lugar la policía se incautó de armas y municiones, incluyendo 8 minas terrestres, tres fusiles SBML, una pistola de 8mm, 70 detonadores, siete rollos de cable, un panel solar, 5 kg de explosivos, uniformes y literatura maoísta, radios y botiquines, entre otro material. Por las ropas encontradas, la policía informó que habría mujeres entre los guerrilleros y no hubo bajas por ninguna de las partes.
LOS MAOÍSTAS PROHIBEN EL HIMNO DEL ESTADO REACCIONARIO INDIO EN LAS ESCUELAS DEL DISTRITO DE NARAYANPUR EN CHHATTISGARH
Bastar – 16 Marzo 2014 – Según la web del periódico indio Deccan Chronicle,  los maoístas han prohibido el uso del himno nacional del Estado reaccionario indio en las escuelas de las  zonas bajo su influencia de Madh, distrito de Bastar sur de Narayanpur en Chhattisgarh. Algunos maestros de la zona informaron al periódico que los maoístas han emitido comunicados prohibiendo en las escuelas el canto del himno del Estado indio e incluso restricciones a su uso con ocasión del Día de la Independencia y el Día de la República. Según este periódico, éstas escuelas están bajo el control completo del “Jantan Sarkar”, el gobierno paralelo que dirigen los maoístas de la zona.
LA UNIVERSIDAD B R AMBEDKAR DE BIHAR CERRADA 10 DÍAS TRAS LA APARICIÓN DE CARTELES MAOÍSTAS
Muzzaffarpur – 16 Marzo 2014 – La agencia informativa india TNN comunica que todas  las instalaciones (oficinas, aulas, departamentos de postgraduado y residencias) de la Universidad B R Ambedkar de Bihar han cerrado sus puertas como “medida precautoria” durante 10 días tras la aparición de carteles en las paredes del campus universitario firmados por los maoístas donde denuncian las atrocidades cometidas contra los dalits y los recientes enfrentamientos entre estudiantes por el problema de las castas y donde se amenazaba a los culpables de estos sucesos.
GUERRILLEROS MAOÍSTAS EN BIHAR INCENDIAN UN SURTIDOR DE GASOLINA PROPIEDAD DE UN CABECILLA DEL REACCIONARIO BJP Y ATACAN SU CASA
Muzzaffarpur – 14 Marzo 2013 – La agencia de noticias PTI citando fuentes de la policía informa que un grupo de entre 25-20 guerrilleros maoístas atacaron con armas de fuego y bombas e incendiaron el surtidor de gasolina propiedad de Ram Surat Rai, miembro de la Asamblea Legislativa  por el reaccionario partido BJP [Partido Popular Indio], prendiendo fuego además a un camión cisterna y luego acudieron a la casa de Surat Rai disparando y lanzando bombas contra ella, hecho que ocurrió en la zona bajo la jurisdicción de la comisaría de Ahiapur, en Bihar.

GALIZA: Imaxes da protesta contra a corrupción convocada polo MLP na Coruña.






viernes, 4 de abril de 2014

GALIZA: Profundo pesar pola morte do compañeiro Paio.




A repentina morte do compañeiro José Luis Martin Freire "Paio", historico dirixente sindical galego, ten golpeado moi forte a todas e todos os que tivemos o privilexio de compartir seus anos de loita polos dereitos da clase obreira. Dende Dazibao Rojo queremos amosar o noso fondo pesar e berrar:

Compañeiro Paio, a loita continúa !

sábado, 29 de marzo de 2014

GALIZA: Na Coruña o MLP convoca manifestación contra a corrupción.


Faixa do Movemento de Loita Popular o 22-M na praza Colon, Madrid.


BRASIL: Llamado del FIP NÂO VAI TER COPA! FIFA GO HOME!

 
 
¡Viva el I Encuentro del Frente Independiente Popular (FIP-RJ)!
“¡No va a haber Copa, ni  elección; en  2014 el pueblo quiere revolución!”
Un gran llamado
El I Encuentro del Frente Independiente Popular de Rio de Janeiro (FIP-RJ) ocurrió en tres etapas, entre diciembre de 2013 y enero de 2014. Afrontando, hombro con hombro con los/las compañeros/as de la Aldeia Maracanã, la embestida de la Tropa de Choque en nuestra plenaria final el día 15 de diciembre, no esmorecimos en nuestro objetivo y seguimos con el trabajo de conclusión de los debates y deliberaciones.
La unidad del FIP, construida con base en una práctica concreta, a lo largo de meses de manifestaciones, distribución de volantes, debates, encarcelamientos, retrocesos y avances, encuentra hoy un nuevo componente: un programa aprobado en nuestro Encuentro, que más que una orientación, es un gran llamado a todos/as los/las luchadores/as de Rio de Janeiro. Un camino a seguir construido por centenas de activistas de las más distintas orientaciones ideológicas y políticas.
Ante las protestas populares crecientes, la única respuesta presentada por el Estado reaccionario brasileño ha sido el aumento implacable de la represión. Al cumplir 50 años del terror del golpe militar, las manifestaciones siguen siendo tratadas como cuestión de “seguridad nacional”. La Ley de Excepción de FIFA (“Ley General de la Copa”) y la legislación antiterrorismo instalarán un estado de excepción que recuerda los duros años de la dictadura militar.
Lejos de demostrar la fuerza del Estado, esas medidas comprueban el poder de lucha que tiene nuestro pueblo. No hay un día siquiera que el país no sea sacudido por algún foco de revuelta contra la situación de colapso del sistema de sanidad, transporte, educación, vivienda, contra el desempleo, la carestía o contra la propia violencia policial. El Brasil de 2014 no tiene nada de patria del fútbol, al contrario, es un barril de pólvora de dimensiones continentales.
Sabemos, sin embargo, que no basta ir a las calles. Es fundamental que tengamos claridad en cuanto a nuestros objetivos, que sepamos distinguir claramente a nuestros compañeros de lucha en la construcción de un país verdaderamente libre del sistema opresor que todavía intenta controlar sociedades en todo el mundo, de modo que el sudor y  la sangre derramados no sean aprovechados por oportunistas en busca de ascensión.
Es imperativa la defensa de la Revolución, o sea, de un cambio radical, que no pase por la institucionalización de la lucha sino por la destrucción de la institucionalidad política burguesa- latifundista: ese es el camino que el FIP-RJ señala para todos/as los/las activistas y se condensa en la consigna  acerca de la farsa electoral: “¡No vote, Luche por la Revolución!”
Ese futuro brillante sólo podrá ser construido a partir de un presente de grandes luchas y sacrificios. No será un grupo de iluminados quien lo hará, sino los millones y  millones de explotados de nuestra tierra, en la ciudad y en el campo. Por ello, luchar siempre al lado del pueblo es también un compromiso asumido por el Frente Independiente Popular. En ese momento, más  que nunca, los luchadores y  el pueblo que combate en las calles deben  darse la mano, erguir los puños,  organizarse y decir en alto y con  buen sonido que ante este sistema opresor y desigual, ¡Rebelarse es justo y necesario!
Breve historial del FIP-RJ:
Fundado en 02/08/2013, como fruto directo de las movilizaciones populares iniciadas en junio, el FIP-RJ se ha transformado hoy en uno de los principales polos del activismo combativo de nuestra ciudad – y hasta del país. Fueron meses de distribución de volantes, agitaciones, manifestaciones, debates, plenarias, afrontando a todo  momento la provocación y la represión del Estado.
Abajo algunas de las principales luchas del FIP-RJ en ese breve período:
- Campaña “Fuera Cabral y la farsa electoral!”, participando de manifestaciones o convocándolas;
- Contra el aumento a los pasajes y por el Pase Libre para toda la población;
- Contra la represión policial dentro y fuera de las manifestaciones, contra la CEIV (Comisión Especial de Investigación de Actos de Vandalismo en Manifestaciones Públicas) y la ilegal ley de las máscaras – con la “táctica del cordón”, que aplicamos en varios de nuestros actos, impidiendo las revistas ilegales de la policía contra los manifestantes;
- Por la liberación de los presos políticos y la extinción de los procesos e averiguaciones, con debates en las universidades, manifestaciones en solidaridad con los compañeros presos en 07/09 y 15/10, entre otros, incluyendo la emocionante repartición de  volantes y agitación política en el Complejo Penal de Bangu;
- Contra el terrorismo de Estado de ayer y de hoy  y por la punición de los torturadores del régimen militar, teniendo como actividad central la Manifestación histórica el 7 de setiembre de 2013, que interrumpió el desfile militar;
- Contra la violencia policial (UPPs etc.) y los desalojos, interviniendo en Manguinhos, Horto, Aldeia Maracanã y en la Favela de Metrô-Mangueira;
- En defensa de la Aldeia Maracanã, inclusive reformando el espacio en la víspera de la realización do nuestro Encuentro;
- En total apoyo a la lucha de los profesores, con bloques combativos en las manifestaciones e intervención en las plenarias de la categoría;
- Inúmeras distribuciones de volantes en la Central de Brasil; también en Manguinhos, en el Horto, en la Favela Metro-Mangueira, en hospitales etc.
El breve historial de algunas actividades confirman categóricamente la disposición de los diversos compañeros/as que han emprendido esfuerzos en construir el FIP-RJ por el camino de la independencia y combatividad .Las actividades citadas han sido siempre mantenidas por nuestras propias fuerzas, y no han contado con NINGÚN CENTAVO del Estado o de cualquier partido electorero o candidato.
Nuestro propio Encuentro es un ejemplo: fue totalmente construido con base en donaciones y en el trabajo colectivo, lo que de hecho revolucionó un poco  cada uno de nosotros.
La existencia y el desarrollo del Frente Independiente Popular de Rio de Janeiro confirman la posibilidad del movimiento popular  liberarse de  las garras del oportunismo y del electoralismo, que tantas derrotas le han causado. Tal práctica nos da fuerza y fortalece aún más nuestra conciencia de que la emancipación de los trabajadores sólo puede ser obra de los propios trabajadores.

Importante documento de los camaradas de Nuevo Perú. (Primera parte)

 

Notas Sobre la Situación Internacional - Materiales de Información

Notas Sobre la Situación Internacional

¡BASTA YA DE EXPLOTACIÓN IMPERIALISTA! ¡DEBEMOS ACABAR CON ELLOS!

 “Finalmente ahora escuchemos esto, como vemos en el mundo, el maoísmo marcha inconteniblemente a comandar la nueva ola de la revolución proletaria mundial ¡entiéndase bien y compréndase! los que tienen oídos, úsenlos, los que tienen entendimiento y todos los tenemos manéjenlos ¡basta de necedades basta de oscuridades! ¡entendamos eso! ¿qué se desenvuelve en el mundo? ¿qué necesitamos? necesitamos que el maoísmo sea encarnado y lo está haciendo y que pase generando Partidos Comunistas, a manejar, a dirigir, esa nueva gran ola de la revolución proletaria mundial que se nos viene.
Todo lo que nos dijeron, la cháchara vacía y necia de la famosa "nueva etapa de paz" ¿en qué ha quedado? ¿qué de Yugoslavia? ¿qué de otros lugares?. Todo se politizó; eso es mentira. Hoy día la realidad es una, los mismos contendientes de la I y II Guerra Mundiales, están generando, están preparando la III nueva guerra mundial. Eso debemos saber y nosotros como hijos de un país oprimido somos parte del botín ¡No lo podemos consentir! ¡Basta ya de explotación imperialista! ¡Debemos acabar con ellos!. Somos del Tercer Mundo y el Tercer Mundo es base de la revolución proletaria mundial, con una condición, que los Partidos Comunistas enarbolen y dirijan. ¡Es lo que hay que hacer
!
( Presidente Gonzalo, Discurso del 24 de Septiembre de 1992, Lima, 1992, Ediciones Bandera Roja)

Con esta guía, en estas Notas, tratamos en forma polémica las cuestiones fundamentales, con respecto a las cuales se presentan problemas dentro del movimiento comunista internacional (MCI).Cuestiones, sobre las cuales no hay una unidad de comprensión, indispensable para la acción común en defensa del maoísmo y su aplicación a cada revolución específica. Esto es, para iniciar y desarrollar la guerra popular en cada país. Con ese propósito abordamos las cuestiones más candente de la actualidad mundial.

Antes de proseguir es necesario precisar, que estas Notas, corresponden a como hemos venido siguiendo el desarrollo de la contradicción principal y de la contradicción inter-imperialista (tercera contradicción) durante el año 2013, básicamente hasta septiembre-octubre, luego sólo hemos agregado una referencia a la “crisis de Ucrania” a mediados de enero del presente año. Las publicamos con algo de atraso porque, pese al tiempo transcurrido y a que no tocan directamente lo acontecido desde noviembre del año próximo pasado hasta estos días, conservan toda su actualidad. Sobre el desarrollo de la segunda contradicción (proletariado burguesía) trataremos en próxima entrega de estas Notas. La actual entrega la publicamos pese al retraso, guiados por lo establecido por Mariátegui, el fundador del PCP, quien en su "Escena Contemporánea" (1925): "Pienso que no es posible aprehender en una teoría el entero panorama del mundo contemporáneo. Que no es posible, sobre todo, fijar en una teoría su movimiento. Tenemos que explorarlo y conocerlo, episodio por episodio, faceta por faceta. Nuestro juicio y nuestra imaginación se sentirán siempre en retardo respecto de la totalidad del fenómeno. Por consiguiente, el mejor método para explicar y traducir nuestro tiempo es, tal vez, un método un poco periodístico y un poco cinematográfico". Y a continuación agregó: "He ahí otra de las razones que me animan a dar a la imprenta estos artículos". Hoy, nosotros agregamos, he ahí otra de las razones que nos animan a poner estas Notas o apuntes al alcance de nuestros lectores en la internet.Pero, no sin antes, hacer algunas precisiones sobre lo que se desarrolla en Ucrania.

Ucrania perteneció al imperio zarista antes de la Revolución de Octubre de 1917, con el triunfo de la revolución proletaria en 1919 en Ucrania, ésta se incorporó a la Unión Soviética. Pasando ha ser, como tal, un Estado de dictadura del proletariado y desarrollando la revolución socialista. Con el golpe contrarrevolucionario revisionista de Crushov en 1956, se restauró el capitalismo y la dictadura de la burguesía, con lo cual la ex Unión Soviética socialista devino nuevamente en  una inmensa "cárcel de los pueblos" y el sentimiento de ser ciudadanos soviético fue sustituído por el sentimiento nacionalista antiproletario dominante de "gran ruso", impuesto por el revisionismo como parte de su ideología burguesa, desatando el odio nacional. Con lo cual los revisionistas soviéticos cavaron su propia tumba, siendo estos enfrentamientos al interior del Estado revisionista, una de las causas que aceleró su hundimiento definitivo y su desarticulación. La superpotencia social imperialista, la ex Unión sovietica revisionista, se redujo a la Rusia imperialista. Es decir, quedó convertida en el "perro flaco" y prosiguió como superpotencia imperialista atómica, con un peso económico como el de la potencia imperialista de Italia y basada sobre todo en la exportaciópn de gas, petróleo y otras materias primas y armas.

Ucrania firmó en 1993 el tratado de la Comunidad de Estados Independiente, con lo cual reconocieron su condición de Estado perteneciente a la esféra de influencia de Rusia y su sujeción militar a la misma.Históricamente, el eje sobre el cual se estableció el viejo Estado zarista, del cual es continuación el Estado de la actual Rusia imperialista, es el que va de Kiev a Moscú y que luego se extendió a Petrogrado. Esto hace que el territorio de Ucrania, no sólo la peninsula de Crimea, sea considerada por el imperialismo ruso como su zona estratégica, como su propio territorio, sin cuyo control y dominio, la existencia del mismo Estado ruso como entidad independiente y sobre todo como superpotencia atómica es puesta definietivamente en cuestión.

Por lo anteriormente dicho,desde 1991 a la fecha, todo lo que hace la potencia Rusa respecto a Ucrania es para conservar este estatus y todo lo que hace la superpotencia hegemónica única, el imperialismo yanqui, y las otras potencias imperialistas como Alemania, Francia, Inglaterra, etc. es para suvbertir ese orden acentado sobre bases tambaleantes. No  ha terminado, como se palpa, el período de lucha contra las dos superpotencias. En este período está comprendido lo que se ha venido dando más acentuadamente desde los inicio de la década anterior y que han desenbocado en la actual situación que sacude a Ucrania, a Rusía y al mundo entero.

Entonces allí vemos la contienda de las dos superpotencias imperialistas, está ya no sólo se da por los países intermedios que los separan, como se verá en la parte correspondiente de estas Notas, sino que ha sido llevada al "propio territorio estratégico" de la superpotencia atómica rusa. Con lo cual, podemos establecer, que la anexión de Crimea por parte de Rusia de Putin, es un zarpazo desesperado de los imperialistas rusos bajo su dirección, empuñando la vieja doctrina del "gran ruso" ( como el "pobrecito ruso"), para tratar de mantener el piso que se les derrumba bajo sus pies acelerado por la subversión que impulsan los otros inmperialistas,atizando el odio nacional contra la población rusa y armando las hordas fascistas, que son descendiente políticos de quienes sirvieron a la Alemnania hitleriana contra el país soviético en la II Guerra Mundial, en aplicación del plan de aplastarlos como superpotencia atómica. No es señal de fortaleza sino de debilidad. Pero además, ¿qué nos revelan todos estos acontencimientos de la lucha de clases en esa región?, nos revelan una verdad que se trata de ocultar tras ellos,que es la agudizaciópn de la lucha de clases del proletariado contra la burguesía en ese país, que se está expresando en todas estas décadas, ahora mucho más, como contradicción masas contra gobierno en un país que es arena de contoenda entre las superpotencias y potencias imperialistas. Y como falta el Partido Comunista reconstituído, vemos que en este "río revuelto" se aprovechan las diferentes facciones burguesas y los imperialistas para desenrrumbar a las masas de su camino.

Por eso decimos, todos los males sin fin que padece el proletariado y el pueblo en ese país tienen un orígen, una causa, en la restauración capitalista. Por eso, en ese proceso histórico de restauración-contrarrestauración, que allí se está viviendo, lo que corresponde a los comunistas allí es reconstituir su partido, el PC como partido marxista-leninista-maoísta militarizado, que inicie la guerra popular para contrarrestaurar, es la revolución proletaria para restablecer la dictadura del proletariado y seguir desarrollando la revolución socialista. Esto se tiene que hacer en medio de la lucha contra la intervención extranjera, la división del país en esféras de influencia de las superpotencias y potencias imperialistas, contra el reparto del país y las anexiones.


1. LA REACCIÓN ACICATEA LA REVOLUCIÓN
NECESITAMOS MÁS GUERRAS POPULARES PARA HACER LA REVOLUCIÓN Y ENFRENTAR LA GUERRA IMPERIALISTA

A nosotros nos interesa ver el desarrollo de la situación objetiva a nivel mundial,  centrando en la mayor  maduración de las condiciones para la revolución. Esto es, el mayor desarrollo de la situación revolucionaria, en desarrollo desigual en el mundo, que se manifiesta en el desarrollo de la nueva gran ola de la revolución proletaria mundial y, por lo tanto, como el maoísmo va marchando a dirigirla, única garantía de su desarrollo victorioso; y lo está haciendo, encarnándose en los pueblos del mundo, generando Partidos Comunistas de nuevo tipo, marxista-leninista-maoístas militarizados, para iniciar y desarrollar nuevas guerras populares, en marcha a la guerra popular mundial para enterrar al imperialismo y a la reacción mundial, inseparable de la lucha irreconciliable contra el revisionismo.

No cabe duda, que éste, un proceso lleno de vicisitudes, en lucha muerte entre marxismo y revisionismo, entre izquierda y derecha. Lo que es usado por revisionistas, derechistas y agentes de la reacción para negarlo todo, para negar el avance del maoísmo y la propia nueva gran ola de la revolución proletaria, en una palabra para tratar de negar la marcha de la materia.

Es necesario aplastar  todas aquellas posiciones que tratan de negar la existencia  y agudización de las tres contradicciones fundamentales a nivel internacional y, principalmente, la contradicción principal, es decir, la existente entre los países imperialistas y los países oprimidos como se expresa otra vez más en la actual guerra de agresión contra Siria.

 Lo que se pretende es negar  la mayor maduración de las condiciones objetivas en estos países; que son la base de la revolución mundial y el botín del nuevo reparto en marcha, en medio de la colusión y la pugna imperialista; y por lo tanto el carácter de guerra imperialista de rapiña de todas las agresiones armadas contra los países oprimidos, que lleva a cabo el imperialismo, principalmente el yanqui, sólo o en alianza con otros países imperialistas.

La agresión imperialista, la guerra imperialista, el inmenso genocidio y rapiña imperialista contra los pueblos de las naciones oprimidas, como estamos viendo en Palestina, Irak, Afganistán, Mali, Siria, etc., desata la ira de los pueblos que se levantan en poderosa lucha armada y causan el fracaso y atolladero político, moral y por lo tanto militar de los imperialistas. De esta manera, se va desarrollando la nueva gran ola de la revolución mundial. Por eso decimos, la reacción acicatea la revolución. Por tanto, el carácter de clase de guerras de liberación de todas las luchas armadas de los pueblos, sea quien sea, las fuerza que transitoriamente las encabecen.

En esta situación, para nosotros, es principal desarrollar la guerra popular para mostrar el camino y servir a desarrollar el movimiento comunista en esos países donde éste es muy débil, para que salgan de esta situación y puedan pugnar por dirigir esas luchas armadas de liberación, que ya existen, y transformarlas en guerra popular, única garantía de llevar la revolución democrática hasta el fin; condición para lo cual, necesitan constituirse en Partido Comunista.

De allí la importancia de continuar desarrollando la campaña mundial de apoyo a las guerras populares en el Perú, la India, etc. Para crear opinión pública internacional no sólo a favor de estas guerras populares en marcha (pese  a las circunstancias difíciles y complejas  que enfrenta en la actualidad la guerra popular en el Perú, que tiene que superar con el cumplimiento de la tarea de la reorganización general del PCP en dura lucha contra el revisionismo de dentro y de fuera confabulado con la reacción, que trata de conjurar que esta tarea sea cumplida, como lo hace sin éxito el agente infiltrado por la reacción, que usurpa la web Sol Rojo).

Además, como está establecido, sólo sobre la base  del desarrollo y coordinación de las guerras populares en las diferentes partes del mundo, principalmente en los países oprimidos, a la que se sumen todas las luchas armadas de liberación y todas las demás luchas del proletariado y los pueblos del mundo se podrá impulsar un efectivo frente anti-imperialista dirigido por el maoísmo.

 Nos reafirmamos en que los países oprimidos son la base de la revolución proletaria mundial; porque allí está la inmensa masa de la población de la Tierra y la más pobre, honda y profunda. Que vive en condiciones, que no están de acuerdo con el grado de civilización actualmente alcanzado; que es víctima de las más gigantescas carnicerías por las guerras de rapiña imperialista y sus lacayos nativos.

Además, es necesario para cambiar el mundo, tener bien claro: que la crisis mundial del imperialismo agrava la lucha entre ellos por los países oprimidos y zonas de influencia; que, por consiguiente, los planes que aplican a través de las clases dominantes ligadas a sus intereses, lo que hace es agravar la crítica situación económica en dichos países, en cuya raíz está, su condición de países semifeudales y semicoloniales o coloniales, donde se desarrolla un capitalismo burocrático, base que genera modalidades políticas e ideológicas correspondientes. La crisis mundial seguirá descargándose sobre nuestras sociedades mientras mantengan esa condición y seguiremos siendo el botín de cada nuevo reparto.

El imperialismo no es uno solo, como nos enseño Lenin : existen por un lado un puñado de países imperialistas, ya sean estos superpotencias o potencias, en general, países opresores; y, por el otro, los países oprimidos, que son países coloniales o semicoloniales. Estos últimos sometidos económicamente al imperialismo, pero que poseen una soberanía o independencia formal.

Contrariamente a lo que digan los representantes del imperialismo y sus lacayos revisionistas, como los de la LOD revisionista y capitulacionista, en nuestro país -la llamada “liberalización económica”, la “globalización”, “la nueva división internacional del trabajo”, etc. -todo lo que los imperialistas han impulsado junto con las clases dominantes de estos  países, más acentuadamente, en estás últimas décadas-,  no ha cambiado el carácter de los mismos sino más bien lo han preservado y evolucionado, como hemos demostrado en la nota publicada anteriormente sobre el capitalismo burocrático.

Además, en más de una oportunidad, el Presidente Gonzalo, ha señalado que: Se oculta o encubre el carácter semifeudal de nuestros países, la raíz del atraso sobre la que actúa la explotación imperialista; que después van a disolverlo tras el concepto de dependencia. Se niega la base semifeudal de las sociedades en los países oprimidos y por lo tanto la necesidad de la lucha campesina para barrerla; mientras, por otro lado, se intenta esbozar un anti-imperialismo que, carente de su base natural, la movilización antifeudal del campesinado, se disuelve en palabras y poses demagógicas.
Esto se hace para negar la necesidad de la revolución democrática en los países oprimidos, la necesidad de la guerra popular, que en éstos es guerra agraria (que se desarrolla como guerra unitaria, campo principal y ciudad complemento necesario), para acabar con las tres montañas que las oprimen: el imperialismo, la semifeudalidad y el capitalismo burocrático.

Entonces, siguiendo el camino evolutivo, el carácter de las sociedades de los países oprimidos se mantiene y, por tanto, la revolución democrática, es plenamente vigente, y se hace mediante la violencia revolucionaria, que hoy es guerra popular.   Guerra popular para hacer la revolución, para conquistar y defender el Poder; guerra popular para enfrentar la agresión imperialista por botín; guerra popular para enfrentar la guerra imperialista contrarrevolucionaria; guerra popular para hacer la revolución socialista y guerra popular mundial para barrer al imperialismo y para enfrentar la guerra mundial imperialista; y guerra popular para marchar al comunismo con revoluciones culturales proletarias.

Es decir: necesitamos la guerra popular en todos los países y continentes para la guerra popular mundial para barrer al imperialismo y la reacción de la faz de la Tierra y proseguir la marcha al comunismo. Y esto es lo que están haciendo los comunistas en el Perú, que como condición para su desarrollo victorioso pasa por culminar la tarea pendiente de la reorganización general del Partido, el heroico combatiente que dirige la guerra popular, defendiendo la Jefatura del Presidente Gonzalo y la BUP, en lucha a muerte contra el revisionismo de  dentro y de fuera de filas, rechazando y aplastando la capitulación. Esto, también,  está desarrollando el Partido Comunista Maoísta de la India, donde la izquierda aplicando los planes y campañas de la guerra popular, con acciones contra las Fuerzas Armadas y auxiliares reaccionarias mantiene aplastada a la derecha y la hace bailar a su ritmo, mientras el enemigo trata de dividir al Partido con su monserga de “conversaciones de paz” .

Ese es el sentido justo de la lucha de los comunistas en otros lugares y continentes. En América del Sur, los comunistas están avanzando en la tarea pendiente y atrasada de la reconstitución de los Partidos Comunistas para iniciar la guerra popular en Brasil, Bolivia, Chile, Ecuador, Colombia, etc., en medio de la lucha de clases y la lucha de dos líneas; enarbolando, defendiendo y aplicando el marxismo-leninismo-maoísmo, principalmente el maoísmo con los aportes y desarrollos del Presidente Gonzalo, el PCP y la guerra popular a la revolución mundial.

En esta tarea, los comunistas enfrentan a las fuerzas represivas de los estados terrateniente-burocráticos al servicio del imperialismo, principalmente yanqui, y a la reacción y el revisionismo, vertiendo su preciosa sangre, como lo hacen los comunistas en Brasil, fundiéndose con el proletariado, el campesinado, las masas pobres de las ciudades y la intelectualidad progresista y los estudiantes.

En la Europa reaccionaria los comunistas cumplen la tarea de la lucha por la reconstitución del Partido, en lucha contra las tendencias anarquistas “autónomas”  opuestas al Partido y aplastando las posiciones revisionistas y oportunistas e impulsando la lucha de clases de las masas, pugnando por dirigir sus movilizaciones.

2. La actual guerra imperialista de agresión es por nuevo reparto del mundo

En Siria se desarrolla una guerra de agresión imperialista tratándose de cubrir con la hoja de parra de la guerra civil, lo que todavía no se ha producido es la invasión y ocupación del país. Es guerra de agresión imperialista contra un país oprimido.

 En ésta se expresan dos contradicciones y tres fuerzas: la contradicción principal, que también es principal en la presente coyuntura,  y la tercera contradicción, es decir la contradicción ínter imperialista,  secundaria, pero que podría tornarse principal temporalmente, para después volver la contradicción históricamente principal a manifestarse como tal. Las tres fuerzas son la del imperialismo yanqui, aliados y lacayos, por un lado; las del imperialismo ruso, aliados y lacayos, por el otro: y por último,  las fuerzas de la nación del país agredido por el imperialismo, por ahora débiles y desunidas, sin la dirección del heroico combatiente, el Partido Comunista, por tanto, sin fuerzas armadas de liberación unidas, sin un frente unido. Pero que, con la dirección del Partido,  pasarán de débil a fuertes; por eso es que decimos, siguiendo al Presidente Mao, que en perspectiva estratégica las fuerzas del país agredido son la únicas verdaderamente poderosas e invencibles.

Tenemos que repetirlo, cuantas veces sea necesario: para el marxismo-leninismo-maoísmo no hay un solo imperialismo sino diferentes países imperialistas. Esto es, potencias y superpotencias imperialistas, que se dividen el mundo según sus relaciones de fuerza, económica y por lo tanto política y militar, relación de fuerza que está cambiando a cada momento. Así, hoy hay una superpotencia hegemónica, que es USA; la otra, la ex Unión Soviética social imperialista que quedó como “el perro flaco”, reducida a lo que hoy es Rusia, con un peso económico apenas como el  del imperialismo italiano, pero sigue siendo una superpotencia atómica.

Esto último, es un factor importante que ha de ser tenido en cuenta para estudiar el desarrollo de la colusión y pugna imperialista por nuevo reparto; aspecto clave para los imperialistas yanquis para el mantenimiento de su hegemonía y por lo tanto para todos los otros imperialistas. Porque, sí los Estados Unidos logran, aplicando su plan estratégico para la contienda ínter imperialista con Rusia, establecer su “paraguas nuclear”, y, con ello, consiguen neutralizar la capacidad ofensiva de los cohetes de ojivas nucleares múltiples (junto con la capacidad de guerra espacial) de los imperialistas rusos; entonces, se habrá roto por el lado yanqui, el equilibrio militar (sobre la base de similar poderío nuclear de ambas) que hay entre ellos y Rusia; y los imperialistas yanquis tendrían la capacidad de  atacar el suelo ruso y todo lo demás.

Ese es el plan del imperialismo yanqui, que viene desde la época de Carter y que, con Reagan, se conoció como la “guerra de las estrellas”. Hoy, aparece como reducido al “sistema de defensa anti-misiles europeo con radares de detección y eliminación de misiles”, por ser establecido en “Polonia y la República Checa para “proteger a Europa de un posible ataque de Irán o Corea del Norte”, que está entrabado, porque hay oposición cerrada de Rusia.

Pero no olvidar que, para tener una comprensión clara de la situación en su conjunto y de las negociaciones y acuerdos  diplomáticos, por otro lado, ha sido ampliada la capacidad ofensiva conjunta atómica -yanqui y francesa- ya que se ha ubicado con submarinos nucleares y otros aprestos bélicos más en el Golfo Pérsico y zonas adyacentes del Mar Mediterráneo; con lo cual, están haciendo un rodeo para superar los países intermedios que los separan de Rusia. Por la cercanía alcanzada con su desplazamiento se encuentra en posición cercana y directa para amenazar el suelo ruso, su capacidad defensiva y ofensiva. Pero no es suficientes, mientras por ese lado, sigan existiendo países que los separan, que están en disputa, como Irán y Siria.

Entonces, lo que ambas superpotencias buscan, en el momento, es ganar tiempo para empujar más el desarrollo de las contradicciones en el campo contrario como sucede en la actual “crisis en Ucrania”, en la zona estratégica de influencia rusa, o en las fuerzas subversivas mercenarias de la OTAN en Siria (fuerzas de “oposición”), que se complica, o países imperialistas al interior de  esta Alianza, en los propios Estados Unidos, y para mejorar sus aprestos ofensivos o defensivos.

Sobre las alianzas o alineamientos de los imperialista, tener siempre presente, que tales “alianzas” son siempre circunstanciales y pasajeras, que no hay “bloques imperialistas”, que la contradicción entre ellos es absoluta, los imperialistas están enfrentados uno contra otros por sus intereses. Los imperialistas yanquis no tienen amigos sólo tienen  enemigos, como toda potencia hegemónica en la historia; en esto ver también como se hunden los grandes imperios.

Por ejemplo, en la guerra contra Afganistán o la segunda de Irak (2003) , el imperialismo inglés actuó como el más cercano aliado yanqui, esto no fue por que ambos tengan una cultura anglo sajona. No, ese no fue el fundamento, sino como lo confiesa el mismo Primer Ministro británico de ese momento, el genocida Blair: conscientes dice de que no son más la otrora superpotencia, fue para “asegurar a Gran Bretaña una fuerte posición (…) Esa cercanía nos aseguró (…) una influencia significativa(…) fue correcto. Eso valió en el Cercano Oriente. Y eso valió en mayor medida en China e India” (1). Hoy, es Francia con Holande, quien prosiguiendo los planes de Sarkosy busca, a la sombra de la superpotencia hegemónica única, se le reconozca su dominio del Mediterráneo, en el eje que va en línea recta desde el Atlántico hasta el Golfo Pérsico, disque que para asegurar a Europa el suministro de petróleo, ver el Libro Blanco de la Defensa de Francia 2009-2014.

Para ellos, no hay principios de la “verdadera amistad”, por el contrario, como nos enseña el presidente Mao, la pugna, la rebatiña imperialista por llevarse la mayor tajada de la torta es absoluta y la colusión de unos con otros es relativa, lo que determina el carácter circunstancial y pasajero de las alianzas imperialistas. Como dijo Marx, ¡Hay del proletariado si la burguesía se pudiera unir!

El plan del imperialismo yanqui y de las potencias imperialistas, coludidas con él, para la actual etapa de la guerra en el Medio Oriente es similar al aplicado contra la ex Yugoslavia. Es decir, busca balcanizar más la región; en este caso Siria, para repartirla en diferentes zonas de influencia, con su intervención disimulada como “guerra civil” y como esto no le da el resultado deseado, llegado el momento adecuado, con su ataque militar directo. Primero, lo han buscado bajo el pretexto de las armas química en poder del gobierno de Assad, que pese ha todas las pruebas en contrario, habría “utilizado contra la población civil”. Luego será la violación cierta o supuesta de estos acuerdos, a los que Asad ha sido llevado por el gobierno ruso, que es un paso en la capitulación ante el agresor del país. Pues, como hemos visto en la guerra contra Irak, luego de estos acuerdo de “desarme y control”, después de dividir más el frente contra la agresión, de extenuar económicamente el país, etc., de provocaciones y mentiras sin fin, con la cual buscan cambian la opinión pública a su favor, viene la invasión o ataque directo y masivo.

Los imperialistas violan cuando quieren sus propios acuerdos, su propio derecho internacional, el principio de no agresión. La ley es para que la cumplan los otros, la potencia hegemónica única la usa. Lo que buscan legitimar oponiendo un supuesto principio  o doctrina del “derecho de intervenir”, como lo emplearon en 1999 en su agresión contra Servia para el cambio de régimen político en ese país y la secesión del Kosovo como protectorado imperialista, con el estacionamiento de 50 mil soldados de la OTAN y la limpieza étnica de servios y gitanos, y también lo hicieron así en Sierra Leona.

Repetimos, por que es necesario hacerlo, cuando los imperialistas, solos o coaligados van contra un país oprimido, o contra varios de estos países del  Tercer Mundo, en ese momento no sólo se expresa la contradicción principal, sino también la tercera contradicción, la contradicción ínter imperialista como nos enseño el Presidente  Mao en la  “crisis del Canal de Suez”  a mediados de los años 50.

Por eso, no podemos permitir que nos echen tierra a los ojos. La paz, la armonía, entre los imperialistas son viejas teorías vueltas a contar, como la del superimperialismo, ultra imperialismo, neo imperialismo-neocolonialismo, etc., que según las caracterizó Lenin, son “un sin sentido teórico y un sofisma práctico, que constituyen un método deshonroso, para defender el peor de los oportunismos” (2). Viejas teorías que, hoy específicamente, apuntan contra la revolución democrática, contra el movimiento de liberación nacional.

Como acabamos de decir, para el marxismo-leninismo-maoísmo no hay un solo  imperialismo sino diferentes países imperialistas, esto es, potencias y superpotencias imperialistas, que se dividen el mundo según sus relaciones de fuerza, económica y por lo tanto militar, relación de fuerza que está cambiando a cada momento. Así, hoy hay una superpotencia hegemónica, que es USA; la otra, es “el perro flaco”, Rusia, y potencias imperialistas como Gran Bretaña,, Francia, Alemania, Japón, China, Holanda, Australia, Nueva Zelanda, Canadá, Italia, España, etc., que en total son sólo un puñado de países opresores.

Sobre esto, es ilustrativo  a modo de ejemplo como un representante del pensamiento del imperialismo alemán, como es el profesor de “ciencias políticas”, Martin Wagner , saca las consecuencias políticas y militares para Alemania de las actuales relaciones de fuerzas entre los imperialistas; en relación al caso del “Affere-NSA”, revelado por el ex-espía Snowden. Este profesor reaccionario contradiciendo a un encallecido revisionista, concluye que pretender “como lo había planteado el Líder de la futura oposición Gregor Gysi (del Partido de la Izquierda)” de “que el gobierno federal trate con los Estado Unidos “al mismo nivel” es vivir en un mundo de fantasía en cuanto a la política de seguridad”, entre otros, porque:

“Dese el hundimiento de la Unión Soviética en 1991 los Estados Unidos pertenecen a una liga, en la cual no hay ningún potente contrincante ni  en lo económico ni tampoco en lo militar. Su parte en el producto bruto interno mundial es del 22 por ciento y con ello todavía significativamente antes de China, que con el 12 por ciento toma el segundo lugar. Visto desde el punto de vista militar, el dominio es todavía mayor: el 2012, el importe de los gastos militares americanos fueron de 646 mil millones de dólar. Esto representa el 41 por ciento de los gastos militares mundiales o el 78 por ciento de los que los estados de Europa, Eurasia, del Cercano y Mediano Oriente, del Norte de África como de Asia en conjunto disponen para la Defensa. Para comparar: el presupuesto alemán para la Defensa fue en 2012 de 40 mil millones de dólar.
La supremacía americana, que fue construida y ampliada desde la Segunda Guerra Mundial, naturalmente que tiene consecuencias para la política exterior y de seguridad (…) En todas las “Estrategias de Seguridad Nacional” de los presidentes Bill Clinton, George W. Bush y Barack Obama, dadas a conocer, se establece, que los Estados Unidos se dan el derecho,  de perseguir sus intereses vitales, en caso necesario,  en forma unilateral. En la última Estrategia de Seguridad Nacional, que la Casa Blanca ha presentado en mayo de 2010, sobre ello, literalmente dice: “Los Estados Unidos deben reservarse el derecho, de actuar unilateralmente, si la defensa de nuestra nación y nuestros intereses lo exigen”. (3) 

Es indudable que este profesor alemán levanta tanto el “poderío” yanqui, porque es representante de la facción imperialista alemana, que en la actual situación mundial prefiere avanzar  en alianza con los EE.UU., estos son los llamados “atlantistas”. Parece ignorar el poderío atómico equiparable de Rusia y que hay otras potencias que también tienen capacidad nuclear y balística como Inglaterra, Francia (con submarinos atómicos con cohetes con ojivas nucleares) y China. El revisionista Gysi, no “vive en una fantasía” como plantea el profesor alemán “atlantista”; al menos, no es tan fantasioso como los de la LOD revisionista y capitulacionista en el Perú, que plantean que el imperialismo yanqui ha dejado de ser la superpotencia hegemónica única. Lo que este revisionista sugiere al menos, pero no lo dice, al  gobierno de su Estado imperialista, criticando a la canciller Merckel, es que  al menos utilice la contradicción de la superpotencia atómica rusa, “el perro flaco”, con la superpotencia hegemónica única, el imperialismo yanqui, para que pueda plantar cara al gobierno yanqui en el asunto del espionaje masivo de la NSA contra ellos. Así, en el debate parlamentario,  este revisionista del Partido de la Izquierda (ex-PDS, que fue el sucesor del SED revisionista de la RDA), muestra que buscar representar a sus patrones de la otra facción imperialista alemana, la que es partidaria de un acercamiento o utilización de la contradicción entre el imperialismo ruso y el imperialismo yanqui, para avanzar en la actual situación, en los propósitos del imperialismo alemán de convertirse en el futuro en una nueva superpotencia y pugnar por la hegemonía mundial, estos son conocidos como los de la “Ostpolitik”, o sea de acercamiento o tratativas con Rusia, antes fueron partidarios del acercamiento a la ex Unión Soviética y sus representante más conocido fue Willi Brant (ex-canciller y cabeza del SPD) y su asesor Bahr, otro que se alinea en esta dirección es el ex canciller Schmidt, quien ha recordado hace un par de años que en la época de Prusia, los alemanes fueron aliados de Rusia. Sin olvidar que el también excanciller Schröder trabaja para el monopolio ruso Gasprom.

3. EL IMPERIALISMO YANQUI  ES UN GIGANTE CON PIES DE BARRO

Al imperialismo yanqui, más que a los otros imperialistas, su propia condición hegemónica lo hunde más. Por su propia naturaleza imperialista y para mantener su hegemonía, lo específico en su caso,  está obligado a llevar varias guerras al mismo tiempo, además de estar presente militarmente en todos los continentes del mundo.
Es un  inmenso costo, aunado al sostenimiento de su inmensa maquinaria militar y de espionaje en estado de guerra; están los costos por los gastos ya hechos en las guerras de agresión y los emergentes, por la “ayuda a los veteranos” y los intereses de los créditos de guerra; sin contar el costo social que le ocasionan en su propio suelo el desprecio a la vida y la dignidad de las masas de poblaciones indefensas ante el genocidio que, como parte del plan imperialista de sojuzgarlas, aplican contra ellas en los países que sufren su agresión.
Como va a ser que no tenga ninguna repercusión en la población de ese y los demás países imperialistas, lo que ya es parte de la cultura dominante, de la moral de los gobernantes, según la cual es justo que el presidente, en este caso el genocida Obama, ordene pulsar un botón para que sus “droner” disparen fuego y acero masivo contra “objetivos” en medio de lugares densamente poblados; luego en los medios son ensalzados estos genocidios, como “gran éxito en la lucha contra el terror”. Después, en las imágenes que propalan aparece un escenario apocalíptico de destrucción y cadáveres destrozados, que luego se sabe pertenecen a niños, ancianos y población civil, como lo hacen a diario.
Esto hacen no sólo en los países contra los cuales les han declarado la guerra y a cuyas Fuerzas Armadas se les niega tal condición y el derecho de guerra, sino que lo hacen también contra países en los cuales llevan una guerra no declarada o secreta como en Yemen, Pakistán, etc. Y lo hacen con plena impunidad, contra ellos no hay ni leyes, ni jueces, ni tribunales nacionales o internacionales que valgan. Por eso nos reafirmamos en que:¡ sólo el pueblo con guerra popular hace justicia!
Y, esta guerra imperialista, necesariamente tiene que regresar a casa, siguiendo el ejemplo del imperialismo genocida, con esa misma lógica,  se producen en casa los asesinatos en masa contra escolares y otros indefensos cometidos por individuos para dar rienda suelta a su frustración.
 Pero, lo que es principal, el movimiento contra la guerra imperialista irá en aumento y sumado a la mayor explotación de la clase y a la miseria creciente de las masas en el propio país, todo esto, acicateará de todas manera la agudización de la lucha de clases en los Estados Unidos, como también está sucediendo en todos los países imperialistas, es decir, causando una mayor  agudización de la segunda contradicción, la contradicción burguesía proletariado.
En un largo artículo de un diario ligado al capital financiero alemán leemos: “El impulso keynesiano dado por las guerras a su economía, sobre todo a los grandes monopolios del armamento, de las compañías de seguridad, de la logística de sus tropas y del petróleo, por otro lado, aumentan su endeudamiento interno y externo (4).
Los costos para el imperialismo yanqui, según esta fuente, “por la guerra de Afganistán serían U.S.$ 3.103 billones hasta ahora y en el futuro habrá que sumar U.S.$ 3.987 billones; por la segunda guerra de Irak son U.S.$ 3 billones hasta ahora a lo que hay que sumar por intereses acumulados de  los créditos de guerra U.S.$ 7 billones hasta el 2053. Son cifras casi impensables que pesan sobre las finanzas públicas y toda la economía nacional de USA ”. Allí mismo se lee:
 “Finalmente Washington ha tenido un fracaso moral, de haber llevado a cabo una guerra sin ningún fundamento y con sus falsas promesas de libertad ha causado males incalculables, más pesados que los costos (económicos), que también son mucho más altos que lo calculables. El  prestigio de América(USA) está malogrado. De ahí que se le haga tan difícil a Obama, obtener respaldo para un ataque militar contra Siria, el cual debería castigar el ataque con gases venenosos de Damasco: Obama está bajo la larga y oscura sombra de su antecesor”.
Más aún, en este diario escriben respecto a la guerra contra Siria:
” La retenida ofensiva de Obama contra el dictador de Damasco tiene muchos fundamentos (…) Sobre uno de los más importantes casi no se habla: el dinero –o mejor el dinero escaso. América (USA) está altamente endeudada. El limite legal de endeudamiento de 16,7 billones de dólar será alcanzado a mediados de octubre. El país se está recuperando lentamente de una recesión…” (5)

 El imperialismo yanqui es el mayor exportador de capitales a nivel mundial, lo que se expresa en desbalances en su economía. El imperialismo yanqui,  es un gigante con pies de barro, con una inmensa deuda externa, de los hogares y empresas y gran déficit comercial. Es pues, el más monopolista, el más parasitario y el que atraviesa por una mayor descomposición que los demás países imperialistas, que también están comprendidos en el mismo proceso de hundimiento-barrimiento.
Tanto en los países imperialistas como en los países oprimidos se fomenta el rentísmo, una forma muy difundida es la inversión en bonos de la deuda que emiten los estados y es el gran negocio de los bancos, de la gran burguesía financiera, de esta manera se promueve la inversión del ahorro privado en la especulación financiera antes que en la producción.  Así, los propios estados, las empresas y los particulares compiten por la compra de deuda estatal. La especulación con los bonos de la deuda, es más patético en el caso yanqui; porque con ellos financia sus guerras de agresión, el gasto militar, inyectando esos capitales en desarrollar más su industria bélica, para trata de impulsar su economía; otra señal de su hundimiento es: que libra sus guerras de agresión, cada vez más, con soldados inmigrantes de los países oprimidos y señores de la guerra de los países ocupados ( son dos signos que la historia ha visto en el hundimiento de los imperios, como el romano y el español).


4. ¿CÒMO SE EXPRESA  HOY  LA DISPUTA IMPERIALISTA POR EL TERRITORIO ECONÓMICO EN EL PLANO POLÍTICO Y MILITAR?

-     EL PLAN DEL IMPERIALISMO BUSCA LEGITIMAR SU AGRESIÓN TRAS  SU “OBLIGACIÓN DE PROTEGER”
-   
Entonces, ¿qué se ve? Una superpotencia hegemónica única, los Estados Unidos, que como tal dirige, en colusión y pugna, el nuevo reparto de los países oprimidos, tratando de legitimar su agresión contra estos países, primero, con su “guerra contra el terrorismo” y/o con la “obligación de proteger”, es decir antes como ahora con la defensa de sus “derechos humanos”. Para crear opinión pública nacional e internacional a favor de su guerra imperialista de agresión y en contra de la guerra de resistencia de los países que padecen su agresión y ocupación militar y aislar a las luchas armadas de liberación nacional como “terrorismo fundamentalista”. Es decir para dividir el movimiento anti-guerra imperialista en su propio país y para aplastar sin reconocer la condición de fuerza beligerante a los revolucionarios.
 ¿Qué más se ve? Un puñado de potencias imperialistas que se coluden en esta guerra de rapiña y que pugnan con la superpotencia yanqui  y entre sí por arrancharse la parte mayor en este nuevo reparto, esto se expresa en los acuerdo y desacuerdos que expresan los gobiernos y parlamentos de estas potencias, con  inclusos diversas formas de oposición, etc.
Entonces, ¿en qué esta el imperialismo yanqui? Está por desarrollar a sangre y fuego su guerra de agresión con un objetivo inmediato (Siria), otro a mediano plazo (Irán) y un objetivo estratégico (Rusia). Ese es el plan del imperialismo, lo cual trata de legitimar, de encubrir o emboscarlo para asegurar su cumplimiento.
El control sobre Siria e Irán tienen gran importancia estratégica para el imperialismo yanqui, no sólo por su situación estratégica con respecto a su objetivo estratégico principal ( Rusia); sino también en la contienda ínter imperialista, para asegurar “por siempre jamás” su condición de superpotencia hegemónica única; al acceder al control estratégico de una de las regiones claves del mundo para la obtención de petróleo para casi todos los demás países imperialistas. Así, tendrían en sus manos el control a voluntad de la llave de la provisiónn de petróleo a los demás. Y, este segundo aspecto, es por eso el que se presenta como el más problemático para que los yanquis puedan alinear a los demás en su plan contra Rusia. El acuerdo transitorio firmado en los últimos días en Ginebra entre “los cinco más uno e Irán”, no alejan a los imperialistas de sus metas, más bien les ponen plazo para que Irán se someta a sus exigencias. Son los acuerdos en el camino de someterse a la subyugación nacional o la guerra.
 El plan del imperialismo no es la búsqueda de acuerdos o consensos, muy por el contrario (basado en su fuerza militar y el despliegue de estas en posición de combate), antes del golpe bélico buscan aislar nacional e internacionalmente al agredido, paralizar por medio de su propaganda y acción diplomática la defensa del agredido, lo acusa de todo para desprestigiarlo, para pintarlo como bandido y después tratarlo como tal;  para paralizar su capacidad material (desarme), dividir sus fuerzas (el frente nacional) y desmoralizarlo. Para impulsar las fuerzas partidarias de la subyugación nacional y la capitulación ante el imperialismo. Entonces el plan del imperialismo no son “los acuerdos de paz”; eso, no sólo es una estupidez, sino la repetición de lo que dijo la LOD en el Perú, que la “paz era una necesidad del imperialismo” (ver  las “cartas…” de la patraña). Por eso, lo que hace el agente de la reacción que ha usurpado la web “SR”, es sembrar confusión, servir a la guerra imperialista y tratar de desviar a los comunistas en el cumplimiento de la tarea de la reorganización general del Partido.
Eso es lo que estamos viendo en la actual intervención imperialista contra Siria y en la preparación del mayor genocidio con ataque militar directo en marcha contra este país. Los imperialistas tratan por todos los medios, incluidos los diplomáticos, de cambiar la correlación de fuerzas militar sobre el terreno a favor de las fuerzas de la agresión militar que dirigen con oficiales propios, comandos, asesores, armamento, paga de las fuerzas armadas “opositoras” que han levantado, para negociar en base a lo ganado en el campo de batalla el nuevo estatuto de ese país y el “gobierno de transición” a su servicio, como lo devela la propia intervención del ministro de Exteriores Kerry en el senado yanqui.
Kerry dijo, que si ellos no atacan entonces se beneficiaran las fuerzas islamistas que forman parte de estas “fuerzas armadas opositoras”  y dirigidas por ellos. Parece sin sentido ¿no? Pero tiene sentido, si se ve que con la actual conformación de fuerzas armadas “opositoras” no van a poder ganar y menos  mantenerlas muy disciplinadas para sus planes de una “nueva Serbia” en Siria. Tratan de sacar lección de lo que sucede en Libia.
 Pero el imperialismo yanqui no atacó y se beneficiaron con el acuerdo, pues con la amenaza del ataque inminente, creíble, lograron el acuerdo de desarme parcial del gobierno sirio de Asad, al que fue llevado por su valedor (Rusia). Con el acuerdo, los imperialistas yanquis, ganaron en “legitimidad” y el tiempo necesario para recomponer su frente interno y externo (ambos en problemas como hemos visto en las fuentes periodísticas citadas anteriormente en la parte 3.). Y, lo más importante, de acuerdo al propio Kerry, tiempo necesario para abordar el asunto de sus “fuerzas opositoras”. El tiempo que necesitan para reorganizar esas fuerzas mercenarias lacayas (“opositora”), centralizando el mando político y militar de las mismas bajo su férreo comando para luego golpear .
Golpear de tal forma, que permita a estas “fuerzas opositoras” tomar la iniciativa e imponer su  salida “negociada” para dividir el país en zonas de influencia (siguiendo su “modelo yugoslavo”). Para, en el paso siguiente, engullirse a Irán. Eso es lo que está tras el “acuerdo de destrucción de armas químicas” de Siria. Entonces el papel de Rusia es haber empujado más al gobierno de Asad a la capitulación y con ello legitimar la agresión, reconociendo que el monopolio de la posesión y uso de las armas de destrucción masiva” (ABC Armas) les corresponde a los imperialistas. Tal como en el caso de Irán. Los imperialistas rusos a cambio quieren seguridades para ellos, dicen si ya no hay peligro en Siria y en Irán, entonces ya no es necesario el “paraguas nuclear europeo”, los yanquis dicen: ¡No! Ya no tendrían la capacidad de fabricar armas atómicas, pero todavía están en posesión de cohetes balísticos de largo alcance. Todo esto revela lo que está detrás.  Pese a las componendas la cosa sigue.
 Los imperialistas no quieren una Siria unida en esa zona estratégica y  en las fronteras de su protectorado, el Estado sionista de Israel.  Pese a todo el imperialismo yanqui y sus aliados están perdiendo en Siria esta “guerra civil”. Lo develó la propia resolución del senado norteamericano que autorizó, antes del acuerdo de desarme parcial,  cuando acuerda dar un plazo de 60 días a Obama para la “acción militar contra Siria” y  fija el objetivo político de la mayor  agresión y genocidio: “cambiar las relaciones de fuerza en beneficio de la oposición” (según informaron los diferentes medios en el mundo el día 6 de setiembre ). No es pues por el uso del “gas sarín” u otro por parte del régimen contra la población civil, eso no les importa para nada.

-    el nuevo reparto se hace de acuerdo a la relación de fuerzas entre los imperialistas

Pero el nuevo reparto se hace de acuerdo a la relación de fuerzas económica, política y militar entre los imperialistas, es decir de acuerdo a la correlación de fuerzas entre ellos. Por eso, antes y después, la situación será de tensión entre ellos, “el Primer Mundo está en redefinición” (P. Gonzalo en el Tercer Pleno).  Las potencias imperialistas bregan por convertirse en nuevas superpotencias y así poder pugnar por la hegemonía mundial para poder ocupar el lugar que hoy ostenta el imperialismo yanqui e imponer a través de una nueva guerra mundial (que sería la tercera) un nuevo orden mundial y un nuevo reparto.
Pero, lo que se desarrolla ahora, viene desde comienzos de los años 90. Están en nuevo reparto de los países oprimidos, que estuvieron sometidos a la ex Unión Soviética social imperialista, que se hundió sin que haya sido derrotada en una tercera guerra mundial. Todos los acontecimientos de alguna importancia, desde comienzos de los 90, hasta el que está en marcha en Siria, bélicos y no bélicos, acaecidos  en el Este de Europa hasta las ex repúblicas soviéticas de Asia y en el Medio Oriente, Golfo Pérsico y Afganistán, lo demuestran hasta la saciedad.

 ¿Quién dirige éste nuevo reparto? El imperialismo yanqui, en su condición de superpotencia hegemónica única

Hoy es Siria donde todavía, la superpotencia atómica Rusia, mantiene su influencia, luego seguirá Irán, que es cuestión clave en todo esto, pues el imperialismo yanqui quiere recuperar lo que perdió en 1979. Sin perder de vista que el objetivo estratégico del imperialismo yanqui en esta colusión y pugna imperialista es neutralizar y luego aplastar esa condición de superpotencia atómica que todavía ostenta el imperialismo ruso.
¡No! Todavía no es la China social imperialista por su todavía baja capacidad ofensiva en relación a las demás potencias imperialistas. Que en los últimos años, fuera de sus anillos de defensa territorial sólo ha sido capaz de desplegar fuerzas militares para llevar a cabo una “acción policial anti-piratería” en Somalia.  Con China todavía aplican la contención y prima la colusión, pero la pugna es absoluta, como entre los demás imperialistas. En la región del Golfo, China no tienen desplegada ninguna fuerza militar y sus empresas en Irak, por ejemplo,  están bajo la protección militar del imperialismo yanqui, así como su  aseguramiento del suministro energético de esta región.
Lo último, los revisionistas chinos actuando, como Crushov en la crisis de los misiles en Cuba (1961), aventurera y capituladoramente,  establecieron una nueva zona de seguridad aérea que se sobreponía con las de Japón, Taiwán y Corea, luego los imperialistas yanquis enviaros dos aviones de combate que se pasearon en la zona establecida por China, lo mismo hicieron los imperialistas japoneses sin pedirles ningún permiso. Cuando los del Ministerio de Defensa de China, para salvar la cara, dijeron que ellos habían acompañado a dichos aviones de combate, los imperialistas japoneses dijeron que China no tiene aviones de combate capaz de acercarse a los suyos. Ver que en el Sudeste de Asia la India es usada para contener la penetración china en Nepal y los demás países limítrofes  por ese lado.
 En lo económico Rusia todavía no se ha recuperado, como afirman algunos, ahora en 2013, en plena recesión mundial afrontan agudos problemas que se reflejan en devaluación del rublo en comparación con el Dólar, el Euro y el Yen japonés y un aumento de la inflación y la baja de los precios de las materias primas en el mercado mundial. No se recupera desde que a comienzos de los años 70 se profundizó la crisis económica de la ex Unión Soviética, en que su economía cayó más abajo que la del imperialismo italiano, la cuarta economía de Europa occidental. Hoy ocupa el 11vo lugar a nivel mundial y su PBI supera apenas el de Italia. Rusia además de ser el segundo país exportador de armas, después de los Estados Unidos, exporta ante todo gas, petróleo y metales y es importador de maquinarias, transporte pesado, productos químicos y electrónicos y productos electro-técnicos. Es exportador de capital. Además es necesario sopesar los siguientes hechos:
“ Tiene una reserva de 500 mil millones de dólares y una necesidad de recuperación en todos los terrenos de las inversiones cercana a esa suma, lo que lo conduce a una extrema necesidad de capitales y a un fuerte desarrollo inflacionario. Naturalmente, Rusia se esfuerza después de la caída de los precios de petróleo y gas, en obtener un mejor margen en ese sector, para así poder comprar la tecnología y mercadotecnia occidental. Por eso, es bastante dependiente del desarrollo de sus propia base de materia prima (…) La difícil situación financiera de Rusia es especialmente  clara en el sector Defensa, si bien todos los otros sectores se encuentras en similar situación (en 2009, nota nuestra) (…) La situación objetiva en el sector militar de la Federación no dan base para demostración de Poder mundial y señales amenazantes. El presupuesto militar fue en 2007 de 35 mil millones de USA-Dólar, el presupuesto militar de los EE.UU. es de alrededor de 547 mil millones de USA-Dólar y de Alemania de alrededor 37 mil millones de USA-Dólar (…) La necesidad de armas de las Fuerzas Armadas rusas es extremamente alta, después de largos años de baja financiación. De las consecuencias de la actual crisis económica ha sido golpeada, sobre todo, la Fuerza Aérea. El inventario de aviones entre 2002 y 2010 va a bajar de 5100 a 2000. Todos los MiG 29 deben ser sacados del tráfico. 70% de todos los campos de aterrizaje necesitan de una urgente reparación general. Un comandante de regimiento gana menos de 600 Euros (mucho menos de lo que gana en Perú un general con ese mando de tropa, nota nuestra). El más grande problema para la mantención de la oficialidad es el problema de la vivienda. Para 122,000 oficiales les falta todavía la vivienda, pese a que el gobierno federal alemán para el retiro del Ejército Soviético de la ex RDA les facilitó un programa de ayuda de mil millones de Euros. La corrupción –un problema general del país- es también un mal del ejército. En 2008 quedaron consentidas para cumplirse sentencias penales contra 290 oficiales y ocho generales. No hay dinero para equipamiento con uniformes simples, y el 40% de los edificios de las Fuerzas Armadas necesitan renovación urgente. Viendo los problemas financieros, no es posible pensar en una completa reforma militar que es de urgente necesidad. Los anuncios del aumento de fuerza bélica que de tiempo en tiempo provienen de Moscú no se pueden tomar literalmente(…) El número de reclutas disponible no es suficiente para cubrir las plazas de soldados vacantes (…) La federación Rusa es junto con los EE.UU.  la mayor potencia nuclear del mundo. Esa posición no cambia  tampoco, pese a que su potencia económica es como Alemania, Francia o Inglaterra” (6).  La cita es un poco larga, pero en muchos casos preferimos hacerlo con sacrificio de la agilidad de exposición, pues es uno de los propósitos del presente trabajo el combatir la desinformación y falseamiento de los hechos que presentan los imperialistas, reaccionarios y revisionistas, de los que se sirve el derechismo para tratar de desenrumbarnos.
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El imperialismo yanqui superpotencia hegemónica única y enemigo principal de los pueblo del mundo
LA BASE ECONÓMICA DE LA CONTIENDA IMPERIALISTA

Hay que ver cómo va esta contienda, partiendo de la base económica, como lo haremos en las páginas siguientes. Sin perder de vista que el primer mundo está en redefinición; que se expresa en como se va produciendo el hundimiento de la superpotencia hegemónica única, imperialismo yanqui, en un largo proceso con florescencias pasajeras y recaídas pero seguro; como la superpotencia atómica rusa busca recuperarse a largo plazo; como otras potencias imperialistas del segundo mundo le pisan talones, dentro del proceso de hundimiento-barrimiento en que se encuentra el imperialismo por la revolución mundial cuya base son los países del Tercer Mundo.
Nosotros, tal como nos enseña el Presidente Gonzalo, somos partidarios de la teoría del Presidente Mao de “tres mudos se delinean” para establecer la estrategia y la táctica de la revolución mundial y, por tanto, somos contrarios a la teoría revisionista de Teng de los “Tres Mundos”, que no es otra cosa que ponerse a la cola de una de las dos superpotencias.
 Hay que ver, qué consecuencias ha tenido la crisis mundial de 2008, y la actual recaída, para la hegemonía del imperialismo yanqui y las pretensiones de sus rivales; como hay que tener en cuenta, lo ya tratado, sobre como se desenvuelve el capitalismo burocrático que impulsa el imperialismo en los países oprimidos coloniales y semicoloniales, de acuerdo a las condiciones económico-sociales allí reinantes. Todo dentro del actual proceso de mayor maduración de las condiciones objetivas para la revolución mundial.
Por eso, vamos a tratar cómo esta la competencia ínter imperialista, cuál es la base económica para la hegemonía yanqui.
(Continuará)
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Notas a las Notas
(1)    Tony Blair, Mi Camino, Londres, 2010, editorial Hutchinson, pág. 443.
(2)     Lenin: El Imperialismos, Fase Superior del Capitalismo, Zurich, 1916
(3)    Profesor Dr. Martin Wagner, “No a la misma altura, El poderoso puede usar el derecho, el débil debe cumplirlo” , en el diario alemán ligado al partido de gobierno CDU: Frankfurter Allgemeine Zeitung, 9 de diciembre de 2013. Nr. 286, pág. 7.
(4)    Handelsblatt, diario alemán de economía y finanzas, del fin de semana 2./7./8. Septiembre 2013,  Los Costos de la Guerra, págs. 54 y 55.
(5)     Handelsblatt, edición citada, Tormenta de Acero, págs. 48 y 49)
(6)     Klaus Ashe, ¿A dónde va Rusia?, febrero de 2009, páginas 67 a 96, en Helmut Schmidt editor, Profundizaciones: Nuevas Contribuciones para Comprender nuestro Mundo, Edición Pantheon, abril 2012, en idioma alemán.